Gaza: Benvenuti all’inferno

I giorni di olio e Za’atar

Il diario del giornalista free lance tedesco Martin Lejeune da Gaza.

http://martin-lejeune.tumblr.com/

 

Martin Lejeune riferisce dal 22 luglio scorso da Gaza. Al momento dell’entrata a Erez un suo collega che torna da Gaza lo saluta con : “.Benvenuto all’inferno”. Lejeune ha deciso di vivere non in un hotel, ma in una casa privata, assieme ai Gazawi.

I combattenti di Hamas sono i nostri figli

Gaza City 1 agosto 2014:

“Hamas fa tutto ciò che può per proteggere la popolazione di Gaza dagli attacchi dell’esercito israeliano. I combattenti di Hamas ci difendono. Sono i nostri figli. Sono i figli della Palestina. Sono gli eroi della Palestina. I combattenti caduti sono eroi”, dice Iyad, 23 anni,studente di Economia e Commercio all’Università di Al-Azhar di Gaza City. Iyad è un seguace di al Fatah. “Supportiamo la resistenza dei combattenti, indipendentemente da quanti civili Israele ucciderà…Che Hamas usi i civili come scudi umani è pura propaganda israeliana. I combattenti di Hamas rischiano la loro vita per difendere la popolazione civile”, dice Hassan, ingegnere di 42 anni.

Durante i bombardamenti io non ho visto missili di Hamas. E anch’io non ho visto che Hamas usi la popolazione civile come scudo. E tutte le persone con cui ho parlato mi hanno confermato che dovevano lasciare le loro case non perché lo abbia ordinato Hamas, ma l’IDF o semplicemente per fuggire.

Anche se Hamas aveva perso consensi gli ultimi mesi,, questa guerra crea un nuovo legame tra Hamas, la popolazione civile e l’opposizione contro Hamas. Tanto è vero che oltre a Hamas e il Jihad islamico combattono i gruppi armati del PFLP (Fronte Popolare di Liberazione della Palestina) e del DFLP (Fronte Democratico) al fronte contro l’esercito israeliano (Tsahal). E ci sono anche gruppi armati di Fatah (Abu Mazen ha preso le distanze da questi gruppi).

Chiamata d’urgenza da Gaza, 31 luglio 2014 Per me è il giorno peggiore della mia vita. Tutte le persone di Gaza vivono il giorno peggiore della loro vita. Oggi ci sono gli attacchi più massicci. La catastrofe umanitaria a Gaza ha raggiunto un nuovo apice. La guerra a Gaza è una guerra contro i civili. E questo non dico io, lo dicono anche gli altri giornalisti che hanno seguito le guerre degli ultimi 10 anni. Quello che succede qui è di una qualità particolare. Dappertutto cadono i missili. Su case dove vivono famiglie, su moschee dove prega la gente, sui mercati. La sera del 30 un F16 ha bombardato la casa di fronte a noi. eravamo seduti sul balcone, quando il missile colpisce a 50 metri di distanza. Le macerie volano con enorme velocità verso la nostra parete e non ci centra per un pelo. Siamo in mezzo ad una nuvola di polvere. Mi avvio verso la casa colpita vedo e filmo i feriti…Da quando sono qui vedo come vengono bombardati durante il giorno obiettivi civili ; c’è ottima visuale e gli israeliano li vedono bene. Come la scuola delle Nazioni unite con centinaia di rifugiati di Beit Hanoun che aveva trasmesso le coordinate GPS al comando generale dell’IDF.

Proprio non capisco perché l’esercito israeliano faccia questo. Perché bombarda volutamente obiettivi civili dove sono ammassati tanti rifugiati? Con le foto precise che scattano i droni, gli israeliani sanno che si tratta di obiettivi civili. Ma perché i piloti bombardano di continuo e in maniera premeditata donne e bambini? Quali criteri etici seguono questi signori del cielo su vita e morte?

Uccidere soldati in una guerra è legittimo ma attaccare in maniera premeditato civili come i nostri vicini, i bambini nel parco, i rifugiati, questi sono crimini di guerra, che vengono compiuti dall’ IDF ogni giorno a Gaza.

