La Chiesa Metodista Unita urge per il boicottaggio dei prodotti israeliani delle colonie.

AIC – Alternative Information Center
03.05.2012
http://www.alternativenews.org/english/index.php/topics/economy-of-the-occupation/4359-united-methodists-call-for-boycott-products-made-by-israeli-companies-in-opt.html 
 

La Chiesa Metodista Unita sollecita il boicottaggio dei prodotti fatti da aziende israeliane nei Territori Palestinesi Occupati

del Palestinian BDS National Committee 

Adottando il documento “Kairos Palesatine”, i metodisti hanno fatto assumere ai diritti palestinesi e al disinvestimento in Israele una rilevante importanza. 
                                       bds - unione delle chiese metodiste

“ Ogni risultato che merita di essere raggiunto, piccolo o grande che sia, ha le sue fasi di fatica e di esultanza; dell’inizio,dello scontro e del successo.” - Gandhi

 

Ieri, la Conferenza Generale della Chiesa Metodista Unita ha deciso di richiedere un esplicito boicottaggio delle aziende israeliane “che operano nei Territori Palestinesi Occupati,” ben sapendo che ne viene coinvolte la maggioranza assoluta di tali imprese. Questo, unito al sostegno assoluto al documento “Kairos Palestine” che invita a “porre fine all’occupazione militare e alle violazioni dei diritti umani tramite azioni non-violente”, che comprendono il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS), spianeranno la strada da percorrere alle ulteriori iniziative da parte della Chiesa per arrivare a giudicare Israele responsabile del suo regime coloniale e di apartheid. 

Anche se la Conferenza Generale della Chiesa Metodista Unita (UMC) non è stata all’altezza delle aspettative nella votazione per il disinvestimento di tre società statunitensi che sono decisamente complici della prolungata occupazione israeliana e delle gravi violazioni del diritto internazionale, l’esaltante incremento della consapevolezza e la campagna di sensibilizzazione condotta dagli attivisti per i diritti umani all’interno della Chiesa e in molte comunità esterne ad essa sono riuscite a innalzare il disinvestimento di Israele e la lotta per i diritti umani dei palestinesi a un livello di notevole importanza. Malgrado questa decisione, quattro conferenze annuali (regionali) all’interno della UMC hanno già fatte proprie risoluzioni riguardanti il disinvestimento di Israele. 

Il Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BNC), la più ampia coalizione dei partiti politici palestinesi, i sindacati, le ONG e le reti, il cui appello al BDS è sostenuto dai gruppi religiosi palestinesi di tutte le maggiori denominazioni cristiane, rendono omaggio a tutte le persone di coscienza, in particolar modo entro l’UMC, che si sono date da fare incessantemente, meticolosamente e con grandissimo altruismo, per convincere la Chiesa a conformare la sua politica di investimenti ai principi etici che rigettono l’ingiustizia e l’oppressione. Caterpillar, Motorola e Hewlett Packard non dovrebbero trarre un gran sollievo da questo contrattempo; mentre per ora sono fuori dai guai, molte più persone oggi sono infatti a conoscenza di ciò che queste società fanno in violazione del diritto internazionale e presto ne saranno ritenute responsabili. 

Come risultato della reiterata disinformazione e della paura che viene messa in circolazione da alcuni funzionari ecclesiastici responsabili del ramo investimenti, la maggioranza dei delegati UMC ritiene ancora che il disinvestimento dalle società che traggono profitto dalla violazione dei diritti umani sia un sacrificio di notevole entità e inutile. La solidarietà ampiamente espressa nei confronti del popolo palestinese, e con i palestinesi cristiani in particolare, i quali, nella stragrande maggioranza, hanno chiesto alla Chiesa di disinvestire, non è stata così tradotta in provvedimenti che tengano conto dell’obbligo morale di non fare del male. Continuando a investire in società che traggono profitto dall’occupazione israeliana e dalla violazione dei diritti umani, nonostante tutti i propositi, l’UMC nuoce ancora al popolo palestinese tramite la sua complicità finanziaria nel conservare l’occupazione. 

Le iniziative avviate dagli attivisti BDS di tutto il mondo mandano un messaggio forte alle imprese: che la loro complicità nell’occupazione illegale israeliana e nelle gravi violazioni del diritto internazionale è sotto esame e non sarà tollerata. Il rapporto di una recente ricerca ha rivelato il ruolo della Hewlett Packard nel sostenere l’occupazione e l’oppressione del popolo palestinese, con la sua offerta di sistemi di controllo biometrici per i checkpoint dell’esercito israeliano entro la West Bank occupata e soluzioni tecnologiche per lo stesso e per gli insediamenti coloniali illegali, che contribuiscono a ingabbiare i palestinesi in ghetti frammentati [1]. Motorola fornisce sistemi di sorveglianza per colonie israeliane, basi militari e muro dell’Apartheid e sistemi di comunicazione per l’esercito di occupazione israeliano. [2]

La Conferenza Generale, che quest’anno si svolgerà a Tampa, Florida, si riunisce ogni quattro anni ed è l’unica entità che parla a nome della Chiesa Metodista Unita.[3] Lo sviluppo dei dibattiti internazionali che portano al voto su questa risoluzione di disinvestimento è l’impronta di una pietra miliare negli incessanti sforzi dei cristiani di tutto il mondo, e dei metodisti in particolare, di fornire un significato concreto a una posizione etica della Chiesa, di lunga data a sostegno della fine dell’occupazione israeliana e delle violazioni dei diritti umani. Nonostante la battuta d’arresto, questo dibattito sul modo migliore di attribuire a Israele la responsabilità delle violazioni dei diritti umani viene per lo più visto come l’inaugurazione di una nuova fase nell’attivismo dei gruppi religiosi per i diritti dei palestinesi che rievoca provvedimenti analoghi che, alla fine, hanno contribuito a smantellare l’Apartheid sudafricano. 

