Notizie da Israele - Desmond Tutu

Haaretz.com

28.08.2009 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1110762.html  

“L’Arcivescovo Tutu ad Haaretz: 
 
gli arabi stanno scontando i crimini della Germania.”
 
 
di Akiva Eldar
  

Giovedì scorso, l’insigne Arcivescovo del Sud Africa, Desmond Tutu, ha dichiarato ad Haaretz: “La lezione che Israele deve apprendere dall’olocausto è che giammai potrà procurarsi sicurezza per mezzo di barriere, muri ed armi.

 

Commentando la dichiarazione fatta giovedì in Germania dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, secondo il quale la lezione dell’olocausto consisterebbe nel fatto che Israele sarebbe obbligato a difendere se stesso, sempre, Tutu ha fatto notare che “in Sud Africa, cercarono di proteggersi dalla canna di un’arma. Inutilmente. Poterono assicurarsi sicurezza solo quando i diritti umani di tutti furono riconosciuti e rispettati.”


Il titolare insignito del Premio Nobel ha conversato con Haaretz, a Gerusalemme, non appena si era concluso il giro in Israele e nella West Bank dell’organizzazione The Elders. Egli ha sostenuto che, nei confronti di Israele, l’Occidente è divorato da un senso di colpa e di rimorso per via dell’olocausto, “come dovrebbe essere.” 

Note informative. 

“Ma chi ne sconta il castigo? Gli arabi e i palestinesi stanno subendo la punizione. Una volta incontrai un ambasciatore tedesco che affermò che la Germania era responsabile di due ingiustizie. L’una riguardava ciò che essi avevano fatto agli ebrei. Ed ora per le sofferenze dei palestinesi.” 

Egli ha stroncato anche le organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti, dicendo che intimidiscono chiunque critichi l’occupazione e si affrettano ad accusare questi censori di anti-semitismo. Tutu ha ricordato come tali organizzazioni avessero fatto pressioni sulle università statunitensi perché venisse revocata la sua presenza nei loro campus. 

“Ciò è spiacevole, in quanto le mie stesse posizioni sono originate di fatto dalla Torah. Si sa che Dio ci ha creato a sua immagine. E che si è sempre schierato a favore degli oppressi.” 

Tutu ha rilasciato, inoltre, una dichiarazione riguardante l’appello del professore Neve Gordon  dell’Università Ben Gurion a mettere in pratica sanzioni selettive nei confronti di Israele.

 “Io dico sempre alla gente che le sanzioni furono importanti nel caso del Sud Africa per diversi motivi. Ci fu un boicottaggio degli sport, e dato che siamo un paese che va matto per gli sport, esso fece breccia nella gente comune. Questo fu uno degli strumenti psicologicamente più forti. 

“In secondo luogo, esso andò a colpire di fatto la tasca del governo del Sud Africa. Voglio dire, quando si ha l’embargo delle armi ed il boicottaggio economico.” 

Egli ha raccontato che quando F.W. de Klerk venne eletto presidente gli telefonò per congratularsi con lui. “La prima cosa che mi disse fu ‘bene ora revocherai le sanzioni?’ Anche se avevano dato inizio ai colloqui, ah beh, queste cose non ci riguardano affatto. Il che non era vero. 

“E un altro motivo importante fu che ciò dette al nostro popolo la speranza che il mondo fosse solidale. Capisci. Tutto ciò era una forma di identificazione.” 

Quel giorno di buon ora, Tutu ed il resto della delegazione avevano visitato il villaggio di Bil’in dove ogni settimana hanno luogo le proteste contro la barriera di separazione, costruita su parte delle terre del villaggio. 

“Eravamo soliti prendere nello Swaziland i nostri bambini e dover passare in Sud Africa attraverso i posti di controllo del confine ed affrontare quasi lo stesso procedimento, nel quale eri alla mercè di un ufficiale di polizia. Essi possono decidere quando si occuperanno di te, come possono respingerti indietro per qualcosa privo di qualsiasi importanza. Ma d’altro canto, noi non abbiamo subito punizioni collettive. Non abbiamo subito la demolizione delle case per il sospetto che uno dei membri della famiglia potrebbe o non potrebbe essere un terrorista.” 

Ha raccontato che gli attivisti a Bil’in gli hanno riportato alla mente Ghandi, che era riuscito a rovesciare il dominio britannico con mezzi non-violenti, e Martin Luther King,Jr, che aveva ripreso la lotta di una donna di colore che era troppo stanca di dover andare sul retro di un autobus segregazionista. 

Ha messo in risalto la sua convinzione che non ci fosse situazione alcuna senza speranza, elogiando il processo di pace nell’Irlanda del Nord. Il processo aveva avuto come mediatore il senatore Gorge Mitchell, che presta servizio attualmente come inviato speciale degli U.S. nel Medio Oriente. 

Ha chiesto informazioni sulla controversia in atto a Petah Tikva, dove diverse scuole elementari si sono rifiutate di accogliere scolari etiopi, ed ha detto che “spera che la vostra società si evolverà.” 

(traduzione di mariano mingarelli)