Dopo l'incursione aerea dell'IDF, Israele comincia ad avere dei guai

Haaretz.com
18.11.2012

http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/as-idf-strike-kills-entire-family-in-gaza-israel-is-starting-to-get-in-trouble-1.478879

 

Siccome un’incursione aerea dell’IDF uccide un'intera famiglia, Israele comincia ad avere dei guai.

Mentre i leader di Hamas si nascondono in gallerie sotterranee, la popolazione civile è esposta agli attacchi dell'IDF; le terribili immagini della famiglia al Dalou che possono essere la versione del villaggio palestinese di Kafr Qana in Libano.

di Avi Issacharoff


Le immagini terrificanti che sono emerse domenica sera dalla casa della famiglia al Dalou, nel centro di Gaza, rischiano di essere la versione palestinese del villaggio libanese di Kafr Qana. Proprio come le immagini che mostrarono gli effetti del bombardamento israeliano di Kafr Qana, nel luglio del 2006, cambiarono il volto della seconda guerra in Libano e portarono l'opinione pubblica mondiale contro l'operazione israeliana, allo stesso modo il bombardamento della casa di Gaza e l'uccisione di tutti i suoi 12 residenti è tale da suscitare la pressione araba, europea e, soprattutto, americana su Israele affinché fermi immediatamente gli attacchi aerei.
                                 child-al-dallu-family


Tra le persone uccise in casa c'erano cinque donne, quattro bambini e tre uomini. Al Jazeera ha mandato più volte in onda le immagini dei corpi dei quattro figli, che avevano dai 2 ai 5 anni di età, sdraiati uno accanto all'altro, domenica, nell'ospedale di Gaza.

Le trasmissioni in diretta dalla casa erano centrate sul documentare i tentativi per salvare i sopravvissuti dalle macerie, ma le telecamere hanno registrato solo il ritrovamento di un altro cadavere. Quelle immagini sono state trasmesse in tutto il mondo arabo alla vigilia dell'arrivo di una delegazione di ministri degli Esteri della Lega araba che avrebbe dovuto portare con sé un “cessate il fuoco”. Possiamo supporre che, come nel 2006, quando Hezbollah ritirò la sua intenzione di mettersi d'accordo per un cessate il fuoco a seguito dell'incidente di Kfar Qana, anche questa vicenda porterà Hamas ad inasprire le sue posizioni nei confronti di Israele, alla luce della simpatia dei palestinesi e dell'opinione pubblica araba.

Una indicazione che la campagna a Gaza sta iniziando a diventare un problema, per quanto riguarda Israele, è l'aumento costante del numero di vittime tra i civili palestinesi. Anche prima che della famiglia al Dalou, il numero delle vittime tra i bambini, le donne e gli anziani nel corso, degli ultimi due giorni, è aumentato mentre il danno causato agli attivisti di Hamas o alle altre organizzazioni è stato relativamente limitato.

Ci sono diverse ragioni per questo: Hamas, ovviamente, opera all'interno di una popolazione civile e nasconde i suoi arsenali in aree edificate. Lo stesso vale per lanciamissili, missili e altro ancora. Inoltre, la maggior parte degli attivisti di Hamas fa attenzione a non rimanere in superficie per gran parte della giornata. Rimangono nella rete di gallerie costruite da Hamas sotto la Striscia di Gaza negli ultimi anni e, in effetti, corrono un rischio molto basso rispetto alla maggior parte della popolazione di Gaza. E il processo di lancio dei missili è estremamente rapido e si fa talvolta tramite telecomando, in modo che la possibilità di colpire gli attivisti è molto limitata.

