Israele è intoccabile

Attacco alla nave "Mavi Marmara" 2010: Procuratore generale federale tedesco respinge denuncia per crimini di guerra e detenzione illegale

di Norman Paech(*)

https://www.jungewelt.de/schwerpunkt/israel-ist-unantastbar 2014/01/12

Il procuratore generale della Germania ha avuto bisogno di 4 anni per respingere le accuse penali per crimini di guerra e sequestro di persona nell’attacco delle forze israeliane sulla "Mavi Marmara" il 31 maggio 2010. I membri del parlamento Annette Groth e Inge Hoger erano andati con me quel giorno a bordo della "Mavi Marmara"da uno yacht partito da Creta. L'esercito israeliano -in un'azione notturna- aveva sulla nostra barca gravemente danneggiato il sistema di pompa e di controllo e solo con una riparazione di fortuna siamo riusciti a raggiungere a Cipro la "Free Gaza" -Flottiglia.

L'attacco alla Flottiglia è avvenuto la notte dopo il nostro arrivo in acque internazionali. Nove passeggeri turchi sono stati uccisi, molti feriti. Inoltre, tre soldati israeliani sono rimasti feriti. I passeggeri sono stati ammanettati e portate tutte le navi a Ashdod. Lì, la maggior parte dei compagni sono stati trasferiti in una prigione preparata ad hoc. Noi tre deputati siamo stati trasportati all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e portati con un aereo El Al a Berlino. Tutti i nostri bagagli, macchine fotografiche, telefoni cellulari, computer portatili, ecc sono rimasti in Ashdod. La promessa di restituirci tutto più tardi non è stata mantenuta. Chi voleva poteva raccogliere alcuni effetti senza valore a Istanbul, dove gli israeliani avevano inviato un contenitore con bagagli per loro poco interessanti. La perquisizione delle navi dirottate in Ashdod da parte dell'esercito israeliano non ha portato alla luce nessun’arma. Tutti i passeggeri avevano rispettato l'obbligo di non portare armi a bordo. Gli oggetti con cui alcuni passeggeri si sono difesi contro l'attacco dal cielo con elicotteri dai militari, erano a bordo della nave: coltelli a sega della cucina, sedie a sdraio e dei pezzi di aste di metallo della ringhiera.
Il pubblico ministero federale considera nell’accaduto "nessuna prova sufficiente che qualcuno abbia commesso reati perseguibili contro cittadini tedeschi". Le azioni delle forze armate israeliane sarebbero non punibili secondo il codice penale internazionale tedesco. Questa generosa "assoluzione" è possibile solo se si considera che una nave- indipendentemente dal fatto che si tratti di nave da guerra o commerciale- che rompe un blocco- indipendentemente dal fatto che sia legale o no- non è più protetto dal diritto internazionale umanitario e può essere attaccata. L'unico requisito sufficientemente chiaro sarebbe l’annuncio del blocco, fatto dal governo israeliano il 5 gennaio 2009. Questo ricorda la legge marziale nel 19 ° e 20 ° secolo, quando la guerra di aggressione non era proibita e bastava la formale dichiarazione di guerra.
Ci si richiama ad un report del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del 2012: un blocco è legittimo solo se alla popolazione colpita non viene inflitto un danno sproporzionato. Invece per la gente di Gaza c’è un disastro umanitario. L'attacco non può essere giustificato e deve quindi essere considerato illegittimo.
Il procuratore generale federale ha avuto tutto il tempo per trattare la questione sulla base di oltre 100 testimonianze. Ha, tuttavia, preferito di affidarsi alla relazione dell'ex primo ministro canadese Geoffrey Palmer e del suo collega colombiano Alvaro Uribe, a nome del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Questa relazione mostra maggiore comprensione per Netanyahu ed il suo esercito. Anche se ci sono un gran numero di considerazioni generali sulla legittimità e opportunità di blocchi, non lasciano dubbi sul fatto che mostrano poca simpatia per tali azioni e mettono in guardia contro una loro ripetizione in quanto esse non giovano alla pace.
Il procuratore generale non è riuscito neanche a riconoscere crimini di guerra, secondo la Commissione sui Diritti Umani, tutte le violazioni dell'articolo 147 della Quarta Convenzione di Ginevra.
 Per fortuna c’erano solo i parlamentari del partito die Linke e non p.es. il capogruppo dei democristiani o il ministro degli Esteri tedesco tra i passeggeri. Ciò avrebbe indubbiamente aggravata la ricerca giuridica e la pronuncia di una sentenza.
Il procuratore generale non ha preso in considerazione neanche il codice penale tedesco. Ma se non è in grado di riconoscere eventuali crimini di guerra, anche questo strumento risulta inutile.

Le otto pagine del decreto di archiviazione, scritte in maniera superficiale e partigiana, riflettono solo lo sforzo di uscire da questo processo senza coinvolgere nessuno. Nessuna ricerca propria, niente indagini tra le persone colpite, viene preso in considerazione esclusivamente il rapporto Palmer - un finale pessimo.

Aggiunta 1: In queste settimane il partito die Linke ( che si offre come futuro partner di una coalizione rosso-verde) ha emesso quasi un divieto per i parlamentari di criticare apertamente la politica criminale dello stato di Israele e parlare di sionismo. Vengono proibite la partecipazione alla campagna BDS e altre soluzioni di “due stati- due popoli”.

Aggiunta 2: La cancelliera Merkel ritiene un riconoscimento dello stato della Palestina in questo momento totalmente sbagliato “perché ostacola soltanto il processo di pace in atto”.

(*)Norman Paech è professore emerito di diritto internazionale. Dal 2005 al 2009 è stato membro del Bundestag e portavoce sulla politica esteradella “Linke”

Traduzione di Leonhard Schaefer


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