Le truppe israeliane "maltrattano" bambini palestinesi

BBC News - 06.08.2009
http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/middle_east/8186905.stm  

Le truppe israeliane “maltrattano”  bambini.
di Katya Adler, reporter della BBC a Gerusalemme e nella West Bank. 

Un ex comandante militare israeliano ha riferito alla BBC che è consuetudine che i ragazzini palestinesi  vengano maltrattati dai soldati israeliani durante la detenzione preventiva. 

“ Si cattura il ragazzino, lo si benda, lo si ammanetta, egli sta tremando per davvero…Talvolta gli si legano anche le gambe. Qualche volta le fascette bloccano la circolazione.
 

“Egli non capisce una parola di quanto sta accadendo attorno a lui. Non sa che cosa faremo di lui. Sa solo che noi siamo soldati armati. Che uccidiamo la gente. Può darsi che pensi che stiamo per ucciderlo.

Loro mi hanno trascinato fuori da casa mia tenendomi per il collo. Quanto più io gridavo, tanto più loro  stringevano fino a soffocarmi….....Mi hanno tirato riverso sullo stomaco per un tratto. Le mie ginocchia stavano sanguinando. Mi hanno colpito con le loro armi e mi hanno sferrato calci per tutto il tratto di strada fino alla jeep.

              Mohammad  Khawaja, di 13 anni.

 

“ Molte volte urinano nei pantaloni. Non appena vengono fatti sedere là pisciano nei pantaloni, urlando. Ma di solito se ne stanno molto tranquilli.” 

  Eran Efrati è un ex-comandante dell’esercito israeliano che ha prestato servizio nei Territori Occupati della West Bank.
 
  Ci siamo incontrati in un parco appartato di Gerusalemme per parlare delle accuse secondo le quali soldati come lui spesso maltrattano minorenni palestinesi, sospettati di aver tirato dei sassi. 

  Mr. Efrati, che si è congedato dall’esercito da cinque mesi, afferma che le accuse sono vere: 

  “Io non ho mai arrestato un ragazzino la cui età fosse inferiore a 9 o 10 anni. Per me se avevano 11, 13 o 14 anni erano ancora ragazzini. Solo che anch’essi venivano arrestati come fossero degli adulti.
 
  “Può darsi che il ragazzino venisse bendato perché non potesse vedere la base e come ci stavamo comportando….Ma sono portato a credere che lo si bendasse perché non volevamo vedere i suoi occhi. Non volevamo che lui ci guardasse – si sa,  che ci supplicasse di fermarci, o che stillasse davanti a noi. E’ molto più facile se non si vedono i suoi occhi. 

  “Quando il ragazzino se ne stava seduto là, nella base, io non lo faccio, ma, si sa, nessuno lo sta considerando come un bambino – se c’è qualcuno bendato ed ammanettato, probabilmente deve aver fatto qualcosa di veramente criminale. Quindi va bene schiaffeggiarlo, va bene sputargli addosso, qualche volta va bene riempirlo di calci. Non è proprio un problema.” 

  Nella maggior parte dei casi i giovanissimi palestinesi vengono arrestati per aver tirato sassi ai coloni ebrei o ai soldati israeliani. 

  Essi dicono che questo è il loro modo di dare sfogo alle loro frustrazioni prodotte dalla occupazione della loro patria, la West Bank, da parte dell’esercito israeliano.
 
  Ogni settimana, nel villaggio di Bilin, nella West Bank, i palestinesi organizzano una dimostrazione contro la barriera israeliana nella West Bank.

  Israele afferma che ha bisogno della barriera per bloccare gli attacchi ai suoi cittadini. I palestinesi sostengono che si tratta di un furto della loro terra e che anche la loro vita quotidiana risulta peggiorata. 

  I soldati israeliani, dall’altra parte della barriera, controllano la protesta. 

 Arresti notturni

  Durante una recente protesta, vidi una banda di ragazzi palestinesi lanciarsi tra gli alberi di olivo, raccogliere sassi e pietre e lanciarle ai soldati.
 
  Alcuni usavano delle fionde. Molti avevano delle sciarpe o degli scialli avvolti attorno al viso per nascondere la loro identità. 

  I soldati rispondevano con gas lacrimogeni e bombe assordanti. In qualche caso, avevano utilizzato anche pallottole con avvolgimento in gomma.
 
  Spesso, dopo incidenti di questo tipo, i soldati israeliani facevano un’incursione in un villaggio della West Bank.

  Di solito nel bel mezzo della notte. Gli arresti potevano essere eseguiti in nodo brutale.
 
  “Le loro facce erano dipinte quando andarono per arrestarlo. Fu terrificante. Tutti quei soldati per un solo ragazzo. Nella jeep gli misero sulla schiena dei pesi di ferro e lo picchiarono durante tutto il percorso fino alla prigione. Per una settimana non fu in grado di alzarsi.” 

