Notizie da Israele - Il "non gradimento" degli Stati Uniti

Haaretz.com

05.09.2009

 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1112403.html

 

"Gli Stati Uniti ‘deplorano’ il piano di Netanyahu di concedere
  l’autorizzazione alla costruzione di nuove case nella West Bank."

  di Bark Ravid, Avi Issacharoff, Akiva Eldar

 

 

Venerdì, la Casa Bianca ha comunicato di "deplorare" l’informazione dalla quale risultava che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva l’intenzione di approvare la costruzione di centinaia di nuove unità abitative nelle colonie della West Bank.


La dichiarazione della Casa Bianca affermava che "Noi deploriamo le notizie dei progetti israeliani di approvare costruzioni supplementari nelle colonie. Il proseguire dell’attività di insediamento non è coerente con l’impegno di Israele nel quadro della road map."

La Casa Bianca ha aggiunto che il Presidente dell’Amministrazione americana, Barak Obama "non riconosce la legittimità della continua espansione delle colonie e noi sollecitiamo che essa venga interrotta. Stiamo lavorando per creare un clima in cui possano compiersi dei negoziati, e iniziative di questo tipo rendono più difficile realizzare una tale atmosfera."

Prima di venerdì, una fonte governativa di alto grado aveva riferito come Netanyahu stesse per approvare la costruzione di centinaia di nuove unità abitative nelle colonie della West Bank prima di dichiarare la moratoria sulla edificazione di quegli appartamenti.

Giovedì notte, la fonte dell’ufficio del primo ministro aveva detto che, alcune settimane prima, il premier aveva informato funzionari degli Stati Uniti della sua intenzione di autorizzare la costruzione.

L’immediato futuro della edificazione di colonie nella West Bank verrà fissato nei colloqui tra funzionari israeliani e l’inviato in Medio Oriente degli Stati Uniti, Gorge Mitchell, che giungerà in visita in Israele la prossima settimana. Secondo la fonte, la questione potrebbe essere risolta durante i due giorni della visita di Mitchell, che avrà inizio da giovedì.

"L’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele è e resterà assoluto," ha ribadito venerdì la dichiarazione della Casa Bianca. "Noi crediamo che la si possa realizzare meglio per mezzo di una pace globale nella regione, che includa una soluzione a due stati con uno stato palestinese che convive in pace, fianco a fianco, con Israele."

Tuttavia, ha aggiunto che l’obiettivo del governo degli Stati Uniti "resta quello di riprendere, nel più breve tempo possibile, negoziati significativi per il perseguimento di questo risultato".

La dichiarazione della Casa Bianca ha asserito che gli Stati Uniti stanno lavorando con tutte le parti – israeliani, palestinesi e stati arabi – sui passi che essi devono fare per realizzare quello scopo.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ian Kelly, ha rimarcato che Mitchell e gli israeliani stavano conducendo un dialogo molto aperto in un dibattito molto serrato. Egli non sarebbe però entrato nei particolari.

Ma un funzionario statunitense che ha familiarità con l’incontro di mercoledì a New York con l’inviato di Netanyahu, Ytzhak Molcho, e il capo dello staff del Ministero della Difesa Israeliano, Michael Herzog, ha detto che gli israeliani avevano comunicato a Mitchell che essi l’avrebbero fatto, e lui li ha avvertiti che avrebbero dovuto aspettarsi una brusca reazione.

Il funzionario, che, per discutere di una delicata conversazione diplomatica, ha parlato a condizione di conservare l’anonimato, ha affermato che l’incontro non aveva avuto buon esito.

Il funzionario ha aggiunto che la dichiarazione della Casa Bianca era stata rilasciata prima che ci fosse un comunicato ufficiale pel piano di Netanyahu, perché si voleva inviare in anticipo un segnale forte.

JStreet, la lobby pro-israeliana di sinistra, ha sostenuto di essere profondamente costernata dalla notizia della progettata approvazione di Netanyahu di costruzioni aggiuntive nelle colonie della West Bank.

