Pietrasanta, contestò Salvini alla Versiliana: per il Tar la protesta è legittima

Il tribunale revoca il foglio di via di tre anni all’attivista Guido Viero

di Pietro Barghigiani

Il Tirreno, 18 giugno 2026

PIETRASANTA. Protestare non è indice di pericolosità sociale. Né sintomo di un’indole a delinquere.

Il Tar basa su questi princìpi l’annullamento del foglio di via per tre anni emesso dalla questura a carico di Guido Viero, 65 anni, di Lido di Camaiore, per aver contestato l’11 agosto scorso il ministro dei Trasporti e vice premier Matteo Salvini durante un intervento alla Versiliana.

Storico attivista e pacifista, Viero aveva srotolato la bandiera palestinese interrompendo il ministro e richiamando con il suo gesto l’attenzione della platea. Dopo essere stato bloccato dalle forze dell’ordine, aveva urlato: “Palestina libera e governo complice di genocidio”. Tanto era bastato per ricevere il provvedimento della questura con il quale gli veniva proibito di mettere piede nel comune di Pietrasanta per 36 mesi. Un atto ritenuto da Viero sproporzionato rispetto a un’azione che voleva essere di denuncia e sensibilizzazione su un tema di attualità. Un foglio di via di solito, hanno argomento nel ricorso i legali Gianluca Vitale e Francesca Trasatti, si notifica a chi vive di espedienti e commette reati che turbano la comunità. Piccoli furti, scippi, accattonaggio molesto. Non era questo il contesto in cui si era mosso Viero. E i giudici del Tar glielo hanno riconosciuto.

Intanto, per l’adozione del foglio di via obbligatorio sono richiesti elementi di fatto, attuali e concreti, «in base ai quali può essere formulato un giudizio prognostico sulla probabilità che il soggetto commetta reati che offendono o mettono in pericolo la tranquillità e sicurezza pubblica» si legge nella sentenza. L’attività di contestazione, consistita nell’esposizione della bandiera palestinese e nell’interruzione della relazione del ministro, avvenuta nel contesto di una libera manifestazione del pensiero, «non costituisce, alla luce dei principi sopra evidenziati, elemento di fatto idoneo a far ritenere l’appartenenza del ricorrente alla categoria di persone dedite alla commissione di reati che mettano in pericolo i beni protetti».

Nel dare conto del comportamento del militante pacifista, i giudici sottolineano che la misura impugnata è stata adottata nei confronti di una condotta «che è consistita in una mera manifestazione del pensiero, senza mai trascendere in comportamenti violenti e travalicare nel campo del penalmente rilevante». Ha interrotto Salvini e gridato slogan per la causa palestinese. Un fuori programma che non può essere ritenuto motivo di privazione della libertà con il divieto di non entrare nel comune di Pietrasanta.

«La condotta del ricorrente può aver al più destato, nelle persone che prendevano parte alla riunione, degli interrogativi sulle ragioni della protesta, e in cui la normale conduzione dell’evento pubblico è stata ripristinata con l’allontanamento forzoso del ricorrente, che già di per sé costituisce una sanzione adeguata e proporzionata in relazione al fatto» conclude il Tar. Che partendo dal caso Viero amplia il concetto di applicabilità del foglio di via. Per la magistratura amministrativa non può essere uno strumento di prevenzione verso chi vuole esternare il proprio pensiero e in questo modo “silenziarlo” tenendolo lontano dai luoghi della possibile protesta. «La condotta non può avere valenza sintomatica di pericolosità sociale a carico del ricorrente (sulla base della ritenuta probabilità che il ricorrente ponga in essere in futuro analoghe condotte) – rimarca la sentenza – perché altrimenti si trasformerebbe il diritto della prevenzione e, in particolare, il foglio di via obbligatorio in un surrettizio, indebito, strumento di repressione della libertà di manifestazione del pensiero, in particolare in uno strumento di repressione del dissenso politico, e, in ultima analisi, in una misura antidemocratica»

 

 

Il commento del movimento Ultima Generazione, che ha supportato l'azione legale di Viero

Ecco una conferma: i fogli di via sono illegittimi

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Quella volta facemmo la cosa giusta.

Un'azione semplicissima ma incisiva. Una bandiera della Palestina aperta davanti al palco su cui Salvini stava facendo il suo comizio. Guido di Ultima Generazione ha urlato: "Palestina libera, Governo complice del genocidio".

 

Venne immediatamente placcato dalla sicurezza, e pochi giorni dopo ha ricevuto un foglio di via dal Comune (una sorta di DASPO) della durata di ben 3 anni.

 

Poiché queste misure repressive ci sono sembrate assolutamente esagerate, abbiamo deciso di contestare il foglio di via ricevuto da Guido facendo ricorso al TAR (il Tribunale Amministrativo Reginale della Toscana). Guido, un operatore sanitario di 65 anni, da solo non se la sentiva di investire tanto denaro per avviare questo procedimento. Per questo come Ultima Generazione chiedemmo supporto dalla comunità e riuscimmo in pochi giorni a raccogliere oltre 5 mila euro. 

 Oggi sono felicissimo di raccontarti che... abbiamo vinto!

Il TAR ha riconosciuto il foglio di via come illegittimo, con argomentazioni esemplari.

Per il TAR, il foglio di via non è una misura appropriata rispetto a proteste pacifiche, perché si trasformerebbe in uno “strumento di repressione della libertà di manifestazione del pensiero, in particolare in uno strumento di repressione del dissenso politico, e, in ultima analisi, in una misura antidemocratica”.

Una sentenza di questo tipo crea un precedente importantissimo perché sancisce una posizione netta della giurisprudenza rispetto all'abuso dei fogli di via.

 

Se siamo arrivatə sin qui, è merito di tutte le persone che, come te, ci hanno sostenuto.

 

Questo risultato grandioso però sappiamo non essere sufficiente a contrastare l’assetto repressivo di questo governo. Se ci rassegniamo, alcune libertà potrebbero essere erose nel nome dell'ordine pubblico.

Se ti va puoi condividere i nostri post social su questa vicenda: 

 

Questa vicenda ci ha mostrato l’importanza di non rassegnarci di fronte alle intimidazioni e agli abusi, per continuare a esercitare e difendere i diritti di tutte/i ad una libera espressione del pensiero e del dissenso.

Grazie al tuo sostegno possiamo continuare, con determinazione. 

 

Grazie di cuore da parte di Guido Viero e da tutto il gruppo raccolta fondi 🧡