Presidio per il processo Gol

Stamani mattina, Giovedi 29 Gennaio, presso il Tribunale di Firenze (sede di S. Martino), si terrà la penultima udienza del processo contro i sei studenti che 4 anni fa contestarono l'ambasciatore di Israele Ehud Gol all'Università di Firenze durante un incontro pubblico organizzato dal Prof. Mannoni.
Il processo è alle battute finali e oggi ci sarà l’esame degli imputati e l'audizione dei testimoni della difesa.
Alla luce dei recenti tragici eventi che stanno accadendo in Medio Oriente in questi giorni, sicuramente l'udienza ed il processo tutto che è ormai al termine hanno una valenza ed una rilevanza particolare.
Ci sarà anche un presidio pubblico di solidarietà davanti al Tribunale organizzato dal Collettivo Politico di Scienze Politiche.

Presidio ore 10:30 in Piazza San Firenze (Firenze)


Ecco il testo integrale del volantino diffuso dal Collettivo Politico di Scienze Politiche:

LA SOLIDARIETA' NON SI PROCESSA: GAZA RESISTE!

Il 22 Febbraio 2005 fu organizzata dall’ Università di Firenze una lezione sulle “prospettive di pace in Medioriente” tenuta dal prof. Mannoni e dall’allora ambasciatore di Israele Ehud Gol. Alcuni studenti, tra cui anche i militanti del Collettivo Politico di Scienze Politiche, interruppero di fatto lo svolgimento dell’incontro contestando quella che non era altro che una passerella propagandistica per il rappresentante di uno stato che da 60 anni, noncurante del diritto internazionale, occupa, segrega ed affama il popolo palestinese. Il Rettore fece intervenire immediatamente la Digos, che ristabilì prontamente l’ordine nell’aula. Ne scaturirono denunce a 10 compagni, di cui 7 ancora sotto processo.
Riteniamo che si tratti dell’ennesimo grave atto di repressione nei confronti di chi si ostina a denunciare con ogni mezzo le infamità che ogni giorno vengono perpetrate da Israele ai danni del popolo palestinese ( e l’operazione “Piombo fuso” ne è l’ultima dimostrazione ). Fatto ancor più grave in quanto avvenuto all’interno dell’università, luogo che per definizione dovrebbe essere sede di confronto e critica, anziché di propaganda politica e repressione poliziesca. L’ università ricopre infatti un ruolo strategico in due sensi: in primo luogo nell’ambito degli accordi di cooperazione militare e di intelligence tra Italia e Israele ( si vedano i progetti di collaborazione tra università di Trento e quella di Haifa ), dall’altra agisce come strumento della falsificazione storica e della diffusione di modelli di pensiero tendenti all’equidistanza tra le parti, nel migliore dei casi, o al cieco sostegno a Israele, nella maggioranza di essi. Diventa pertanto impossibile permettere ogni forma di dissenso anche in questa sede.
L’ultima sanguinosa aggressione sionista contro la Striscia di Gaza ha prodotto più di 1300 morti e 5000 feriti: prima raid aerei e bombardamenti che hanno colpito un milione e mezzo di persone già stremate dal lungo embargo che da mesi impedisce l'arrivo di cibo, medicinali e carburante, poi l'attacco di terra con i tank. Israele non si è fermata davanti a nulla: ha colpito scuole, ospedali, moschee, persino le abitazioni dove aveva fatto radunare le famiglie. Parla di doversi “difendere” dal lancio dei razzi, ma non dice che l'ONU prevede il diritto alla resistenza di un popolo sotto assedio, “dimentica” i dati del suo stesso Ministero (che conta, nel periodo 2001-2008, 23 vittime israeliane causate dai lanci, a fronte di circa 4.000 palestinesi uccisi, fra cui quasi un migliaio di bambini), usa armi non convenzionali, non rispetta nessuna tregua... All'interno, poi, la teocrazia israeliana si vanta di essere “democratica”, ma manganella e arresta le migliaia di arabi e israeliani scesi a manifestare nelle sue strade, e condanna a 30 anni di prigione Sa'adat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, riconoscendolo colpevole di militare per un'organizzazione laica, democratica, antimperialista, di non chinare il capo di fronte al quotidiano massacro della sua gente.
Nonostante la situazione insostenibile, avendo contro l'imperialismo degli USA, dell'UE, i corrotti regimi arabi, i mass media occidentali, il popolo palestinese continua a resistere. E ci invita a sostenerlo, a far sentire sempre più forte la nostra voce, a scendere in piazza, a mobilitare l'opinione pubblica, a fare pressione sul nostro governo. Davanti a una tale carneficina non possiamo essere “equidistanti”! Per tutti questi motivi riteniamo necessario ancora una volta ribadire il nostro incondizionato sostegno al popolo palestinese e a tutti coloro che si vedono processati per aver dato loro voce.

PER UNA PALESTINA UNITA, LIBERA E ROSSA!
SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI SOTTO PROCESSO!

PRESIDIO PUBBLICO DI SOLIDARIETA’
29 GENNAIO ore 10,30 PIAZZA SAN FIRENZE

Iniziative

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