Il silenzio degli intellettuali

Iris Leal, Haaretz, Israele

Internazionale 1144 | 11 marzo 2016

Il ministro dell’istruzione Naftali Bennett vuole limitare la libertà di espressione. E sta trovando terreno fertile

D all’alto della sua posizione di ministro dell’istruzione, Naftali Bennett sta costruendo, sulle rovine della democrazia, le fondamenta di un nuovo mondo messianico e monodimensionale per conquistare i cuori del popolo e lanciare un assalto alla carica di primo ministro. La natura totalitaria delle sue mosse non scoraggerà i suoi sostenitori, e la sua intenzione di usare criteri impropri per decidere quali libri siano ammessi nelle scuole non incontrerà ostacoli. Come lo so? Perché Bennett è sopravvissuto senza un graio all’ultimo scandalo sulla censura, scoppiato alla ine del 2015 quando ha vietato nelle scuole un romanzo che racconta la storia d’amore tra un’ebrea e un arabo. Immagino che Bennett sia ottimista sulla possibilità che sia approvata la riforma in base alla quale gli artisti dovranno dichiarare la loro fedeltà allo stato ebraico e impegnarsi a partecipare a eventi nei territori occupati. Immagino che, basandosi sulle esperienze passate, non tema una reale opposizione, e che le proteste che si scateneranno online non lo turbino più di tanto. Si aspetta che i soliti avversari pubblicheranno interventi infuocati. Alcuni citeranno Heine, altri declameranno Brecht e qualcuno sostituirà la foto del suo proilo Facebook con quella di qualche inluente rivoluzionario, perché oltre a essere rammolliti, secondo Bennett, gli artisti in Israele tendono anche ad avere un’eccessiva opinione di sé. Quando Bennett ha annunciato il premio all’arte ebraica, stava seguendo le orme dell’ex ministra dell’istruzione Limor Livnat, che nel 2010 aveva istituito un premio per le opere d’arte sioniste. Questo disgustoso riconoscimento inora è stato riiutato da un solo artista, Haim Gouri. Qui in Israele, come sa Bennett, è diicile rinunciare alle onoriicenze, perché non c’è molto altro. Un paio di mesi fa, un artista piuttosto mediocre ha condiviso su Facebook la gioia per aver vinto il premio per le opere d’arte sioniste 2015. “Questa vittoria conferma la mia convinzione che il sionismo non può essere monopolizzato da un’unica parte politica e che nello stato d’Israele non esiste un soggetto che non può essere criticato”, ha scritto. Bennett si è probabilmente sbellicato dalle risate. Ogni tentativo totalitaristico di prendere il potere ha generato dei collaboratori. Missione all’estero Da molto tempo Bennett è consapevole del malcelato desiderio degli artisti di essere mandati all’estero dal ministero. L’obiettivo dichiarato della loro missione – rappresentare le politiche del governo israeliano – non ha mai fermato quelli più esplicitamente di sinistra. Recentemente Amos Oz ha annunciato, con un gesto meritorio, che non parteciperà più a eventi organizzati in paesi stranieri dal ministero degli esteri. Ma il suo esempio e quello di Gouri sono serviti solo a sottolineare come sia più facile essere coraggiosi quando si è più vicini alla ine della propria carriera piuttosto che all’inizio. Se state pensando a una controstrategia, lasciate perdere l’idea di scuotere l’opinione pubblica con la paura. Nessuno, nella crescente massa di sostenitori di Bennett, si preoccupa del deterioramento della democrazia. Per avviare la fase inale della sua distruzione occorrerà limitare la libertà ed eliminare la iducia. È esattamente quello che stanno facendo. E inora nessuno ha neanche accennato una protesta. u f

Iris Leal è una scrittrice israeliana. Collabora con i quotidiani Haaretz e Maariv.


Iniziative

Notizie

di Ahmad Kabariti MondoWeiss, 14.05.2019 https://mondoweiss.net/2019/05/buildings-eurovision-destroyed/   All'ingresso dell'edificio residenziale Al-Qamar, demolito da un attacco aereo israeliano una settimana fa, arriva una band palestinese con i suoi strumenti. Spazzano via qualche calcinaccio...
(98)

Leggi tutto: "Si deve...

Interventi

di Dareen Tatour La poetessa palestinese Dareen Tatour riflette sul periodo trascorso in una prigione israeliana dove ha conosciuto Shorouk Duyat, una palestinese di Gerusalemme condannata per un tentato attacco a un israeliano nel 2015. MondoWeiss, 07.02.2019...
(385)

Leggi tutto: La...