Risposta alle dichiarazioni di Vendola

Risposta alle dichiarazioni di Vendola.

di Miryam Marino



E' fin troppo facile rispondere alle dichiarazioni allucinanti che tu caro
Vendola che saresti un politico di sinistra, hai rilasciato incontrando
l'ambasciatore di quel paese razzista e di apartheid che è Israele.

             miriam01

 

E' di tutta evidenza che esprimi egregiamente quel crollo di valori di giustizia,
umanità, libertà che investe i partiti di sinistra, così ci rendiamo conto che
abbiamo veramente bisogno di un Egitto come ci augurava Omar Barghuti e
di ricominciare a ricostruire, senza di voi, una vera sinistra giacché persone
come te possono essere semmai definite "sinistre" non di sinistra.
                 miryam-nichi_vendola_

Ma entriamo nel merito delle tue dichiarazioni:
La prima cosa che salta agli occhi è che ti sei arruolato nella campagna
mediatica sionista in preparazione a Torino per presentare Israele come un
paese normale, anzi, come diresti tu all'avanguardia nelle più lodevoli
iniziative.
Cito le tue parole "Un paese che ha trasformato aree desertiche in luoghi
produttivi e in giardini"
A parte la retorica che puzza di stantio secondo cui Israele ha fatto
"rifiorire il deserto" retorica che ignora che quel deserto era La Palestina,
il paese più colto e sviluppato del Medio Oriente con fiorenti città e scambi
culturali e commerciali, prima naturalmente della colonizzazione sionista e
della Nakba che ha prodotto 5 milioni di profughi, la metà di villaggi
distrutti, la sai la storia di Deir Yassin? E poi la distruzione di quartieri
storici e architettonicamente importanti, la cancellazione di ogni traccia di
cultura palestinese, compreso il furto di centinaia di migliaia di libri e
documenti,e di parti del cimitero monumentale di Mamilla.
                miryam-deir yasin

