L'ESERCITO CONTRO LE DONNE ISRAELIANE, ARABE E PALESTINESI CHE MANIFESTANO PER L'8 MARZO E CONTRO L'OCCUPAZIONE

http://www.bocchescucite.org/israele-donne-israliane-arabe-e-palestinesi-manifestano-contro-loccupazione-per-l8-marzo-con-video/

Le forze di sicurezza israeliane usano gas lacrimogeni per spezzare la protesta. A Wejdan impedito di venire in Italia

7 marzo 2015, Testo di Yael Marom, Foto di Anne Paq, Ahmad Al-Bazz / Activestills.org

Circa 500 cittadine israeliane, sia donne ebree che arabe, insieme a circa 1.000 donne palestinesi, hanno dimostrato da entrambi i lati del Qalandia checkpoint che separa Gerusalemme da Ramallah sabato pomeriggio. La protesta era finalizzata a contrastare l’occupazione in vista della Giornata internazionale della donna.
Mentre le donne Palestinesi si avvicinavano le forze di sicurezza israeliane al checkpoint hanno sparato gas lacrimogeni, granate assordanti e spruzzato spray al pepe contro di loro. Decine di donne sono stati ferite , almeno 10 delle quali hanno avuto bisogno di cure mediche.
Da parte israeliana, centinaia di donne – da Nazareth, Haifa, Tel Aviv, Shefaram, Gerusalemme hanno marciato con cartelli: “Uguaglianza sì, razzismo no”, “Basta i morti per l’occupazione”. Hanno anche cantato per abbattere il muro di separazione. I tre candidati donne nella lista comune, Aida Touma-Suliman, Haneen Zoabi e Nabila Espanioly, hanno preso parte alla manifestazione. Le forze di sicurezza israeliane hanno impedito di avvicinarsi al cancello del checkpoint.
La candidata della Lista comune Aida Touma-Suliman ha precisato che protestare lungo la barriera di separazione con le donne ebree e arabe è il modo giusto di prendere parte attiva alla lotta per i diritti delle donne e contro l’occupazione. “Invece di sprecare soldi per gli insediamenti e l’occupazione ,miglioriamo la nostra vita. Le donne dall’altra parte della barricata meritano di vivere una vita libera dall’ occupazione e dai posti di blocco."
Fida Tabouni, che ha preso parte alla manifestazione ha detto “Non si può parlare di diritti delle donne senza parlare dell’occupazione. Non si può parlare della Giornata Internazionale della Donna senza discutere delle donne prigioniere palestinesi. Per noi parlare di una società patriarcale vuol dire anche parlare contro una società militarista. “
Iris Stern Levi della Coalizione delle Donne per la Pace, ha detto: “C’è una intera nazione dietro questo muro e siamo responsabili di questo, sia passivamente che attivamente.”
Rispondendo al ferimento delle donne palestinesi durante la dimostrazione, MK Dov Khenin ha dichiarato: “Il messaggio di pace e di speranza è stata accolta con gas lacrimogeni. Noi rappresentiamo la speranza. Le donne qui oggi stanno diffondendo un messaggio forte che avrà successo “.

Nel contempo Wejdan El Bayoumi, coordinatrice del PWWSD (Palestinian Working Women Society for Development) di Gaza City doveva venire in Italia e a Firenze per un tour di incontri in occasione dell'8 marzo e aveva tutti i permessi per passare da Israele avuti tramite una ONG con cui collabora da anni. Dopo averla tenuta in attesa per 3 ore al checkpoint di Erez è stata rimandata indietro “per ragioni di sicurezza generale”.

Da:  Le Mafalde,  - Associazione interculturale  
Via Palasaccio,39/A - 59100 Prato Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.lemafalde.org



Donne palestinesial checkpoint Qalandia che separa Ramallah da Gerusalemme. I soldati israeliani hanno disperso la protesta congiunta israelo-palestinese contro l’occupazione, un giorno prima della Giornata internazionale della donna, il 7 marzo 2015. (Anne Paq / Activestills.org)

SOLDATI ISRAELIANI SPARANO ALLE DONNE
AL CHECKPOINT DI QALANDYA VEDI VIDEO SU:
https://www.youtube.com/watch?v=G_4DPpwDAQk#t=85 (durata 2 minuti e 49 secondi)

 


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