Foto: Palestinesi corrono lungo una strada mentre gli aiuti umanitari vengono lanciati per via aerea a Gaza City il 1° marzo 2024 (AFP)
27 Luglio 2025 Territorio Israelo-Palestinese
Territorio Palestinese – Il lancio aereo di aiuti nella Striscia di Gaza è l'ennesimo atto di umiliazione e degradazione contro i palestinesi. Questa operazione mette in pericolo i civili ammassati in meno del 15% dell'enclave ed ha uno scopo ancor più grave: consentire alla politica israeliana di usare la “fame di massa”, deliberatamente impiegata come strumento di genocidio nel suo sforzo sistematico di eliminare i palestinesi a Gaza.
La ripresa dei lanci di aiuti tramite aereo, dopo mesi di fame diffusa, non soddisfa i bisogni umanitari minimi né allevia la catastrofe causata dalla deliberata politica israeliana di fame. Al contrario, perpetua l'illusione di un aiuto mentre la fame continua ad essere usata come arma contro i civili.
Questo misura, approvata da Israele e attuata sabato sera, non rappresenta un vero cambiamento nella risposta umanitaria. Mira, invece, ad ingannare l'opinione pubblica internazionale e a minimizzare la gravità del crimine, distogliendo l'attenzione dalla sistematica politica israeliana di far morire di fame nella Striscia di Gaza, che ha causato una catastrofe umanitaria senza precedenti. Questa catastrofe è caratterizzata da una carestia diffusa, dal rifiuto di fornire cibo, acqua e medicine, dalla distruzione delle catene di approvvigionamento, dall’ostruzione della consegna degli aiuti via terra e dai continui attacchi contro coloro che cercano cibo. Queste azioni rivelano l'uso persistente da parte di Israele della fame come strumento principale per decimare la popolazione e minarne i mezzi di sopravvivenza.
I lanci aerei non costituiscono una vera risposta umanitaria, ma piuttosto segnano un nuovo capitolo nella continua umiliazione dei civili nella Striscia di Gaza
Le condizioni catastrofiche sul campo, evidenziano la gravità della politica di affamamento imposta da Israele, soprattutto dopo che 55 persone sono state ufficialmente dichiarate morte per fame e malnutrizione in una sola settimana. Si stima inoltre che circa 1.200 anziani siano morti negli ultimi due mesi a causa della mancanza di cibo e cure mediche, in un contesto di totale collasso del sistema sanitario e di blocco continuo.
Le consegne di aiuti tramite aereo non costituiscono una vera risposta umanitaria, ma segnano al contrario un nuovo capitolo nella continua umiliazione dei civili nella Striscia di Gaza, a seguito del degrado pubblico e delle ripetute uccisioni nei centri di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation sotto la direzione di Israele.
Invece di aprire corridoi terrestri sicuri e organizzati, i residenti sono costretti ad ammassarsi in zone pericolose sotto i bombardamenti per recuperare i pacchi lanciati a caso dall'alto, in condizioni che compromettono la loro dignità e mettono in pericolo la loro vita, come è già accaduto ripetutamente. Tali pratiche svuotano di senso umanitario l'aiuto e riproducono una dinamica coloniale basata sulla sottomissione e il controllo, riducendo il diritto alla sopravvivenza a un favore umiliante invece che a un diritto umano fondamentale.
Con 2,3 milioni di palestinesi sfollati in meno del 15% della Striscia di Gaza a causa del controllo israeliano e degli ordini di evacuazione forzata, gli aiuti lanciati per via aerea rappresentano un grave rischio per le vite dei civili in un contesto di sovraffollamento estremo e assenza di zone sicure.
Euro-Med Monitor ricorda che quando i lanci aerei sono stati introdotti per la prima volta alcuni mesi fa, anche se l'area accessibile era relativamente più grande, hanno causato la morte di 18 palestinesi e il ferimento di decine di altri.
I lanci aerei della scorsa notte hanno ferito almeno 11 civili, evidenziando ulteriormente il fallimento di questo meccanismo nel garantire un accesso sicuro e ordinato agli aiuti. Rafforza inoltre le gravi preoccupazioni che i civili vengano messi in pericolo anziché protetti, soprattutto in mezzo al grave sovraffollamento e alla riduzione delle aree sicure a causa delle politiche di annessione forzata e sfollamento imposte da Israele.
