Intimidire con filmati il cui utilizzo è sospetto: nelle elezioni in Israele e altrove

La raccolta di dati fotografici e filmati da parte di agenti israeliani su singole persone è da un po’ che va avanti. Oltre che una imbarazzante forma di intimidazione ha anche una destinazione in qualche Big Data israeliano?

Le 1200 telecamere installate dal Likud nei seggi più frequentati dai palestinesi le quali filmavano i palestinesi che si permettevano di esercitare il loro diritto di voto hanno avuto un ruolo intimidatorio importante nel determinare il calo dei votanti dei palestinesi cittadini di Israele. La percentuale dei votanti arabi è stata infatti del 46% contro il 68% del complesso di Israele, con punte superiori al 100% in alcune colonie, dove pare sia risultato un numero di voti superiore a quello degli aventi diritto.

Il fatto di fotografare o filmare singole persone come azione intimidatoria da parte di attivisti ed agenti filo-israeliani non è però un fatto recente. Ne parla un articolo di Asa Winstanley su quanto avvenuto ad una conferenza del Partito Laburista inglese, di cui segue un sunto.

La domanda che è lecito porsi è: oltre che una imbarazzante forma di intimidazione tali attività di registrazione hanno anche una destinazione in qualche Big Data israeliano?

L’uso del filmato da parte di Jewish Labour Movement per intimidire attivisti laburisti  https://electronicintifada.net/blogs/asa-winstanley/jewish-labour-movement-harassed-labour-activists

da : Asa Winstanley ,  4 April 2019

Al congresso del Partito Laburista del 2017 Jeremy Newmark, leader del gruppo di destra Jewish Labour Movement, ha attaccato verbalmente e poi si è messo anche a filmare insistentemente Nikki McDonald e le sue amiche che si erano espresse in modo favorevole alla lotta palestinese. Lo stesso giorno suo marito, segretario di un sindacato, venne anche lui fotografato da due giovani attiviste dello stesso gruppo filo-israeliano. Tutti costoro filmati avevano applaudito un discorso a sostegno dei palestinesi.

McDonald ha detto che lei e due altre due amiche delegate del sindacato dei macchinisti ASLEF (Associated Society of Locomotive Engineers and Firemen)– stavano applaudendo l’attivista ebrea di sinistra Naomi Wimborne-Idrissi quando Newmark cominciò a filmarle.

McDonald aveva detto che nei giorni precedenti la conferenza, la campagna orchestrata a dipingere il Labour come un partito antisemita l’aveva preoccupata e aveva timori sullo svolgimento della conferenza stessa. Di conseguenza, l’intervento di Wimborne-Idrissi era stato per lei come una ventata d’aria fresca.  “Siamo state davvero sollevate dal fatto di poter parlare di Palestina senza che qualcuno abbia a saltarti addosso” ha detto. Newmark ha continuato insistentemente a filmare le tre donne anche dopo che iil servizio di vigilanza gli aveva detto di smettere. “E’ veramente brutto, una cosa che ti mette a disagio, è un vero e proprio tormento” dice Nikki McDonald, “quel che faceva Newmark era proprio una molestia. Non sono un fiorellino, però è una cosa inquietante e che ti mette in imbarazzo”

Tosh McDonald, presidente del sindacato dei ferrovieri ASLEF, ha dichiarato all’ Electronic Intifada che due donne “cominciarono a prendere foto di noi quando applaudivamo”.

Nikki McDonald ritiene che questa attenzione fosse dovuta al fatto entrambi, lei e il suo marito, avevano partecipato ad un evento del gruppo di sinistra Jewish Voice for Labour la sera precedente. In quella riunione Tosh aveva pubblicamente annunciato che avrebbe proposto al suo sindacato di appoggiare tale gruppo. In precedenza, nel 2017, Tosh era stato attaccato perché, ad una rievocazione della guerra di Spagna, aveva espresso solidarietà con la lotta palestinese.

Alla conferenza del Labour Newmark faceva parte di un gruppo di una ventina di partecipanti, per lo più giovani. E’ il capo del gruppo Movimento Laburista Ebraico (Jewish Labour Movement), gruppo assai vicino all’ambasciata israeliana a Londra. Il Jewish Labour Movement, costituitosi nel 2004, ha ripreso vigore nel settembre 2015, lo stesso mese in cui Jeremy Corbyn fu per la prima volta eletto segretario del Labour. Da documenti riservati giunti ad Electronic Intifada risulta che per rafforzare il suo staff Newmark assunse una persona indicata dalla ambasciata di Israele. La precedente direttrice del gruppo ha ammesso che il gruppo lavorava in stretto collegamento con l’ambasciata di Israele ed i suoi agenti. Da quando nel settembre 2015 è stato eletto segretario del Labour Jeremy Corbyn, il quale sostiene la campagna per la Palestina , il Jewish Labour Movement si è scatenato nella campagna di accuse al Labour quale “instituzionalmente antisemita.”

Wimborne-Idrissi, esponente del gruppo di sinistra Voce Ebraica per il Labour ( Jewish Voice for Labour) e da sempre solidale attivista per la Palestina, in una precedente occasione aveva partecipato a un dibattito chiarificatore delle accuse di antisemitismo al partito Laburista. 

Voce Ebraica per il Labour, gruppo ebraico  della sinistra laburista

Più tardi quello stesso giorno Newmark approfittò di una trasmissione TV attaccando Wimborne-Idrissi e i suoi compagni della sinistra ebraica. Al termine della conferenza la aveva anche accusata di antisemitismo chiedendo al partito di “prendere provvedimenti” contro di lei.  “Le intimidazioni da parte di Newmark nei confronti di delegati pro-Palestina è un avvertimento di quanto sta succedendo” dice Wimborne Idrissi a Electronic Intifada.  “Già due anni fa i suoi amici filo-israeliani erano riusciti a rendere praticamente impossibile chiedere giustizia per i palestinesi senza venire accusati di antisemitismo, in tal modo impedendo ogni possibile impegno di solidarietà verso gruppi vulnerabili, contro quelle che sono delle reali e crescenti minacce razziste”.

Jeremy Newmark è stato a lungo una figura leader della lobby filo-israeliana in UK. In anni recenti si è riciclato come attivista nella destra del Partito Laburista. Ad una conferenza della lobby israeliana nel 2011 Newmark aveva sollecitato i presenti ad entrare nelle organizzazioni locali dei partiti e dei sindacati ed ivi “diventare la voce di Israele” e combattere le “posizioni che tendono a deteriorare l’immagine di Israele”. Pur essendosi dimesso da presidente del Jewish Labour Movement, è capogruppo del Labour nel consiglio di zona Londra Nord.

In marzo il londinese Jewish Chronicle - che è il più antico settimanale ebraico, fondato nel 1841- riferiva di un’indagine per truffa relativa a Newmark e cioè della mancata contabilizzazione di $146 mila dalle casse del Jewish Leadership Council , organizzazione ebraica britannica, nel tempo in cui di cui Newmark ne era stato responsabile. L’indagine si è poi arenata essendo stati incontrati “seri ostacoli” a causa di assenza di documenti.

Traduzione e sintesi a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese


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