La collaborazione militare tra Italia e Israele prosegue nonostante la guerra a Gaza

Dalle simulazioni di fast rope da elicottero alla neutralizzazione di Ied (ordigni esplosivi improvvisati) fino agli abbordaggi su nave. Le forze armate italiane e quelle dello stato ebraico hanno compiuto una serie di esercitazioni militari congiunte nonostante i conflitti in corso

di Giulio Cavalli

Editoriale Domani, 16 giugno 2025

Tra una dichiarazione umanitaria e un voto di astensione all’Onu, l’Italia ha continuato ad addestrarsi con Israele. È successo a Brindisi, è successo nel Mediterraneo orientale, è successo nei cieli della Grecia. La cooperazione militare tra i due paesi non si è fermata con l’inizio della guerra a Gaza: ha cambiato forma, si è infilata nelle maglie di esercitazioni multinazionali, si è riprodotta nei protocolli tecnici, ha trovato copertura nel gergo delle «interoperabilità strategiche». Ma la sostanza è rimasta. L’Italia si addestra con chi bombarda anche gli ospedali.

Il 14 dicembre 2022, il comandante del Depth Corps israeliano – le forze d’élite responsabili delle operazioni «in profondità nei territori nemici» – è stato ricevuto con tutti gli onori dalla Brigata Marina San Marco.

A Brindisi ha assistito a simulazioni di fast rope da elicottero, neutralizzazione di Ied (ordigni esplosivi improvvisati), abbordaggi su nave, sbarco rapido. Ha elogiato i colleghi italiani. Ha proposto nuove manovre congiunte. Il resoconto dettagliato è disponibile nei comunicati della Marina Militare e nei report parlamentari del 2022.

Tra il 19 marzo e il 3 aprile di quest’anno, mentre la comunità internazionale si era già mossa da tempo contro i presunti crimini di guerra compiuti dall’Idf, Israele e Italia hanno preso parte all’esercitazione multinazionale “Noble Dina”, nel Mediterraneo orientale, con operazioni coordinate di antisommergibile, difesa navale e simulazione d’incidenti di massa.

L’Italia ha impiegato assetti navali in cooperazione con la Marina israeliana, come confermato dai resoconti del ministero della Difesa e della Marina greca. Subito dopo, dal 31 marzo all’11 aprile, l’Italia ha partecipato con i suoi Tornado IDS/ECR alla “Iniochos 2025”, in Grecia. Israele ha schierato i suoi Gulfstream G550 CAEW, capaci di sorveglianza radar e guerra elettronica. Le due aeronautiche hanno operato in scenari comuni, in missioni CAS, CSAR e difesa aerea.

Dalle esercitazioni ai droni

Durante l’incontro del 2022, i fucilieri del 2° reggimento San Marco hanno mostrato, in mare, come si esegue un abbordaggio su natanti civili sospetti. È la stessa procedura applicata il 4 giugno 2025 quando l’esercito israeliano ha fermato la Freedom Flotilla nelle acque internazionali con un’azione d’assalto altamente specializzata. Come documentato da fonti delle Nazioni unite, l’abbordaggio israeliano è avvenuto con tecniche analoghe a quelle viste durante le esercitazioni congiunte a Brindisi.

L’Italia forma anche i piloti israeliani dei C-130J presso il centro AMI di Pisa. Viceversa, i militari italiani vengono addestrati a Palmachim (Israele) sull’impiego dei droni da ricognizione, come confermato nel report ufficiale della cooperazione militare pubblicato nel giugno 2025.

I Gulfstream G550 CAEW – forniti da Israele all’Italia nel quadro dell’accordo di compensazione del 2012 – sono oggi usati anche dall’Aeronautica italiana per missioni Nato sul Mar Nero. I radar EL/W-2085 installati sugli aerei permettono di tracciare fino a 100 bersagli su un raggio di 500 km.

L’11 febbraio 2025 nella base di Amendola (Foggia), sede del 32° Stormo, si è tenuto il Forum F-35. Hanno partecipato i vertici delle aeronautiche dei paesi partner F-35. Israele era presente con il generale Tomer Bar, comandante dell’Iaf. Secondo l’Aeronautica militare, l’incontro ha avuto carattere tecnico-strategico: si è discusso di logistica, scenari operativi, interoperabilità, simulazione missioni. Un vertice che non è stato un’esercitazione, ma ha definito la base dottrinale per l’uso dei caccia F-35 nelle aree di conflitto.

Il rinnovo

Il Memorandum d’Intesa tra Italia e Israele in materia di Difesa è stato firmato nel 2003 e ratificato con la legge 94/2005. Ha durata quinquennale e si rinnova automaticamente. All’8 giugno 2025 – data della nuova scadenza – nessuna delle parti ha esercitato la clausola di recesso. Il governo italiano ha affermato, tramite il ministro Luca Ciriani, che il rinnovo è «tecnicamente prorogabile» fino ad aprile 2026. Le pressioni di oltre 200mila cittadini, di associazioni come Rete Pace e Disarmo e di giuristi che hanno inviato diffide formali, non hanno prodotto effetti.

Difficile sostenere che la collaborazione sia neutra. L’Italia non partecipa ai bombardamenti, ma costruisce – insieme – le condizioni operative per renderli possibili. «L’interoperabilità non è un termine tecnico: è corresponsabilità strutturale», spiega un alto ufficiale della Difesa. Le manovre congiunte, gli assetti condivisi, le esercitazioni replicate in contesti reali (come l’abbordaggio navale) rendono evidente che l’Italia partecipa alla fase preparatoria delle guerre di Israele.

Anche il valore delle importazioni italiane di armamenti israeliani nel 2024 è cresciuto del 391 per cento, da 31,5 a 154,9 milioni di euro, come scritto nella relazione Uama al Parlamento. E non ci si può dire sorpresi, dopo vent’anni di accordi militari ratificati senza discussione pubblica e rinnovati in silenzio. Nel linguaggio dei comandi, la neutralità non esiste. E i numeri – come sempre – parlano chiaro.

 

 

 La mozione in Parlamento

 

Pd-M5s-Avs: 'Ora stop alla cooperazione militare con Israele'


Ansa, 21 giugno 2025
 Pd-M5s-Avs:  'Ora stop alla cooperazione militare con Israele ' - RIPRODUZIONE RISERVATA


 

"Le ostilità tra Israele e Iran hanno catalizzato la preoccupazione dell'opinione pubblica mondiale, distogliendo l'attenzione sui crimini contro l'umanità in corso a Gaza e sui piani israeliani di annessione coloniale della Cisgiordania".

"Non lasceremo che l'Italia venga macchiata dalla pavidità di Meloni e i suoi epigoni.

Abbiamo depositato una mozione unitaria per chiedere la revoca del memorandum d'intesa con il governo israeliano nel settore militare e della difesa e la sospensione di qualsiasi forma di cooperazione militare con Israele". Lo annunciano Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Elly Schlein.