Bimbe con il mitra

Dietro al muro, 14.09.2014

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Avrete sicuramente letto della bambina di 9 anni che, un paio di settimane fa, ha ucciso accidentalmente un istruttore di tiro con una mitraglietta automatica Uzi, di fabbricazione israeliana.

L’incidente è avvenuto in Arizona, in un poligono all’aperto. L’istruttore stava mostrando l’arma alla ragazzina per insegnarle a maneggiarla, quando dalla mitraglietta è partito un colpo che ha centrato l’uomo alla testa. La bambina non è riuscita a trattenere l’arma dopo il rinculo seguito al primo colpo.

La piccola stava partecipando a un tour organizzato da una agenzia turistica che propone l’inquietante pacchetto “Bullett e Burgers”  (“Proiettili e Hamburger”). Se pensate sia un evento insolito sappiate che la potente  National Rifle Association ha sponsorizzato, tra il 2008 e il 2012, vari corsi per imparare a sparare a cui hanno partecipato circa 6 milioni di bambini e adolescenti. Un investimento per il futuro  visto che questi ragazzi saranno i futuri clienti della lobby.

Gli statunitensi che desiderano che tutta la famiglia impari a sparare dimostrano di apprezzare molto anche i corsi offerti dall’israeliana “Caliber 3”, accademia privata nata per addestrare alle tecniche anti-terrorismo agenti di polizia, guardie di sicurezza ed entusiasti coloni con prole al seguito.

Da qualche anno l’Accademia è aperta anche ai turisti stanchi di Santo Sepolcro e Muro del Pianto. Alla “Caliber 3” possono provare l’ebbrezza del “Commando Tourism”, scegliendo fra varie opzioni cha spaziano dal corso che dura mezza giornata alla “full immersion “ di una decina di giorni.

Sul sito hanno scritto che il centro di addestramento si trova nel cuore di Israele! Non è vero. Si trova in Cisgiordania, all’interno di Gush Ezion, blocco di colonie che si estende a sud di Betlemme e che le autorità israeliane hanno tutta l’intenzione di espandere.

Data infatti del 31 agosto la clamorosa notizia dell’imminente confisca, attraverso la dichiarazione di “State Land”, di 400 ettari di terreno privato di proprietà palestinese, destinato all’insediamento illegale di Gvaot, che fa parte per l’appunto di Gush Ezion.

In rosso il terreno dichiarato State Land

I proprietari palestinesi hanno 45 giorni di tempo per far ricorso e opporsi all’ordinanza; 45 giorni, trascorsi i quali perderanno ogni diritto sul la propria terra che diventerà di dominio israeliano.
La confisca coinvolge cinque dei villaggi di cui ci occupiamo; stiamo seguendo lo sviluppo della situazione e l’impatto che questa decisione avrà sulle singole comunità.
Secondo l’associazione pacifista israeliana Peace Now si tratta della più grande sottrazione di terra degli ultimi 30 anni.

Ma torniamo a “Caliber 3”, che si vanta di offrire un’esperienza che unisce “i valori del sionismo con l’emozione e il divertimento del combattimento”.

Gli istruttori, ex-combattenti dell’esercito israeliano, mostrano le tecniche di tiro su sagome umane vestite come palestinesi e raccomandano ai turisti di “aiutarli a combattere il terrorismo” promuovendo una visione positiva dei soldati israeliani quando tornano a casa.

Photo credit:  Giuliano Camarda
Photo credit: Giuliano Camarda

L’accademia è pure segnalata su Trip Advisor, dove si è guadagnata all’unanimità il giudizio di struttura “eccellente”! I commenti sono di questo tenore:

“All’inizio, ero un po’ preoccupato all’idea di insegnare a nostro figlio di 8 anni a usare un fucile e una pistola semi-automatica, ma lui ha dimostrato di apprezzare! E’ piaciuto moltissimo anche alle nostre figlie adolescenti. Gli istruttori sono molto professionali e spiegano chiaramente in cosa consiste l’antiterrorismo. Si è trattato di un’esperienza che ricorderemo per tutta la vita, forse la più divertente che abbiamo avuto in Israele”  (Kim – 9 luglio 2014)

Possibile che non ci fosse niente di più divertente da fare che imbracciare un fucile e sparare alla sagoma di un “terrorista” palestinese?  E se Kim avesse azzardato l’inimmaginabile? Una passeggiata fuori dalle blindatissime colonie per far conoscere a suo figlio un coetaneo palestinese? Utopia, lo so.


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