La Palestina e l’alleanza Israele-Arabia Saudita

L'omicidio di Jamal Khashoggi, avvenuto nel mese di ottobre 2018 ad opera di agenti del governo saudita a Istanbul, ha messo in rilievo le relazioni sempre più profonde tra Arabia Saudita e Israele: Israele aveva fornito lo spyware Pegasus al governo saudita. Questo è stato utilizzato per sorvegliare Khashoggi e due aiutanti sauditi che il principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS) ha poi liquidato per aver partecipato all'omicidio ed aver  fatto parte del processo di sensibilizzazione verso Israele, inclusi  gli sforzi per mitigare   l'immagine di Israele nella stampa saudita.

In un certo senso, tali atti non dovrebbero sorprendere: l’avvicinamento israelo-saudita si sta sviluppando da anni. Solo pochi mesi prima dell'omicidio di Khashoggi, MBS ha proclamato in un incontro con gruppi ebraici statunitensi che i palestinesi devono accettare il "Trattato del secolo" del presidente americano Donald Trump, dicendo che dovrebbero "accettare di venire al tavolo dei negoziati o stare zitti e smettere di lamentarsi."

Che cosa ha significato la relazione israelo-saudita per i palestinesi e la lotta palestinese per i diritti, e come influisce l'assassinio di Khashoggi? Al-Shabaka ha parlato con Ibrahim Fraihat, analista di Al-Shabaka e professore associato presso l'Istituto di studi universitari di Doha, riguardo alle implicazioni per l'Arabia Saudita sulla crisi  Khashoggi e a cosa possono fare i palestinesi per contrastare la dannosa alleanza israelo-saudita.

In che modo l'assassinio di Khashoggi ha colpito il prestigio dell'Arabia Saudita, in particolare per quanto riguarda la Palestina?

La crisi ha portato a conoscenza dell’opinione pubblica la relazione israelo-saudita come mai era successo prima. In particolare, la vendita dello spyware Pegasus ha rivelato la collaborazione militare e quella sulla sicurezza tra i due stati. Questa esposizione pubblica va  contro i loro accordi, dato che Israele e l'Arabia Saudita avrebbero fatto  ancora più cose insieme se la loro collaborazione fosse ancora segreta.

La divulgazione del rapporto mette anche in discussione la legittimità del regime saudita, in particolare per quanto riguarda la Palestina, Gerusalemme e la moschea di Al-Aqsa. Questo solleva serie preoccupazioni riguardo al valore del regime nella parte  araba.

In che modo la crisi ha colpito la rivalità tra Arabia Saudita e Iran?

La divulgazione del rapporto è un regalo  per l'Iran. Quale modo migliore per sostenere il valore dell'Iran che il mostrare che il suo rivale sta collaborando con Israele e sta compromettendo il mondo arabo e musulmano? L'Iran lo ha usato pubblicizzando nei suoi media l'amicizia del regime saudita con Israele. Tutto questo è ironico: l'Arabia Saudita collabora con Israele perché vuole aiutare a contrastare l'Iran, ma in realtà la collaborazione rafforza l'Iran fornendogli armi  nella guerra dei media. È una politica autolesionista per l'Arabia Saudita.

Quali sono altre ripercussioni geopolitiche per il regime saudita?

La convinzione dell'Arabia Saudita che la strada per i cuori e le menti della Casa Bianca passi per Tel Aviv è un errore. La leadership americana attualmente alla Casa Bianca - Trump, il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton - non ha bisogno di essere convinta sull’Iran, e come tale l'Arabia Saudita non ha bisogno di lavorare con Israele per raggiungere il suo programma contro la Repubblica islamica.

In effetti, lavorare con Israele mette i sauditi in una posizione pericolosa, perché l'Arabia Saudita si è resa vulnerabile allo sfruttamento israeliano. Ad esempio, all'indomani dell'omicidio di Khashoggi, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato pubblicamente della necessità di un'Arabia Saudita stabile nonostante l'omicidio. Israele chiederà un alto prezzo per tale sostegno. Anche la posizione dell'Arabia Saudita negli Stati Uniti è difficile ora, con il Congresso che cerca di sanzionare il regime saudita.

Quali raccomandazioni politiche avete per l'Arabia Saudita?