Il gruppo ha formulato questa dichiarazione: "Noi condividiamo la preoccupazione del Presidente Obama secondo la quale la crescita continua delle colonie renderà impossibile giungere ad una soluzione a due stati del conflitto, negoziata e tranquilla, che è fondamentale per il futuro di Israele come patria ebraica e democratica."

"E’ solo con la creazione di confini permanenti e riconosciuti, come parte di un accordo globale di pace, che forniamo un servizio migliore e di lungo termine agli interessi di Israele, dei palestinesi e degli Stati Uniti."

Anche un portavoce di Peace Now, venerdì, ha lodato la posizione della Casa Bianca. "Noi ribadiamo che il congelamento della colonizzazione non è solo a beneficio degli Stati Uniti. Esso è, in primo luogo, utile alla sicurezza nazionale di Israele," ha dichiarato il portavoce americano di Peace Now, Ori Nir, che ha aggiunto:

"Le colonie rappresentano un danno per Israele. Esse rappresentano un onere per i servizi di sicurezza israeliani. Creano punti di attrito tra israeliani e palestinesi. Prosciugano le risorse finanziarie d’Israele. Creano l’impressione che Israele non sia interessata ad una soluzione a due stati."

I Ministri degli Esteri dell’Unione Europea: Abbas condanna il piano israeliano.

I Ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno condannato, venerdì, la notizia secondo la quale Israele costruirà nuove unità abitative nella West Bank.

Il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha affermato che tutti i 27 ministri dell’UE hanno criticato il nuovo progetto edilizio.

A partire da venerdì, i Ministri degli Esteri stanno svolgendo, a Stoccolma, una due giorni di consultazioni.

Il Segretario agli Esteri britannico, David Miliband, ha ribadito che l’Unione Europea pretende il congelamento completo della colonizzazione per stimolare la ripresa dei colloqui di pace tra israeliani e palestinesi.

Il capo della politica estera della UE, Javier Solana, ha sostenuto di essere pieno di speranza che quei negoziati possano essere rilanciati, alla fine del mese a New York, ai margini dell’Assemblea Generale delle NU.

Nel frattempo, il Presidente palestinese Mahmoud Abbas aveva dichiarato, prima di venerdì, che la programmata approvazione di Netanyahu del progetto edilizio per la West Bank è da considerarsi "inaccettabile."

Dopo un incontro con il Presidente francese Nicolas Sarkozy, Abbas ha affermato che. "Per noi il piano non è accettabile. Noi vogliamo che la costruzione delle colonie sia congelata."

Abbas ha detto, inoltre, ai giornalisti che lo svolgimento ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York di un possibile incontro al vertice con Obama e Netanyahu, sarebbe dipeso dalle "misure prese in precedenza in merito al congelamento della costruzione delle colonie."

Inoltre, Abbas ha affermato che non si sarebbe incontrato con Netanyahu finché non fosse stata bloccata l’attività edilizia nelle colonie – posizione da lui già espressa nel passato.

Dopo un incontro con il Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, il Presidente palestinese aveva aggiunto che l’intero processo di pace in Medio Oriente dipendeva dal congelamento della costruzione delle colonie israeliane.

La maggioranza dei membri di Fatah, la fazione palestinese guidata da Abbas, si oppone alla ripresa dei colloqui con gli israeliani mentre si sta costruendo nella West Bank. I palestinesi stanno cercando di ottenere anche il totale congelamento delle costruzioni a Gerusalemme Est.

Anche Saeb Erekat, il negoziatore palestinese più alto in grado per l’Autorità Palestinese, ha criticalo la mossa di venerdì sostenendo che essa avrebbe fatto deragliare qualsiasi sviluppo dei negoziati di pace.

"Penso che la sola cosa che verrà interrotta da questo comunicato sarà il processo di pace," ha detto Erekat.