L'elenco è molto lungo e ti invito a documentarti,ma voglio darti un solo esempio
di come Israele costruisce i suoi giardini:A Silwan, quartiere di Gerusalemme con
40mila abitanti palestinesi il sindaco ha deciso di procedere alla demolizione
di 22 delle 88 case palestinesi a rischio di demolizione nell'area di Al Bustan
che gli israeliani chiamano "Gan ha melec" il giardino del re, In questo
quartiere i coloni hanno allestito su case palestinesi espropriate negli anni
scorsi il "Parco archeologico di re David". Ma ti voglio dare anche un altro
esempio concreto: secondo il racconto di Jamal Talab dell'ass.Land Research
Center in un villaggio vicino a Ramallah gli israeliani hanno sradicato 60
alberi per trapiantarli a Gerusalemme in un giardino che hanno chiamato "Martin
Luter King". Questo è lo stile con cui Israele costruisce i suoi giardini,
sulla pelle dei palestinesi.
Andiamo avanti; "Un paese che si confronta col tema mondiale del governo del
ciclo dell'acqua, dell'energia, dei rifiuti con pratiche di avanguardia"
Il primo modo con cui Israele si confronta con il problema dell'acqua è quello
di rubarla ai palestinesi. Le colonie in territorio palestinese usufruiscono
dell'80% dell'acqua disponibile mentre città e villaggi restano a secco anche
per mesi comprese città come Betlemme. I palestinesi espropriati delle loro
risorse idriche, anche grazie alla costruzione del muro di separazione che ha
inglobato le fonti idriche rimaste, sono costretti a comprare a caro prezzo
l'acqua dalla società israeliana Mekorot. I palestinesi non possono scavare
pozzi mentre i coloni si appropriano delle fonti idriche anche con la scusa
dell'archeologia, documentati col rapporto sull'acqua in Palestina di Amnesty
International. E veniamo alla situazione della valle del Giordano. Un terzo
delle risorse idriche di tutta la Cisgiordania si trova nella valle del
Giordano, mentre i residenti palestinesi non possono usare l'acqua che scorre
sotto i loro piedi, la compagnia israeliana Mekorot continua a scavare per
costruire pozzi per i coloni, Israele mantiene il monopolio sul controllo delle
risorse idriche e mentre i palestinesi che non possono nemmeno utilizzare le
sorgenti numerose nella zona e devono acquistare l'acqua dalla Mekorot, animali
e coltivazioni deperiscono i coloni che hanno a disposizione sei volte la
quantità d'acqua rispetto ai palestinesi nuotano nelle piscine. Per quanto
riguarda l'energia lo stesso discorso vale per la corrente di cui i
palestinesi vedono solo passare i fili, essendo privati tanto dell'acqua
quanto dell'elettricità, circondati da colonie e aree per esercitazioni
militari e sottoposti a espulsione, demolizioni di case e confisca della terra.
Per quanto riguarda i rifiuti poi c'è da prendere in considerazione l'enorme
inquinamento e avvelenamento del territorio che producono le fabbriche
impiantate nelle colonie non sottoposte a norme e vincoli cui avrebbero dovuto
sottostare se fossero state impiantate in Israele. Nei territori palestinesi
occupati si può fare di tutto e di norma i coloni gettano le acque di scolo e i
rifiuti organici nei wadi palestinesi e nei villaggi sottostanti.
Se hai prodotto una "semina" è certamente una semina avvelenata, rapporti
economici? E l'articolo 2? Mi sembra che i rapporti economici con Israele
fossero vincolati dal rispetto dei diritti umani come recita l'art.2. Parliamo
un pò anche di cultura: recentemente c'è stata la manifestazione culturale
palestinese più importante, il Palfest una manifestazione a livello
internazionale che si è svolta tra i lacrimogeni israeliani, mentre qualche
anno fa fu totalmente impedita da Israele che chiuse la sala pochi minuti prima
dell'evento con scrittori e artisti che erano giunti da tutto il mondo. Un
paese come Israele ha ben poca cultura, molta ne hanno i palestinesi, hai mai
sentito parlare di Mahmud Darwish, uno dei poeti più grandi del mondo? Sapevi
che il premio nobel per la letteratura non gli fu conferito per le pressioni
israeliane? Israele ha disprezzato e cancellato la cultura della diaspora, sia
quella yiddish che quella mediorientale, leggiti le testimonianze di Marek
Edelman. La sua cultura è una cultura di guerra e sopraffazione. Quando farai
la tua visita in Israele, vai pure a vedere il muro, vai nei villaggi dove si
manifesta ogni venerdì contro l'espropriazione della terra, vai anche se ci
riesci a vedere cosa è rimasto di Gaza. Ma veramente non sai niente
dell'assedio di Gaza, del muro dell'apartheid, dell'arresto di 700 bambini ogni
anno sottoposti a maltrattamenti e torture e impossibilitati a vedere famiglie
e avvocati, bambini di 12 anni giudicati da tribunali militari? Non sai niente
di 10mila prigionieri la gran parte in detenzione amministrativa? Non sai di
quella bambina morta per il dolore di non poter abbracciare il padre che
Israele aveva arrestato? O di quel bambino di 10 anni che correva terrorizzato
verso la madre che gridava ai soldati "Yeled, yeled" è un bambino! E che poi fu
afferrato e malamente gettato nel cellulare malgrado la madre battesse
inutilmente i pugni sui vetri e questo solo per intimidire il fratello di quel
bambino, un pericoloso tirapietre di 14 anni? Non ti ripugnano queste azioni?
Non ti ripugnano le leggi razziste israeliane? Le conosci? Fanno parte di
quella cultura con cui vuoi essere in rapporto? E l'antisemitismo poi...ma
fammi il piacere! I maggiori promotori dell'antisemitismo sono proprio gli
israeliani e i sionisti da sempre promuovono l'antisemitismo e lo sono essi
stessi talvolta. Documentati sulla storia del sionismo prima di parlare. E' tuo
dovere, non sei un cittadino qualunque e del resto nessuno è giustificato dal
non sapere, dal dire io non c'ero, non sapevo...Vai avanti così, noi intanto
portiamo avanti il BDS e promuoviamo la verità, malgrado voi. Come ebrea sono
doppiamente indignata dalle tue dichiarazioni, esse mi offendono assieme a
tutte quelle persone che in Israele e nel mondo cercano di spiegare che
L'Ebraismo non è Israele, che gli ebrei non sono tutti sionisti e si battono
per la giustizia e la libertà di tutti oltre che per mantenere la propria
dignità.
 Miryam Marino 


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