Noi riconosciamo lo Stato di Palestina

E' con profonda determinazione e convinzione di essere nel giusto, e di agire per la giustizia e per la pace che il l'Assemblea  dell'Associazione di Amicizia Italo Palestinese Onlus con sede a Firenze dichiara solennemente di riconoscere lo Stato di Palestina entro i confini del 1967, avente Gerusalemme Est come sua capitale, e chiede che anche il  Governo ed il Parlamento italiano riconoscano lo Stato di Palestina  così come hanno già fatto 134 paesi nel mondo, ed in Europa, da ultima la Svezia.

L'Italia nell'Assemblea delle Nazioni Unite ha votato a favore della risoluzione per l'ammissione della Palestina quale stato membro osservatore, si tratta ora di essere coerenti e di rendere effettiva quella decisione: l' Italia dichiari il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Lo hanno chiesto anche 636 autorevoli esponenti della Società Israeliana in una lettera pubblicata sul giornale quotidiano Haaretz, lo ha chiesto direttamente all'Italia, Yael Dayan, figlia del generale Moshe Dayan ed importante voce della politica israeliana.

Il 15 Novembre del 1988 con la dichiarazione d'indipendenza della Palestina, i palestinesi hanno riconosciuto lo Stato d'Israele ed accettato che il loro stato sorgesse solo sul 22% del territorio storico palestinese, quello dei territori occupati del 1967. Israele non ha invece ancora riconosciuto lo Stato di Palestina e neppure i propri confini.

Riconoscendo solennemente lo Stato di Palestina intendiamo denunciare con forza l'intollerabile privazione dei diritti umani fondamentali subita dalla popolazione palestinese a partire dal 1948. Ed in particolare “il diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona” (art. 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani), il diritto di ogni individuo ad avere una cittadinanza (art. 15), il diritto dei profughi a ritornare nel proprio paese (art. 13). Il rifiuto, da parte dello stato di Israele, di riconoscere questi diritti inalienabili a tutti gli abitanti della Palestina sulla base di una separazione etnico/religiosa della popolazione, viola palesemente il principio secondo cui  tali diritti “spettano ad ogni individuo senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione” (art. 2). È giunto il momento che il Governo Italiano agisca in modo coerente con tali principi e cessi di essere complice di questa scandalosa ingiustizia.

La motivazione che viene addotta da diversi rappresentanti politici per il non riconoscimento è che questo nuocerebbe ai negoziati, ma noi pensiamo esattamente l' opposto; i negoziati saranno ritenuti necessari da Israele nella misura in cui la comunità internazionale mostrasse, con il riconoscimento dello Stato di Palestina, il suo deciso e chiaro impegno per il rispetto della legalità e per la soluzione politica del conflitto nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite e del diritto internazionale.

Per chi dice che il riconoscimento dello Stato di Palestina sarebbe un gesto unilaterale, vorremmo ricordare che lo fu anche il riconoscimento e l'ammissione all' Onu dello Stato di Israele. E unilaterali furono anche le severe sanzioni imposte dalla comunità internazionale, incluso il nostro paese, allo stato sudafricano ai tempi dell'apartheid. Sanzioni che non ostacolarono i negoziati, ma anzi furono determinanti nell'aiutare quel paese a trovare una soluzione politica basata sul riconoscimento di uguali diritti a tutti i suoi abitanti.

Ci auguriamo e chiediamo che il nostro governo sappia agire con onestà e coraggio oltre che rispetto per la giustizia e la legalità Internazionale, riconoscendo lo Stato di Palestina.

Firenze, 01/12/2014

Firma

Per l'Associazione di Amicizia Italo Palestinese

Il Presidente: Mahmud Said Hamad


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