Mostra di quadri "Windows from Gaza" Teatro R.S. Affratellamento

 
Assopace Palestina Firenze e 
Associazione di Amicizia Italo-palestinese Onlus
invitano
 
Mostra di quadri
Windows from Gaza
4-10 Novembre 2018
Teatro l'Affratellamento
via Orsini, 73 - Firenze
 
la mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 16.30 alle 22.30
 
10 Novembre 2018
16.30 incontro con
Sharif Hamad e Taghreed S.A., studenti universitari di Gaza
un rappresentante di Fotografi Senza Frontiere Onlus
la critica d'arte Sonia Salsi
durante l'evento Georges H. Rabbath, artista libanese, realizzerà un ritratto fotografico performativo delle persone partecipanti 
 
a seguire apericena
 

 
 
 
Dal 4 al 10 novembre al Teatro dell'Affratellamento di #Firenze in mostra le opere di Majed Shala, Basel El Maqosui-Visual Arts e Shareef Sarhan del gruppo Shababik (http://artwfg.org).
Un’occasione per entrare in contatto con la dimensione psicologica e interiore degli abitanti di Gaza, per avere uno spaccato della complessità che caratterizza il vivere in una condizione estrema di isolamento, di oppressione e di oblio mediatico pressoché costante.
«Nelle situazioni più disperate, che sembrano le più estreme e senza via d'uscita, sempre l’uomo più cosciente è che dietro l’angolo può esserci la sconfitta, lo scacco, eppure ci prova lo stesso, con tenacia, con la fede assoluta nell'uomo e nell'arte che l'uomo è capace di esprimere.
Proclamare che malgrado tutto, malgrado la cenere che si vuole buttare sopra Gaza, il fuoco continua ad ardere sotto: questo significa fare arte, significa mantenere viva la fiamma dell'espressione migliore di un popolo». 
Andrea Camilleri
 
WINDOWS FROM GAZA
un progetto di FotografiSenzaFrontiere-onlus, Centro Italiano Di Scambio Culturale-VIK Gaza, Shababik Art
con l'amichevole sostegno di Andrea Camilleri e Annalisa Gariglio
 
Recensione di Sonia Salsi
“WINDOWS FROM GAZA”: finestre che si aprono verso le tranquille sicurezze della nostra vita quotidiana e  documentano, attraverso l'Arte, una realtà creativa  che davvero non  ci aspetteremmo: come è possibile che, in un Territorio fra i più disastrati da una guerra che non finisce mai, ci sia chi ha voglia di fare arte?
 
E' possibile, è indispensabile, come ci mostrano i tre artisti gazawi  BASEL EL-MAQOUSI,  MAJED SHALA e SHAREEF SARHA, che, nel 2003, hanno dato vita all' Associazione Culturale che, appunto, ha aperto le finestre per “liberare” Gaza e testimoniare, in un difficile procedere, come, anche in luoghi in cui la vita sembra essere un intervallo fra una bomba e l'altra, ci sia il bisogno di  esprimersi, di dar forma alla vita del pensiero e della creatività.
Ne è significativa testimonianza la Mostra itinerante, organizzata da Fotografi Senza Frontiere onlus, Centro Italiano di Scambi Culturali Vik di Gaza, Shababik Windows From Gaza For Contemporary Art, allestita in questi giorni a Firenze dall'Associazione di Amicizia Italo Palestinese e da Assopace Palestina Firenze, presso la Società Ricreativa L'Affratellamento di Ricorboli-Firenze ( dal 4 al 10 novembre). 
Una scelta antologica delle opere dei tre artisti, un insieme di immagini realizzate in colori ad olio  e acrilici, o in  tecnica mista, su tela e su carta, da cui ben si evidenziano i percorsi di ciascuno nel comune intendimento.
MAJED SHALA è pittore figurativo, centra la sua creatività su volti dalla marcata fisionomia che non è interessata alla verisimiglianza figurativa, quanto ad una “verisimiglianza” di stati d'animo. Volumetrie dai cromatismi  azzurri e rossi, intensi ed irreali; volti assorti, meditativi, che ci osservano, come a volerci coinvolgere. Una atmosfera che sembra sospesa tra l' abisso e il volo. 
Ma dalle parole prevale la speranza: titoli che, nonostante tutto, evocano l'esortazione a non angosciarsi, a confidare nell'amicizia, a non farsi rubare i sogni, aspettando di poterli realizzare.
 
BASEL EL MAQOUSI “aggredisce” la realtà con colori molto luminosi, colori puri senza sfumature. Un espressionismo  senza specifiche declinazioni figurative, se non attraverso possibili evocazioni di atmosfere: rossi che piombano dall'alto, striature nere, movimenti e scontri di cromatismi intensi. Il Colore si raggruma quasi in bassorilievo o si distende in larghe pennellate, in una ricostruzione di possibili prospettive. Fino ad una “tregua”, ad una volontà di quiete nella visione frontale di case in ordine, con balconcini e fiori, in un auspicio di normalità. 
 
SHAREEF SARHAN declina artisticamente tutte le possibilità decorative della scrittura araba: le lettere si animano, prendono forme che espandono la loro funzione comunicativa, verbale e scritta, in una dimensione visiva, in un piegarsi e modellarsi a formare panorami urbani di edifici che, nella loro forma essenziale di quadrati e di rettangoli, danno  dimensione  di figure geometriche al volteggiare   della Calligrafia Araba.  E occhi e volti femminili si affacciano fra queste immateriali decorazioni,come a voler affermare il diritto a non essere invisibili.
 
Finestre da Gaza che si aprono sulla Città perché possiamo intuirne l'impensabile, impensata creatività. Ma anche finestre che, da Gaza, si aprono sulla nostra esausta Contemporaneità, che ha  banalizzato il concetto di Bellezza in un  uso autoreferenziale e consumistico, trendy.  E' il mercato  che detta legge; si investe sugli artisti  come prodotto da lanciare per suscitare nel pubblico  una effimera curiosità, non per  sollecitarne la riflessione, il pensiero critico.    
Da tempo, nelle nostre contrade, il Bello è sganciato da ciò che è eticamente Buono. 
 
Gli artisti di Gaza ci ammoniscono a recuperare la dimensione sociale dell'Arte, il suo valore intrinsecamente “politico”, nella accezione  etimologica del termine, come espressione di una  Comunità che sa  ricostruire l'intrinseca unione  tra Etica ed Estetica.
 
      Firenze, 4 novembre 2018
 
             Sonia Salsi

Iniziative

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