L’imponente mobilitazione a sostegno di tale risoluzione di disinvestimento ha unito gente proveniente da contesti diversi, comprese decine di ebrei attivisti per i diritti umani, per lo più associati nella Voce Ebraica per la Pace, che si sono espressi fieramente per la fine del supporto materiale della Chiesa all’occupazione israeliana.[4] Essa rappresenta un ragguardevole contributo alla lotta del popolo palestinese per la realizzazione della fruizione totale dei diritti umani, che comprendono anche la piena parità per i palestinesi cittadini di Israele e il diritto al ritorno per i profughi palestinesi, come garantito dal diritto internazionale. Attivisti UMC che hanno condotto questa iniziativa con diligenza, massima attenzione e accuratezza, coerenza morale e assistenza reale, meritano un caldo elogio e gratitudine da parte di tutti noi che lottiamo per una pace giusta in Palestina e nella regione. In questa mobilitazione si deve pure riconoscere e lodare il ruolo di sostegno svolto dalla Campagna Statunitense per la Fine dell’Occupazione Israeliana. Mentre l’obbligo assoluto di “non nuocere” non è stato rispettato da molti alla Conferenza Generale, è diventato il grido di battaglia per gli attivisti dei diritti umani ovunque, anche all’interno della Chiesa. Nonostante questa battuta d’arresto, siamo fiduciosi che le campagne di disinformazione e di diffamazione fatte da ben-oliate lobby pro-israeliane a causa delle quali alcuni antepongono il profitto ai principi non riusciranno a soffocare le voci dei tanti metodisti che, con le parole e i fatti, sostengono la libertà palestinese, la giustizia e l’uguaglianza. 

Nel 2009, palestinesi cristiani di spicco hanno stilato il documento “Kairos Palestina” [5], un manifesto teologico storico che trae ispirazione da un documento analogo promulgato nel 1985 da teologi sudafricani, che specifica la loro visione relativa alla giustizia e all’obbligo di resistere all’ingiustizia. Kairos Palestina sostiene esplicitamente il BDS contro Israele fino a che questi non ottempererà ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale. [6] L’anno successivo, il clero e i laici della Chiesa Metodista Unita provenienti dagli Stati Uniti hanno risposto al documento “Kairos Palestina” con iniziative di formazione di base e di ricerca per comprendere pienamente la portata dell’impatto che gli investimenti della UMC hanno direttamente sull’oppressione dei palestinesi. Queste iniziative si sono concluse con la risoluzione [7] presentata alla Conferenza Generale di quest’anno e votata dai 988 delegati presenti provenienti da tutto il mondo. 

Un rapporto recente della Chiesa Presbiteriana (USA) la cui risoluzione per il disinvestimento verrà sottoposta a votazione nella prossima assemblea generale programmata per luglio, mostra che anni di contrapposizione – 8 anni, per essere esatti – alla Caterpillar, che fornisce a Israele i bulldozer usati per distruggere arbitrariamente proprietà di palestinesi e costruire le infrastrutture dell’apartheid, non sono stati sufficienti per convincere la società a mutare il suo atteggiamento, rendendo il disinvestimento un imperativo. [8] Un disinvestimento mirato è, quindi, il minimo indispensabile per esprimere effettiva solidarietà ai palestinesi che languono e resistono sotto l’occupazione, la colonizzazione e l’apartheid d’Israele. 

Il movimento BDS ha avviato nella sfera pubblica degli Stati Uniti lo spazio per un dibattito indispensabile sul sistema a tre livelli dell’oppressione dei palestinesi tanto che sta diventando un termine usuale. La strada verso la vittoria finale sull’oppressione, come ci insegnano Mandela e Martin Luther King, Jr., non è mai dritta o lastricata di fiori, ogni cambiamento e rallentamento sono opportunità per imparare come perseverare e diventare più forti contro le future sfide. 

Rendiamo omaggio alle voci veramente virtuose nella Chiesa Metodista Unita per i loro sforzi sinceri perché la verità si dia da fare per portare giustizia e libertà a tutti in una terra che è la culla del cristianesimo. 

[1] http://www.whoprofits.org/HP
[2] http://www.endtheoccupation.org/section.php?id=209
[3]http://www.umc.org/site/c.lwL4KnN1LtH/b.8038525/k.D58F/How_General_Conference_Works.htm
[4] http://www.rabbisletter.org/
[5] http://www.kairospalestine.ps/
[6] http://www.bdsmovement.net/call#.T5pJwMR-urI
[7] https://www.kairosresponse.org/The_Resolution.html
[8] http://www.pcusa.org/news/2012/4/25/mrti-holds-long-sought-meeting-caterpillar/  

(tradotto da mariano mingarelli)

 

 

 

 

 

 


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