In USA sono due parlamentari donne a infrangere il tabù su Israele

 Ilhan Omar ha fatto scoppiare il palloncino di bugie gonfiato dalle pressioni politiche, finanziarie e mediatiche. Ocasio-Cortez chiede il taglio degli aiuti militari a Israele. Per Thomas Friedman,  premio Pulitzer, Israele è la maggiore minaccia per il mondo ebraico.

da: Dr Mohammad Makram Balawi (2)  https://www.middleeastmonitor.com/20190408-has-netanyahu-killed-aipac-as-an-effective-lobbying-tool/

“Il Re è nudo” questo è stato l’effetto della denuncia della parlamentare Ilhan Omar quando ha contestato la bugia che la potente American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) costituirebbe una benefica presenza nella politica americana. Ha osato dove nessuno aveva osato prima, mettendo AIPAC sotto i riflettori e chiedendo come AIPAC destini i suoi fondi per comprare politici USA così come di ebrei e non ebrei, per il sostegno ad Israele. Molti pensavano che Omar sarebbe stata distrutta dai suoi colleghi che avevano beneficiato delle prebende AIPAC. Trump stesso aveva guidato la carica contro di lei e così anche la Direzione del Partito Democratico. Una grande campagna di denigrazione era partita nei confronti di Omar ma con grande sorpresa molti invece l’hanno sostenuta e tra questi molti ebrei.

Il premio Pulitzer Thomas L. Friedman sostiene che Netanyahu ha ridotto AIPAC ad un ripetitore automatico di tutte le politiche razziste del suo governo.

L’associazione filo-israeliana è andata perdendo il suo carattere bipartisan diventando di fatto un club repubblicano che semmai potrebbe danneggiare il sostegno USA allo stato sionista. Il grosso problema per Israele ed AIPAC è la contraddizione tra della loro ideologia (Israele come Stato sia Ebraico che democratico ) che finora avevano risolto attraverso pressioni politiche, finanziarie e mediatiche. Come invece si è visto, queste contraddizioni gli sono scoppiate in faccia quando Ilhan Omar ha bucato il loro palloncino di bugie.

Il sionismo insistente ha creato una immensa contraddizione in tutto il mondo ebraico, nelle vite di coloro a cui all’improvviso veniva detto che non erano al sicuro nei paesi dove erano e che la loro nazionalità era invece quella di un altro stato, Israele. Questo li sta rendendo perfetti obiettivi di xenofobia ed antisemitismo. Haaretz ha pubblicato un video in cui Trump, parlando al gruppo ebraico repubblicano Republican Jewish Coalition, si rivolge a loro come “israeliani”, non come “americani”.

Israele è dunque diventata la maggiore minaccia per il mondo ebraico in quanto tende ad indurre gli ebrei a qualificarsi secondo la sua ideologia e la sua politica.

Secoli dopo il trattato di Vestfalia(1), che pose fine alla guerra dei 30 anni riconoscendo impraticabili gli Stati fondati sulla religione, Israele resta attaccata alla sua ideologia di stato-nazione sostenendo di essere democratico ed ebraico nel contempo.

Netanyahu ha messo più e più religiosi nei posti di comando, adottato ulteriori leggi discriminatorie nei confronti di non-ebrei, di fatto rendendo Israele uno stato dell’apartheid in tutto tranne che nel nome.

Sostenendo Netanyahu nella sua richiesta di controllo permanente della Cisgiordania, Trump, il Congresso e la lobby israeliana andranno a creare una situazione in cui l’Autorità Palestinese finirà per cadere. A quel punto i palestinesi della West Bank, come già alcuni stanno facendo, chiederanno la cittadinanza israeliana. Israele si troverà allora nella condizione di governare altri 4 milioni di palestinesi con la scelta o di condividere il potere con essi su una base di giustizia ed uguaglianza, oppure di negarglielo sistematicamente. Quando questo avvenisse, il dibattito su cosa Israele debba fare sarà lacerante in ogni sinagoga, Federazione Ebraica o istituzione ebraica, AIPAC compresa. Fino a che era credibile la soluzione dei due stati, tale dibattito era in sordina, ma ora che quella opzione non c’è più, esso irrompe nel mondo ebraico, tra progressisti e sostenitori di Israele in ogni università americana. Ed è quanto è già iniziato.

Ebrei ortodossi insieme al gruppo “Ebrei Uniti contro il Sionismo” davanti all’ufficio di Ilhan Omar a sostegno della parlamentare, marzo 2019

 

Una parlamentare democratica  chiede al Congresso USA il taglio degli aiuti militari ed economici ad Israele  https://www.middleeastmonitor.com/20190418-us-congresswoman-proposes-cutting-israel-aid/, 18 aprile 2019

La parlamentare USA Alexandria Ocasio-Cortez ha richiesto al Congresso il taglio degli aiuti militari ed economici ad Israele, che ammontano a $3 miliardi all’anno, come risposta alla rielezione di Netanyahu. Ocasio-Cortez ha anche twittato sulle ulteriori iniziative in corso per proteggere i palestinesi dalle violazioni israeliane quali la legge proposta dalla parlamentare del Minnesota Betty McCollum volta a vietare che i fondi USA vengano in usati per la detenzione di minori palestinesi della West Bank.

A proposito dei cecchini israeliani a Gaza Ocasio-Cortez dice: “Questo è un massacro. Mi auguro che altri parlamentari abbiano il coraggio morale di chiamarlo con questo nome”

“Nessuno Stato può venire assolto da fucilazioni di massa di gente che protesta. I palestinesi hanno diritto all dignità umana così come chiunque altro”.

Le posizioni di Ocasio Cortez sulla Palestina hanno avuto ampia risonanza mediatica

Alexandria Ocasio-Cortez è di origine ebraica sefardita.

 

(1) Con il trattato di Vestfalia del 1648, che mise fine alla guerra dei 30 anni, si inaugurò un nuovo ordine internazionale, un sistema in cui gli Stati si riconoscono tra loro proprio e solo in quanto Stati, al di là della fedi religiose.

(2) Dr Mohammad Makram Balawi, scrittore ed accademico palestinese residente a Istanbul, presidente del Asia Middle East Forum

Traduzioni e riduzioni a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese


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