L'Arabia Saudita dovrebbe cessare ogni legame di collaborazione con Israele, che in realtà non è necessario per la sua sicurezza. Gli Stati Uniti guadagnano centinaia di miliardi di dollari in vendite di armi in Arabia Saudita ogni anno e, di conseguenza, gli Stati Uniti offrono la sicurezza di cui l'Arabia Saudita ha bisogno nei confronti dell'Iran. Ma alla fine, l'Arabia Saudita dovrebbe lavorare per sviluppare la propria strategia di sicurezza che non dipende dagli Stati Uniti. Dovrebbe anche tornare a sostenere l’ Arab Peace Initiative, avallata dalla Lega Araba nel 2002, 2007 e 2017. Deviare da questa iniziativa ha fatto perdere potere dell'Arabia Saudita, ha ridotto la sua leadership regionale e ha portato conseguenze ancora più negative ai palestinesi. Infine, il regime dovrebbe essere trasparente riguardo all'uccisione di Khashoggi, poiché nessuno sta prendendo sul serio l’ "indagine". È così che può uscire dalla crisi.

Come dovrebbero i palestinesi e i loro alleati avvicinarsi alla relazione israelo-saudita?

I palestinesi sono in una posizione difficile. Nonostante tutto ciò che sta accadendo, consiglierei loro di non abbandonare l'Arabia Saudita, dato che anche questo entrerà nelle mani del governo israeliano. Con l'impegno, l'Arabia Saudita ha più possibilità di tornare all'Iniziativa di pace araba. La leadership palestinese dovrebbe anche ricordare che il re Salman, il padre di MBS, ha mostrato una posizione più seria quando si tratta della Palestina, sia prima che dopo la dichiarazione di suo figlio sul "Trattato del secolo". Si ritiene generalmente che il re non supporta le opinioni di MBS sulla Palestina. Inoltre, il pubblico saudita è molto favorevole nei confronti dei palestinesi, e questo fa leva sui palestinesi. Sebbene l'Arabia Saudita abbia un sistema altamente centralizzato, lasciando poco spazio alla società civile, gli opinion leader e gli scrittori palestinesi possono raggiungere il pubblico saudita attraverso i loro scritti. Dal Washington Post ad Al-Hayat fino ad Al-Shabaka, i palestinesi possono diffondere consapevolezza sulla ricerca dei propri diritti e su come la relazione israelo-saudita sia un ostacolo. Non dovremmo sottovalutare l'importanza di tale consapevolezza riguardo alla questione Palestinese.

Ibrahim Fraihat

Al-Shabaka Member Ibrahim Fraihat is a professor of international conflict resolution at the Doha Institute for Graduate Studies, and Affiliate Scholar at Georgetown University. He previously served as Senior Foreign Policy Fellow at the Brookings Institution, and taught international conflict resolution at George Washington University and George Mason University. His latest book is Unfinished Revolutions: Yemen, Libya, and Tunisia after the Arab Spring​ (Yale University Press, 2016). He is the recipient of George Mason University's Distinguished Alumni Award (2014) for his achievements in the field of conflict resolution. ​Fraihat can be followed on Twitter @i_farihat.

Membro di Al-Shabaka,  Ibrahim Fraihat è un professore di risoluzione dei conflitti internazionali presso l'Istituto di studi universitari di Doha e Affiliate Scholar presso la Georgetown University. In precedenza ha ricoperto il ruolo di Senior Foreign Policy Fellow presso la Brookings Institution e ha insegnato risoluzione dei conflitti internazionali alla George Washington University e alla George Mason University. Il suo ultimo libro è “Unfinished Revolutions: Yemen, Libya and Tunisia after the Arab Spring“ (Yale University Press, 2016). È stato insignito del Distinguished Alumni Award (2014) della George Mason University (2014) per i suoi risultati nel campo della risoluzione dei conflitti. Fraihat può essere seguito su Twitter @i_farihat.

https://al-shabaka.org/commentaries/palestine-and-the-israel-saudi-arabia-alliance/

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus


Iniziative

Notizie

di Ahmad Kabariti MondoWeiss, 14.05.2019 https://mondoweiss.net/2019/05/buildings-eurovision-destroyed/   All'ingresso dell'edificio residenziale Al-Qamar, demolito da un attacco aereo israeliano una settimana fa, arriva una band palestinese con i suoi strumenti. Spazzano via qualche calcinaccio...
(65)

Leggi tutto: "Si deve...

Interventi

di Dareen Tatour La poetessa palestinese Dareen Tatour riflette sul periodo trascorso in una prigione israeliana dove ha conosciuto Shorouk Duyat, una palestinese di Gerusalemme condannata per un tentato attacco a un israeliano nel 2015. MondoWeiss, 07.02.2019...
(374)

Leggi tutto: La...

  INTERNAZIONALE 1281- 9.11.2018 Adam Shatz, London Review of Books, Regno Unito: Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è cresciuto all’ombra del fratello maggiore ed era considerato superficiale e ambizioso. Ma ha saputo cavalcare i cambiamenti politici del paese Nel 2003 lo storico...
(547)

Leggi tutto: Benjamino...