I diplomatici dell'UE ballano sulle tombe palestinesi

di Ali Abunimah

The Electronic Intifada, 09.05.2019

https://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/eu-diplomats-dance-palestinian-graves

 

Il 15 maggio i diplomatici europei organizzeranno un party con i DJ olandesi Detroit Swindle e artisti di tutta Europa al Charles Clore Park di Jaffa.

Balleranno - figurativamente, se non letteralmente - sulle tombe dei palestinesi.

Il party, ospitato, fra altre istituzioni europee, dalle ambasciate olandese, dell'Unione europea e tedesca, è stato indetto per celebrare l'Eurovision Song Contest che si svolgerà contemporaneamente a Tel Aviv.

Gli altri artisti in scaletta sono Pochi Nolder, Hellwana, Jaakko Eino Kalevi, Karpov Not Kasparov, Onra e Pejzaz. È prevista anche la proiezione del film "Symphony of Now" di Johannes Schaff.

Ma il 15 maggio è anche il giorno della "Nakba", in cui si commemora la pulizia etnica avvenuta 71 anni fa di circa 800.000 palestinesi da parte delle milizie sioniste per stabilire lo stato di Israele sulle rovine della loro vita, comunità e storia.

Il cosiddetto Charles Clore Park racconta parte di questa storia.

È costruito sul sito di Al-Manshiyya, un quartiere un tempo fiorente di Giaffa, una città portuale conosciuta come la "Sposa del Mare" per il suo ruolo centrale nella vita culturale ed economica palestinese.

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L'epoca d'oro di Giaffa terminò quando le milizie sioniste conquistarono la città nel 1948, espellendo quasi interamente i suoi migliaia di abitanti palestinesi, molti dei quali fuggirono dal mare.

Ma prima che l'Haganah, la principale milizia sionista, occupasse Giaffa nel maggio del 1948, una piccola banda sionista, Etzel, nota anche come Irgun, attaccò al-Manshiyya.

Alcune settimane prima, il 9 aprile, l'Irgun, guidata dal futuro primo ministro israeliano Menachem Begin, aveva compiuto il famigerato massacro nel villaggio di Deir Yassin, che diffuse il panico e la paura in tutta la Palestina.

E nel 1946, l'Irgun aveva perpetrato il bombardamento del King David Hotel di Gerusalemme.

Le rovine di al-Manshiyya furono conquistate dalla milizia sionista Irgun nell'aprile del 1948. (Wikimedia)

 

Alla fine di aprile del 1948, l'Irgun attaccò al-Manshiyya e la conquistò.

"I residenti di al-Manshiyya e di altri villaggi cercarono di resistere. Si riunorono principalmente attorno alla moschea di Hassan Beq, cercando di combattere, nonostante il loro piccolo numero e la mancanza di armi," afferma Zochrot, un'organizzazione israeliana dedicata alla memoria della Nakba.

"I combattimenti si insaprirono facendo aumentare il numero di morti e feriti, fino a quando al-Manshiyya cadde definitivamente il 28 aprile 1948 e fu isolata dal resto di Giaffa."

L'Haganah proseguì l'opera conquistando il resto di Giaffa e dei suoi villaggi circostanti.

"Alcuni degli abitanti di al-Manshiyya furono espulsi in Giordania, altri furono inviati via mare a Gaza e in Egitto", afferma Zochrot. "Pochi di loro furono trasferiti a Giaffa per stabilirsi nel ghetto di Ajami, insieme a rifugiati di Giaffa e dei villaggi circostanti".

Subito dopo la conquista, un comandante israeliano scrisse questo resoconto di come appariva al-Manshiyya dopo che i suoi uomini avevano finito il loro lavoro: "Mucchi di rovine ovunque si guardi, muri squarciati, resti di suppellettili, rivoli d'acqua che scorrono da rubinetti aperti dentro edifici distrutti e ... un silenzio mortale. "

Quel silenzio, aggiungeva, veniva "rotto di tanto in tanto da uno sparo ... sparato dalle nostre forze di ricognizione".

Il parco Charles Clore, costruito sopra le rovine di al-Manshiyya. (Jbodane)

 

Ma come avvenne in altre centinaia di città e villaggi in tutta la Palestina, il nuovo stato israeliano si affrettò a distruggere le prove di ciò che esisteva prima e a ribattizare i luoghi per cancellarne storia e identità.

Sulla maggior parte di al-Manshiyya, gli israeliani crearono il parco Charles Clore, dedicato ad un filantropo ebreo britannico.

"La superficie ondulata del parco è formata da dune che nascondono le macerie sopravvisute alla demolizione del quartiere, che è stato spinto verso il mare", afferma Zochrot.

"Seguendo la consuetudine sionista di far fiorire la natura selvaggia, le dune si coprirono di erba e di piante fiorite".

Mentre l'Europa ufficiale continua ad aiutare Israele a cancellare e negare questa storia e a celebrare ancora una volta la distruzione della Palestina, i palestinesi ei loro sostenitori cercano di fare in modo che nessuno possa dimenticarlo.

Aggiornamento, 11 maggio:

Sabato, il musicista finlandese Jaakko Eino Kalevi ha annunciato che si ritirerà dalla festa sponsorizzato dall'UE sulle rovine della comunità palestinese di al-Manshiyya.

Kalevi ha scritto su Twitter di aver preso la decisione in quanto "ora sono più consapevole della diffusa opposizione allo svolgimento di Eurovision in Israele".

 

Aggiornamento, 14 maggio:

L'artista hip-hop francese Onra ha rivelato su Twitter di essersi ritirato dal party sponsorizzato dall'UE sulle rovine della comunità palestinese di al-Manshiyya.

Sono dunque due gli artisti ad essersi ritirati.

“Non ci vado!” ha scritto Onra sabato rispondendo su Twitter all'appello di un follower a non “intrattenere i razzisti e il loro apartheid.”

Gli attivisti palestinese hanno celebrato la decisione.

 

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze


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