Dal 29 da quando è stata bombardata la centrale elettrica,non abbiamo più corrente . Il cellulare è l’unico mezzo di comunicazione. Scrivo questo testo dall’hotel Al Deira che ha un generatore proprio e l’agenzia AFP ha una rete WLAN. Dall’inizio della guerra non si può più prelevare soldi, le banche sono chiuse e le carte di credito non funzionano più. Se compera riamo olio e farina in bottega dobbiamo metterlo in conto.

Non c’è più pane da comperare a Gaza. Mangiamo il pane che fa nel suo forno la moglie del mio padrone di casa. Lo intingiamo in olio e Za’atar e lo mangiamo ogni giorno.

Sono in una casa di due piani vicino alla Moschea Al Amin, ora distrutta. Prima della guerra erano qui in 10, ora siamo in 70.Ma tutti sono solidali e dividono le poche cose che hanno. Per me il Palestinese è furbo come il Libanese, intelligente come in Iracheno, un forte combattente come l’Algerino e ospitale come un Siriano.

Forse grazie a queste doti i Gazawi riescono a sopravvivere senza disperare.

Notti e giorni di orrore a Gaza. Gaza City 29.7.2014

Descrivo ciò che ho vissuto tra ieri sera e stamane:

Una pistola- giocatolo galleggia in una pozzanghera di sangue. In un'altra ci sono un paio di sandali che appartenevano ad uno degli otto bambini che giocavano nel parco del campo profughi Shadi. Sulla strada, nel tombino scorre sangue. il sangue sulle foglie degli alberi è degli otto bambini e dei tre adulti che sono stati centrati da una bomba all’entrata del parco, altri 40 feriti.

Il luogo dell’esplosione è un luogo dell’orrore: alle pareti delle case i resti di visceri umani. Un padre corre con una busta di plastica all’ambulanza dove giace sua figlia morta. “Portate anche questo per il funerale”. E’ il cervello della figlia. Un altro uomo porta suo figlio morto all’ambulanza. Un medico cerca di rianimare per strada un uomo privo di sensi : scene di un pomeriggio “normale” a Gaza City.

Durante la notte volano a bassa quota gli F16 -con un rumore pazzesco- e lanciano ogni 60 secondi un missile. Fino alle cinque di mattina prosegue il bombardamento. I bambini, ma anche alcuni adulti tremano in tutto il corpo. Il mio padrone di casa suda il sudore della paura. Usciamo più tardi: Davanti ai miei occhi un campo di macerie, un paesaggio lunare : Guernica.

Ho saputo che hanno bombardato anche la casa Bursch Assalam nella via Umar-al-Mukhtar, nel quartiere benestante di Gaza chiamato Beverly Hills che era ben visibile come zona residenziale. Perché ve ne scrivo? Lì sono morti 8 Palestinesi con passaporto tedesco. Credete che Angela Merkel abbia protestato?

Parlo con il responsabile del pronto soccorso dell’ospedale Al Shifa, Dr. Abu Rysh: “ Guardi qui: vengono uccisi quasi solamente civili, donne e bambini innocenti. Questa bambina è magari una combattente di Hamas, questo bambino uno del Jihad? Questi sono crimini di guerra che dovrebbero essere analizzati da esperti indipendenti!”

La scuola di Beit Hanoun era sotto protezione dell’Onu(UNRWA). Chris Gunnes, portavoce dell’UNRWA: “Come riesce a dormire qualcuno tranquillamente a Gaza, se succedono massacri come qui”? In termini poco diplomatici Guness paragona gli attacchi su Gaza ad un tsunami.

Samatha Marina dei médecins sans fontières (MFS) all’ospedale Al Shifa elogia i suoi colleghi gazawi: “Lavorano in turni di 40 ore, sono stanchi e super stressati. Un impegno tale io non l’ho mai visto. Mancano medicinali e strutture. Non si lamentano e lavorano ad un livello professionale altissimo”.

P.S. I giornalisti stranieri durante la loro trasmissione in Israele o al confine con Gaza vengono spesso attaccati da civili israeliani. L’associazione della stampa straniera in Israele (FPA) ha denunciato i tentativi di impedire una trasmissione di notizie dirette “non embedded”. Alcuni sono stati uccisi anche se il distintivo o addirittura una bandiera “Press” (stampa) era ben visibile. Se vogliono trasmettere da Israele, dalla Cisgiordania e da Gaza devono firmare un modulo di censura. Questo reportage il censore dell’IDF non l’avrebbe fatto passare,

traduzione (parziale del reportage) di Leonhard Schaefer


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