E ancora, non importa quale sia la ragione, le immagini dure provenienti da Gaza dei bambini feriti o uccisi suscitano sentimenti molto spiacevoli. Domenica pomeriggio, per esempio, è stato riferito che, a parte la famiglia al Dalou, 14 palestinesi sono stati uccisi a Gaza da quel giorno fino ad ora. Tra le vittime cinque bambini e tre donne, tra cui Tamer e Jumana Abu Asaifan, due bambini che sono stati uccisi in un attentato a Jabalya, Tasneem Abu Nahhal di 9 anni, una donna di 52 anni, Nawal al Abed Ali; Eyad Abu Khousa di 18 mesi, e una donna di nome Saadiyya al-Theib.

Una possibile spiegazione per il crescente numero di attacchi contro la popolazione civile è il calo del numero di obiettivi militari a disposizione dei servizi segreti israeliani e della Israel Air Force. Nel pomeriggio, c'è stato un rapporto sull'assassinio del capo del programma di razzi di Hamas, Yahye Rabiya - di cui nessuno nella Striscia di Gaza aveva mai sentito parlare e il cui nome, per qualche motivo, non è stato nemmeno menzionato nelle liste delle vittime in Gaza.

Ma gli attacchi contro strutture vuote appartenenti a Hamas - o quello che vengono chiamate "beni da bombardare" - può anche dimostrare una certa frustrazione nelle Forze di Difesa di Israele alla luce del continuo lancio di razzi nonostante gli innumerevoli attacchi aerei e i bombardamenti su Gaza.

Un altro problema con cui Israele deve fare i conti è il fatto che non è certo che il gran numero di vittime tra la popolazione civile di Gaza porti i leader di Hamas a riconsiderare il lancio di razzi. Forse è vero il contrario. A quanto pare le molte immagini di donne e bambini uccisi nella campagna attuale (per un totale di 67 morti fino ad ora, compresi gli attivisti delle organizzazioni), contribuiscono a portare l'opinione pubblica araba e palestinese a favore di Hamas.

Su internet e sui social network, vi è un chiaro invito a vendicarsi contro gli israeliani e a bombardare Tel Aviv, come se sparare missili contro Gush Dan, l'area metropolitana di Tel Aviv, risolvesse i problemi dei residenti della Striscia. Hamas in questa fase sembra essere esaltato dal supporto che sta ricevendo dal pubblico e soprattutto dai media palestinesi, che non hanno dubbi e non fanno domande, nemmeno per un istante.

Avvolto nel caldo abbraccio che sta ricevendo dai paesi arabi, Hamas sembra non avere alcuna fretta di porre fine ai combattimenti e continua a presentare posizioni inflessibili nei negoziati in corso, attraverso l'Egitto, per un temporaneo cessate il fuoco.

A questo punto sembra che l'organizzazione consideri le minacce di Israele di un'operazione di terra come atteggiamento vuoto. Un atteggiamento simile è stato sentito dalla leadership di Hamas pochi giorni dopo l'inizio dell'Operazione Piombo Fuso nel dicembre 2008. Anche allora, Hamas non credeva che Israele sarebbe entrato nella Striscia di Gaza alla vigilia delle elezioni, e quando l'operazione di terra cominciò, i membri di Hamas sfuggirono ai combattimenti e lasciarono la popolazione ad incassare il fuoco.

Sembra che la leadership dell'organizzazione non abbia imparato la lezione da quella campagna. Pertanto, il monitoraggio dei media di Hamas e le parole arroganti dei leader dell'organizzazione danno a volte la sensazione che Hamas stia per conquistare Israele. I proclami più recenti del braccio militare dell'organizzazione, Iz al-Din al-Qassam, comprendono le rivendicazioni di un missile che è atterrato a nord di Herzliya, dell'affondamento di una nave della Marina Israeliana, dell'abbattimento di un IAF F-16 e molto altro. Il problema è che, mentre i membri di Hamas rivendicano un credito per successi inesistenti e continuano la "lotta" mentre sono nascosti nelle gallerie fortificate, gli abitanti della Striscia di Gaza continuano a pagare il prezzo. E il bombardamento di domenica nel centro di Gaza è solo un altro esempio di quel doloroso fenomeno.

(tradotto da barbara gagliardi
per l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus)

 


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