A Gaza continua una "prolungata crisi di dignit

UNOCHA: a Gaza continua una “prolungata crisi di dignita’ umana” 
 articolo non firmato 
 
25.08.2009
 

originale inglese http://www.palestinemonitor.org/spip/spip.php?article1050   

[ndt su alcune sigle nel testo: UNRWA = agenzia delle nazioni unite per il soccorso e l’occupazione. ICRC = croce rossa internazionale. World Vision = wv – building a better world for children . WHO = organizzazione mondiale per la sanita’.]  

Il devastante attacco israeliano “Piombo fuso” condotto contro Gaza dal mare, da terra, e dall’aria, ha avuto un catastrofico impatto su quella minuta striscia di territorio. E’ un trauma che tuttavia non e’ iniziato il 27 dicembre 2008, ne’ ha avuto fine il 22 gennaio 2009. A sette mesi dai bombardamenti israeliani, la crisi umanitaria ancora opprime il piccolo territorio costiero, tutt’ora completamente isolato dal resto del mondo. 

Il terzo anno del blocco israeliano intorno a Gaza, priva il milione di abitanti di elettricita’ ed acqua, e mentre la disoccupazione e’ insostenibile, a migliaia rimangono accampati sulle rovine delle loro abitazioni. Ogni speranza di ricostruzione e’ stata soffocata dal blocco. Secondo UNRWA nemmeno un centesimo dei miliardi dedicati alla ricostruzione ha raggiunto Gaza. Il rifiuto israeliano a lasciar entrare materiali da costruzione, proibisce le piu’ modeste riparazioni a scuole, fabbriche, strade. Ai primi dell’anno e’ stato necessario l’intervento del senatore statunitense John Kerry per una revoca israeliana al blocco contro lenticchie e pasta.

Il rapporto che questo mese ha prodotto l’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (UNOCHA), descrive la “prolungata crisi di dignita’ umana” a Gaza. Il rapporto stima che per il solo blocco, il 95% delle attivita’ produttive ha dovuto chiudere mentre il restante 5% opera parzialmente.La campagna militare “Piombo fuso” ha esacerbato tutto questo. Secondo un rapporto ICRC del maggio 2008 il 70% degli abitanti di Gaza prima della campagna militare “Piombo fuso”, viveva con meno di un dollaro al giorno, mentre il 40% viveva contando su meno di mezzo dollaro al giorno. Tutto cio’ a pochissimi chilometri da Tel Aviv, seconda piu’ grande economia metropolitana del Medio Oriente. 

Palestine Monitor ha gia segnalato nel 2008 il fenomeno della “crescita monca” (ovvero un effetto permanente della malnutrizione) dei bambini di Gaza. Il 13,2% dei bambini ne soffriva gia’ nel 2007, prima della messa in opera del blocco. Un rapporto World Vision del dicembre 2008, sempre prima della campagna “Piombo fuso”, stimava che il 27% dei bambini di 18 mesi di eta’ ne fosse affetto. Secondo le Nazioni Unite la “crescita monca” in Israele riguarda meno del 2% dei bambini. E’ una condizione fisica che non e’ possibile correggere in poco tempo: il blocco di Gaza gravera’ ancora in questo senso, considerato che il 53% degli abitanti di Gaza non ha 18 anni. 

La campagna “Piombo fuso” e’ stata distruttiva per le madri. Durante gli attacchi condotti per 23 giorni, gli aborti sono aumentati del 31% e le morti dei neonati del 50%, mentre gli ospedali espellevano le partorienti a mezz’ora dal parto. Secondo un recente rapporto WHO, la situazione oggi non e’ molto migliore: per mancanza di letti, gli ospedali espellono le partorienti a due ore dal parto, mentre mancano 10 farmaci essenziali in maternita’. 

Dal completamento in giugno 2007 del blocco intorno a Gaza, gli ospedali forniscono cure parziali a solo una parte della crescente popolazione. Il blocco impedisce la ricostruzione delle strutture mediche distrutte da “Piombo fuso”. La distruzione della centrale elettrica di Gaza costringe gli ospedali a servirsi di generatori di soccorso che non possono funzionare a lungo e spesso danneggiati. I ricambi non possono essere importati. Gli ospedali che usano i cosiddetti generatori non interrompibili per evitare blocchi di elettricita’ durante operazioni critiche, devono avere buone batterie, che mancano e che non possono essere importate: centinaia di apparecchi sono cosi’ inutili. Strumenti diagnostici come i raggi X non sono importabili. Per le riparazioni agli strumenti medici, non sono autorizzati tecnici da fuori, ne’ la formazione di personale locale. UNOCHA ritiene che “non puo’ essere sottovalutato” il blocco sui “saperi”, medicina inclusa. 

Le Nazioni Unite, ICRC, innumerevoli Stati ed organizzazioni umanitarie, hanno ripetutamente fatto appello al governo israeliano perche’ cessi la punizione collettiva di tutti gli abitanti di Gaza. Queste persone sopportano l’estremo calore estivo, spesso senza acqua e refrigeratori, molti variamente accampati sulle macerie delle proprie case. UNOCHA segnala che gli abitanti di Gaza si sentono sempre piu’ intrappolati ma anche sempre piu’ privi di espedienti per convivere con la crisi. I bombardamenti di “Piombo fuso” sono cessati e gli abitanti di Gaza si avvicinano al loro terzo inverno di blocco israeliano: e’ imperativo che l’attenzione rimanga su Gaza e che Israele permetta alle generose donazioni della comunita’ internazionale di raggiungere Gaza.
 

(traduzione di Francesco Francisci)                


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