Un sostegno per Karmi

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karmi e haithamab

Sono Karmi al-Khatib e ho tre anni. Prima abitavo a Bil’in con mia madre, mio padre e mio fratello un po’ più grande di me.
Bil’in è un piccolo paese della Palestina occupata, dove gli israeliani ci vogliono portare via la terra per darla ad una vicina
colonia di stranieri, ma è il mio paese, per me è tutto il mio mondo.

 

Ora però sono sempre in un ospedale israeliano a Gerusalemme che si chiama Hadassah e dove una buona dottoressa
russa dice di volermi curare, perché, secondo lei, sono molto ammalato. Dice che ho la “leucemia” e per questo mi dà tante
medicine e mi fa continuamente delle analisi. Negli ultimi tempi, le ha fatte anche a mia madre e a mio fratello. Mio padre
non lo posso vedere mai, perché a lui non danno il permesso di venire a Gerusalemme per trovarmi. So che soffre perché
non trova lavoro ed è costretto a vendere tutto e a domandare continuamente aiuto per poter pagare le medicine che mi
devono dare qui. La buona dottoressa dice sempre alla mamma che se loro non pagano, mi rimanderanno a casa – a me
questo piacerebbe – ma la cosa sarebbe “tragica”. Chissà che cosa vuol dire con questa parola: “tragica”. Deve essere
molto brutta, perché, dopo, la mamma si mette a piangere.  Sembra che quelli del nostro governo non paghino tutto e allora
mio padre deve chiedere prestiti in giro. Ma lui non sempre ci riesce, anche perché la mamma mi ha detto che gli israeliani
lo mettono in prigione quando va a riprendere le manifestazioni del venerdì con la telecamere. Ma lui lo fa per far capire che
noi siamo gente pacifica e che vuole solo vivere in pace. Lo ha capito tanta gente che viene da paesi lontani, perché non
vogliono capirlo questi soldati che ci sparano addosso e non ci lasciano tranquilli né di giorno né di notte?

 

Karmi ha bisogno di medicine particolari e di alimenti specifici, il cui costo non è coperto dall’assicurazione sanitaria
dell’Autorità Palestinese, e la cui cifra globale si aggira sugli 800 euro al mese. Quando il padre Haitham lavorava a Ramallah
come elettricista, guadagnava 5/7 euro al giorno.

Stiamo costruendo una rete di persone che sono disponibili a versare mensilmente contributi, anche piccoli, perché Karmi
possa avere ancora qualche speranza di vita.
 

Tutti possono dare un piccolo aiuto, facendo un bonifico intestato all’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus
di Firenze, viale G. Matteotti, 27 -
e mettendo come causale: PER KARMI.

Il codice IBAN è IT70B0103002803000001718821. Poi provvederemo a farglielo arrivare.

 

 

 


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