Venerdì, assistenti di Netanyahu hanno asserito che egli sarebbe disposto a prendere in considerazione un congelamento temporaneo dell’attività edilizia nelle colonie, ma che tale sospensione non avrebbe compreso Gerusalemme Est.

Le centinaia di unità abitative, la cui fabbricazione Netanyahu spera che venga approvata, si aggiungeranno alle altre 2.500 unità abitative che, al momento, sono già in costruzione e la cui realizzazione non verrà ugualmente sospesa.

In colloqui riservati, Netanyahu ha detto di essere pronto a procedere nel prendere le mosse per promuovere il piano di pace di Obama e dare impulso ai colloqui di pace in fase di stallo.

La fonte ha rivelato ad Haaretz: "Gli americani non sono d’accordo con [l’approvazione di nuove unità abitative] e non sono contenti, ma l’abbiamo messa sul tavolo tanto tempo fa."

La durata esatta della moratoria è ancora oggetto di dibattito e sia gli statunitensi che gli israeliani stanno negoziando sulla questione. Netanyahu non è d’accordo con un congelamento che superi un periodo di sei mesi, mentre gli americani stanno insistendo per un periodo di nove mesi.

La fonte ha aggiunto che diversi Stati arabi si sono impegnati in azioni a favore di Israele, che comprendono l’apertura di missioni diplomatiche israeliane sui loro territori, il tenere incontri ad a livello superiore tra dirigenti arabi e controparti israeliane, l’effettuare conversazioni telefoniche dirette tra dirigenti degli Stati arabi e dirigenti israeliani, e autorizzare voli aerei della El Al diretti agli aeroporti arabi.

La stessa fonte ha continuato: "Un accordo con Israele sulla questione dell’attività edilizia nelle colonie è fondamentale. L’operato di Netanyahu deciderà sul futuro delle sue relazioni con il Presidente Obama, quindi questo è un processo basilare.

Il parlamentare alla Knesset del Likud, Eitan: il partito deve essere unito dietro a Netanyahu.

Il parlamentare del Likud, Michael Eitan, ha invitato i suoi colleghi di partito a rimanere uniti dietro alla direzione di Netanyahu dato che "la passata esperienza conferma, in modo definitivo, che tutte le divisioni, le iniziative di rivolta o di scissione hanno portato alla rovina in campo nazionale."

Inoltre, Eitan ha affermato che la caduta di un governo che sostiene le colonie nella West Bank, avrebbe portato anche "all’ascesa di un’amministrazione interessata alla loro estirpazione."

Eitan ha aggiunto che mentre un "dibattito aperto e democratico su questa importante questione è legittimo ed importante, ma alla fine, nel contesto attuale e nei limiti internazionali, solo un Likud unito guidato da Netanyahu può dare un indirizzo alla politica d’Israele nel miglior modo possibile per la sua gente."

Il Consiglio Yesha delle Colonie ha dichiarato di voler rammentare alla gente che "Netanyahu aveva promesso agli elettori israeliani, per un percorso di sviluppo, il ripristino delle costruzioni in Samaria e in Giudea."

"Diverse centinaia di unità abitative, anche se dovessero essere approvate, non cambiano il fatto che un congelamento dell’insediamento produrrà un danno politico di vasta portata," ha sostenuto il Consiglio Yesha, aggiungendo che "quando il rimbombo delle feste si accheta, tutto ciò che resta, proposto da un primo ministro di livello nazionale, è un congelamento della costruzione delle colonie."

Ophir Pines-Paz, un legislatore colomba il cui partito laburista fa parte della coalizione di Netanyahu, venerdì ha sostenuto che la concessione di nuovi permessi di costruzione era un provvedimento inutile e dannoso.

Egli ha detto: "Temo che rilasciando nuovi permessi verrà frustrato il passo successivo – un congelamento delle colonie che creerebbe fiducia e permetterebbe la ripresa dei negoziati."

 

(traduzione di mariano mingarelli)