The Kingdom of Women, di Dahna Abourahme (2010)

The Kingdom of Women – Ein el-Hilweh

di Dahna Abourahme

Documentario: Colore – Durata 54’ – Libano – 2010 – Sottotitoli in Italiano
               

          

 

<<Potrei fare oggi quello che ho potuto fare allora?…Questa è la domanda ricorrente che si pongono le protagoniste di questo documentario di Dahna Abourahme, basato sulle storie delle donne di Ein el-Hilweh, un campo profughi palestinese nel sud del Libano, che, durante l’invasione israeliana del 1982 – 4, erano rimaste sole nel campo distrutto  dopo che tutta la popolazione maschile di età compresa tra i 14 ed i 60 era stata imprigionata. Il film è anche una riflessione sull’atto della narrazione stessa. L’intreccio delle voci delle donne con gli oggetti materiali – lettere dei loro mariti scritte da dentro le prigioni israeliane, un ricco ricamo portato dalla Palestina da una delle madri delle donne, monili in rilievo fatti da un altro in carcere per la figlia – si accompagna all’accostamento di materiale documentario a scene animate, vecchie fotografie e ritagli di giornale. Le donne ricostruiscono le loro storie vissute nel campo durante l’invasione israeliana dagli oggetti, attraverso i documenti di archivio e di animazione. Si intrecciano narrazioni del passato e del presente. Le storie delle sette donne scaturiscono dagli spazi che hanno creato e dove oggi abitano. Le riprese della fotocamera ci riportano insistentemente sulle loro mani, ad esprimere non solo quello che sono, ma anche quello che sono state capaci di fare. Gli spazi in cui incontriamo le donne sono stati costruiti da loro fisicamente, dalla preparazione del cemento, alla costruzione delle camere, alla tinteggiatura delle pareti. Lo stesso vale per il loro fantasioso confrontarsi con i soldati israeliani per ricostruire una vita loro e una comunità insieme agli altri abitanti del campo. Umm Muhammad , ad esempio, trasforma il taxi del marito incarcerato in una bancarella di verdure per sostenere la famiglia, nonostante le critiche della gente. Halimeh, in modo creativo, organizza un’orchestra di bambini urlanti per costringere l’esercito israeliano a trasferirsi dal tetto di una scuola materna a un edificio vicino. E senza alcuna precedente pianificazione, l’utilizzo delle donne nei confronti dei soldati israeliani delle tattiche del gatto e del topo allo scopo di incendiare le tende nelle quali veniva imposto loro di vivere…..Le vignette di satira politica di Naji al-'Ali servono come base per la narrazione. Con le sue caricature e le sue vignette, Al-'Ali,  lui stesso residente a Ein El Hilweh e  presente nel campo durante l’invasione israeliana , offre un commento sugli eventi nel mondo arabo, e i suoi disegni conservano la loro potente capacità critica ancora oggi , decenni più tardi.>>


Iniziative

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