  Il figlio 15 enne di Mohammad Ballasi, detto anche Mohammad, venne arrestato dai soldati israeliani con l’accusa di aver tirato sassi. 

  Incontrammo lui e sua moglie appena fuori dalla base israeliana nella West Bank. I palestinesi più giovani venivano processati in tribunali militari.

  I tribunali  considerano come minori i palestinesi di 16 anni o di età inferiore. Nei tribunali civili d’Israele i minori sono giovani di età inferiore a 18 anni.

  La prima volta, i genitori di Mohammad  rividero il figlio, dal momento del suo arresto, solo due settimane prima che fosse portato in giudizio, dove venne giudicato colpevole. 

  “Quando tu sei stato picchiato in quel modo, confesseresti cose perfino contro la tua stessa madre,” ha ammesso Suad Ballasi, trattenendo a stento le lacrime.

“Quasi una settimana sì e l’altra no troviamo un 14enne o un 15enne che trasporta sul suo    corpo una cintura esplosiva o una granata.”     
Tenente colonnello Avital Leibowitz, portavoce militare israeliano.

“E’ un bambino. I suoi amici stanno giocando in strada ed egli è ammanettato. Non potevo smetterla di gridare in tribunale. Sentivo il mio cuore come se stesse per esplodere.” 

L’organizzazione per i diritti umani Defence for Children International (DCI) ha scritto un rapporto con il quale accusa le forze armate d’Israele di ciò che essa definisce come maltrattamento sistematico  istituzionalizzato e tortura dei bambini palestinesi ad opera delle autorità israeliane.

Gerard Horton è un avvocato internazionale per la DCI. Egli ha ammesso che la storia di Mohammad Ballasi risulta un caso abbastanza diffuso.. 

“Vediamo queste storie ripetersi continuamente. Israele è firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. E’ pure firmataria  della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Bambino – e per la Legge Consuetudinaria Internazionale, non sono ammessi il maltrattamento e la tortura, in particolar modo sui bambini che, ovviamente, sono più vulnerabili degli adulti.”

Mi ha raccontato che gli israeliani hanno arrestato lo scorso anno 9.000 palestinesi, 700 dei quali erano bambini.

Mr.Horton assicura che i tribunali militari sono costretti a trattare i casi processuali rapidamente. 

Il DCI ritiene che il sistema sia programmato in modo tale che il dichiararsi colpevole rientra nell’interesse dell’adulto o del bambino.
 

Gerard Horton sostiene che i palestinesi tendono a finire in carcere per più tempo nel caso in cui cerchino di battersi per difendere il loro caso.

Mohammad Khawaja aveva appena finito i 13 anni quando venne arrestato. 

  “Mi trascinarono fuori di casa mia tenendomi per il collo. Quanto più gridavo tanto più loro mi stringevano fino a soffocarmi.,” ha raccontato. 

  “Mia madre stava strillando. Loro mi tirarono riverso sullo stomaco per un tratto. Le ginocchia mi  sanguinavano. Loro mi colpirono con le loro armi e mi sferrarono continuamente calci per tutto il tratto di strada fino alla jeep.
 
  “Mi ammanettarono mani e piedi, mi bendarono e mi lasciarono là per 24 ore. Io pensavo che sarei morto.
 
  “Più tardi quelli che mi interrogarono volevano che io raccontassi di altra gente. Non ne volli sapere. Loro mi picchiarono con sedie di plastica. Mi dissero di firmare un foglio scritto in ebraico. Io non lo parlo e non lo so leggere. Ma solo dopo che lo ebbi firmato, mi cacciarono in prigione.” 

  Gli israeliani negano qualsiasi indicazione che sostenga che l’abuso sui giovani palestinesi è di norma una prassi, ma l’esercito afferma che esso deve difendersi dai bambini palestinesi per quelli che esso descrive come “atti di terrorismo”.

 Incubi. 

Il Tenente colonnello Avital Leibowitz è un portavoce delle forze armate israeliane. 

  Essa ha affermato: “Anche se si tratta solo di una pietra o di una miscela Molotov, esse sono comunque  armi letali. Non ha importanza chi l’ ha fatto – esse sono armi mortali.” 

  “Quasi una settimana sì ed una no, in uno dei posti di attraversamento, troviamo un ragazzino di 14 anni o di 15 che sta portando sul suo corpo una cintura esplosiva o una granata. 

  “Questa è la situazione nella quale stiamo vivendo, e dato che noi stiamo difendendo noi stessi e vogliamo punire quei terroristi, non abbiamo altra scelta che trovarli, punirli – e sperare che non si debbano ripetere.” 

  Mohammad Khawaja, da quando sono giunti i soldati non ha mai dormito realmente. Racconta che gl’incubi non se ne vanno via. 

  I gruppi per i Diritti Umani stanno chiedendo alla comunità internazionale di indagare su ciò che essi dicono essere le Violazioni israeliane dei Diritti dei Bambini.
 

(tradotto da mariano mingarelli)

 

 


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