Notizie da Israele - Uri Avnery 27.08.2009

Il Manifesto

27.08.2009

”Horror show» di destra a beneficio di Netanyahu”

    di Uri Avnery
    T
EL AVIV Gli Stati uniti e lo spauracchio estremista

 
«Peace now è un virus» ha dichiarato Moshe («Bogie») Yaalon, vice premier e membro del sestetto (i sei ministri che costituiscono il vero governo di Israele) partecipando di recente a una riunione della Jewish Leadership Faction.

E non solo Peace now. Anche «tutti i media» sono un virus. Influenzano l'opinione pubblica «in maniera distorta, menzognera». Il virus comprende in generale quella che Yaalon definisce «l'elite».
In aggiunta, anche i politici sono da biasimare. «Ogni volta che i politici fanno entrare la colomba della pace, noi, l'esercito, dopo dobbiamo ripulire». Non basta: «Gli ebrei hanno il diritto di risiedere in ogni luogo del Grande Israele» e se questo disturba gli americani, Yaalon ha la risposta pronta: «Io non ho paura degli americani!».


Tutto ciò è stato detto pochi giorni dopo che Yaalon aveva effettuato una ben pubblicizzata visita ai Territori occupati palestinesi, accompagnato dal leader dello Shas, Eli Yishai, e da altri ministri dell'estrema destra.

Questa banda aveva visitato gli avamposti delle colonie - che il governo israeliano molto tempo fa aveva promesso agli americani di smantellare - esprimenendo la propria totale opposizione all'evacuazione. La visita si era conclusa a Homesh, l'insediamento in Cisgiordania fatto sgombrare da Ariel Sharon nel corso del piano di «disimpegno» (2005), Ya'alon ne aveva richiesto il reinsediamento.

(...)

Se si mettono insieme tutti questi elementi - l'odio nei confronti dell'«elite», la glorificazione dell'esercito, il disprezzo verso i «politici», la demonizzazione dei pacifisti, l'incitamento contro i media - è l'orribile faccia del fascismo che emerge. Qui in Israele e in tutto il mondo.

Non meno importanti il luogo e la compagnia.
Yaalon ha parlato a una riunione della «Jewish Leadership Faction», un gruppo di ultra-ultra destra, entrati nel Likud con l'obiettivo dichiarato di conquistarlo dall'interno. E' guidato da Moshe Feiglin, da cui il nome dei suoi seguaci, chiamati «i Feiglin».

Alla vigilia delle ultime elezioni, Benyamin Netanyahu ha fatto ogni possibile sforzo, usando mezzi «kosher» e non troppo «kosher» per togliere Feiglin dalla lista dei candidati del Likud. Era determinato a evitare che il Likud fosse presentato come un partito di estrema destra. Il principale avversario del Likud, Kadima, si definiva un partito di centro o moderatamente di destra e cercava strenuamente di spingere a destra Netanyahu. Quest'ultimo pensava che, mettendo fuori Feiglin, avrebbe respinto questo attacco.

La questione è se questo fosse il suo unico obiettivo. Se così era, perché ha messo Benny Begin, un personaggio che personifica l'estrema destra, nei primi posti della lista di ministri? E perché ha arruolato e abracciato Moshe Yaalon, già conosciuto come una persona dalle vedute di estrema destra? Un abbraccio che è costato molto caro, dal momento che, alla fine, Kadima, contro ogni aspettativa, ha guadagnato un seggio più del Likud.

Ma Netanyhau, politico nato, aveva più di un obiettivo in mente. Temeva che Feiglin (sempre più popolare) potesse un giorno minacciare la tenuta della sua leadership nel Likud. Per vanificare questa possibilità, ha negato a Feiglin un seggio alla Knesset.

E qui arriva Yaalon, protetto di Netanyahu, e si unisce a Feiglin. Come dice un detto ebraico, la rondine andò a far visita al corvo. Ma non è chiaro chi sia la rondine e chi sia il corvo. E' Feiglin che sta usando Yaalon o è Yaalon che che intende usare Feiglin per posizionarsi come leader di un più vasto campo di estrema destra?

Si dovrebbe anche prestare attenzione alla dichiarazione di Ya'alon «Io non ho paura degli americani». Gli americani chiedono il congelamento degli insediamenti? Ma che vadano al diavolo! Chi si credono di essere? Questi goyim (gentili) vogliono forse darci ordini? Barack Obama vuole dirci dove possiamo o non possiamo insediarci?

Questo è un altro tratto distintivo dell'emergente fascismo israeliano: la prontezza a impegnarsi in uno scontro aperto con gli Usa, e specialmente con il presidente Obama. Già è in pieno svolgimento una campagna israeliana contro «Barack Saddam Hussein», il nuovo Hitler.

La destra americana e quella di Israele trovano facilmente un linguaggio comune. Negli Usa uniti una israeliana sta guidando uno sforzo molto ben pubblicizzato di provare che Obama non è nato negli Stati Uniti, che suo padre non è mai stato un cittadino statunitense e che dunque dovrebbe essere cacciato dalla Casa Bianca.

L'intera faccenda rasenta la follia. Israele dipende pressoché totalmente dagli Stati Uniti: assistenza economica, armi, cooperazione nell'intelligence, sostegno diplomatico per il diritto di veto al Consiglio di sicurezza.

Netanyahu cerca di evitare lo scontro usando ogni mezzo, compreso l'inganno e i diversivi. Ed ecco che arrivano Ya'alon e Co. a incitare alla rivolta contro gli Stati uniti!

C'è metodo nella follia. Il sistema educativo israeliano esalta gli Zeloti che circa 1940 anni fa dichiararono guerra all'Impero romano. Gli Zeloti divennero i leader della comunità ebrea in Palestina e lanciarono una rivolta che non aveva alcuna possibilità di successo. I ribelli furono sconfitti, Gerusalemme fu distrutta, il Tempio incendiato e distrutto.

Il «Boogie Horror Show» ha più vaste ramificazioni.
Presenta l'immagine di un folle gruppo di estremisti che sfidano il moderato, responsabile Netanyahu. Netanyahu lancia segnali al presidente Obama e alla sua gente: Aiuto!. Se fate pressione su di me per congelare gli insediamenti e smantellare gli avamposti, sarà la mia fine! Il mio governo cadrà e voi dovrete vedervela con i pazzi.

Sarebbe stato più convincente se Benyamin Netanyahu avesse usato le proprie prerogative legali e allontanato Yaalon dal governo, anche se ciò costituiva un rischio politico.

Invece «Bibi» ha rimproverato «Boogie» come un maestro che rimprovera un allievo e gli ordina di scrivere cento volte «Farò il bravo».
 
E' così che Moshe Ya'alon resta vice primo ministro, ministro in carica per gli affari strategici e membro del Sestetto di ministri che governa il paese (insieme a Avigdor Lieberman, Benny Begin, Eli Yishai, Dan Meridor e lo stesso Benyamin Netanyhau).

Stando così le cose, Netanyahu non può sfuggire alle proprie responsabilità per ogni cosa che Ya'alon fa e dice.