Intellettuali israeliani famosi a Netanyahu: "Non attaccare l'Iran...senza un voto."

AIC – Alternative Information Center
19.08.2012
http://www.alternativenews.org/english/index.php/news/opinion/5077-prominent-israeli-intellectuals-to-netanyahu-dont-attack-iran-without-a-vote.html

 

Intellettuali israeliani famosi a Netanyahu: “Non attaccare l’Iran….senza un voto.” 

di Michael Warschawski  

In una lettera al primo ministro Netanyahu classificata come “urgente”, un gruppo di intellettuali e di artisti israeliani di rilievo lo ha esortato a non attaccare l’Iran senza una votazione da parte del governo, come prevede la Legge Fondamentale israeliana. Nella lettera scrivono: “Non è un segreto che lei e il suo governo state pensando di lanciare un’azione militare con l’obiettivo di colpire i piani nucleari iraniani. Non è neppure un segreto che tutti i pareri sono concordi nel prevedere che una tale azione provocherà una reazione militare che colpirà gravemente il fronte interno israeliano, e i minimalisti parlano di centinaia di vittime.” 
                                 kaniuk yoram

Yoram Kaniuk, uno degli intellettuali israeliani che preme perché Netanyahu attacchi l’Iran solo sulla base di una decisione del governo. 

 

Tra gli intellettuali che hanno firmato la lettera ci sono Amos Oz, Yoram Kaniuk, Sami Michael, Dorit Rabinian e molte altre figure ben note. “Purtroppo, molti segni stanno a indicare che verrà presa una decisione su un’azione militare senza una decisione del governo….una decisione che va bene solo per Stati non democratici.” 

L’urgenza che caratterizza la lettera di questi intellettuali conferma in apparenza il fatto che un attacco israeliano all’Iran potrebbe verificarsi in qualsiasi momento. Secondo Netanyahu, esiste una “finestra di opportunità” costituita da considerazioni operative (ad esempio, meteorologiche) e politiche – la relativa paralisi del governo degli Stati Uniti in un anno di elezioni e, in un contesto di questo genere, l’impossibilità da parte di Barak Obama di esercitare pressioni su Israele. 

D’altra parte, la principale opposizione interna a un attacco viene dal personale della sicurezza, compreso lo stato maggiore dell’esercito. Nel passato, ci sono state occasioni in cui l’esercito ha trascinato la classe politica in avventure militari, forzandole la mano. Questa è la prima volta nella storia di Israele che si sta verificando il contrario. 

Se questi intellettuali contestano una guerra in assenza della dovuta decisione del governo, un numero crescente di voci chiedono che la partecipazione dell’esercito americano a tale attacco sia una condizione preliminare. “Non attaccare senza gli americani” è diventata la principale richiesta di numerosi politici ed editorialisti. 

Alla luce di tale opposizione e della evidente la mancanza di un consenso in Israele, resta una domanda: fino a che punto il ministro della difesa Ehud Barak è pronto a partire allo scopo di entrare nella storia come l’unico uomo “cha ha avuto il coraggio.” In nessun caso il destino di Israele è dipeso da una persona il cui stato mentale è noto per essere discutibile, per non dire altro. 

(tradotto da mariano mingarelli)


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