La realtà sul campo dimostra che gli aiuti lanciati per via aerea sono scarsi, distribuiti in modo casuale e pongono seri rischi. Spesso atterrano in aree densamente popolate, sulle tende degli sfollati, nelle zone evacuate, nelle aree sotto il controllo israeliano o in mare, il che lo rende un metodo pericoloso e inefficace dal punto di vista umanitario.
La fame estrema che i civili stanno sopportando da settimane, li ha spinti a cercare aiuto lungo le rotte di consegna e nei centri di distribuzione, pur sapendo che questi luoghi sono umilianti e sono diventati trappole mortali. La loro disperata ricerca di aiuti si è trasformata in una scena quotidiana di umiliazione collettiva, esponendoli a un pericolo immediato e alimentando tensioni e conflitti tra la popolazione per l'accesso alle scarse scorte di cibo.
Affrontare la carestia a Gaza non può essere realizzato attraverso misure superficiali o vistose ma è necessario porre immediatamente fine al blocco ed aprire corridoi terrestri sicuri e stabili che consentano la consegna regolare e sufficiente di cibo, medicine e carburante. Questo deve essere fatto attraverso i meccanismi ufficiali delle Nazioni Unite che in passato gestivano la distribuzione degli aiuti utilizzando circa 400 centri, prima che Israele li smantellasse deliberatamente. Solo il ripristino di questo sistema può garantire che gli aiuti raggiungano tutti coloro che ne hanno bisogno in modo equo, sicuro e trasparente, senza discriminazioni o sottomissioni.
Le operazioni della Gaza Humanitarian Foundation devono essere fermate. Istituita dalle autorità israeliane, la fondazione funziona come un meccanismo di umiliazione collettiva e di controllo militare sugli aiuti, operando al di fuori di qualsiasi quadro giuridico o umanitario riconosciuto. Invece di garantire un accesso equo e sicuro agli aiuti, consente a Israele di manipolare la distribuzione in linea con i propri obiettivi. Con questo sistema, i centri di distribuzione sono diventati luoghi di massacro di massa, gestiti direttamente sotto la supervisione israeliana.
Il continuo funzionamento di questa fondazione ostacola qualsiasi autentica risposta umanitaria e rafforza il pieno controllo di Israele sui canali di soccorso. Ciò è evidente nelle consegne tramite aereo effettuate sotto la supervisione israeliana, guidate da una logica coloniale radicata nel genocidio, che deliberatamente priva la popolazione assediata sia di aiuti umanitari che di dignità umana.
Gli Stati devono urgentemente spingere per il ripristino dell'accesso umanitario e la revoca del blocco illegale, poiché questo è l'unico modo per fermare il rapido deterioramento della situazione umanitaria e garantire l'ingresso degli aiuti, data l'imminente minaccia di carestia.
È fondamentale stabilire corridoi umanitari sicuri sotto la supervisione delle Nazioni Unite per assicurare la consegna di cibo, medicine e carburante in tutte le aree della Striscia, con osservatori internazionali indipendenti dispiegati per verificare il rispetto.
Tutti gli Stati, individualmente e collettivamente, devono adempiere urgentemente ai loro obblighi legali per fermare il genocidio nella Striscia di Gaza in tutte le sue forme. Ciò include l'adozione di misure concrete per proteggere i civili palestinesi nell'enclave, garantire il rispetto da parte di Israele del diritto internazionale e delle sentenze della Corte internazionale di giustizia e garantire la piena responsabilità per i crimini commessi contro i palestinesi. Euro-Med Monitor chiede inoltre l'esecuzione dei mandati d'arresto della Corte penale internazionale emessi nei confronti del Primo Ministro israeliano e dell'ex Ministro della Difesa, e la loro rapida consegna alla giustizia internazionale senza riguardo per l'immunità.
La comunità internazionale è esortata a imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele e ai suoi alleati più potenti, in particolare gli Stati Uniti, per le loro gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale; Tali sanzioni dovrebbero includere un embargo globale sulle armi e la sospensione di tutte le forme di cooperazione politica, finanziaria, militare e di intelligence. Inoltre, Euro-Med Monitor chiede il congelamento dei beni dei funzionari israeliani, statunitensi e di tutti i funzionari dell'UE complici, il divieto di viaggio, l'interruzione dell'accesso delle loro compagnie militari e di sicurezza ai mercati internazionali e la sospensione dei privilegi commerciali e degli accordi bilaterali che facilitano i continui crimini di Israele sostenuti dall'Occidente contro il popolo palestinese.
Gaza: Airdrops are humiliating and a tool of starvation – only land corridors can save lives
Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze