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Secondo un’analisi di Haaretz che pubblichiamo sul numero di Internazionale in edicola dal 7 luglio, l’operazione contro Jenin è “uno spettacolo per i coloni”, che da mesi fanno pressioni sull’esercito e sul governo per incrementare la repressione in Cisgiordania. Il giornalista Anshel Pfeffer spiega che l’incursione nel campo profughi è un compromesso tra l’esercito, che avrebbe preferito continuare con la strategia di raid relativamente piccoli e rapidi, e la richiesta di un’azione più decisa da parte degli elementi più estremisti della coalizione al governo, alcuni dei quali rappresentano gli interessi dei coloni. In un altro articolo su Haaretz, Amira Hass denuncia che la violenza dei coloni è il risultato di una politica di lunga data, che gli ha garantito l’impunità e ha aumentato il livello dello scontro. Secondo l’ufficio degli affari umanitari dell’Onu, dall’inizio del 2023 fino al 26 giugno ci sono stati in media 95 attacchi ogni mese compiuti dai coloni contro i palestinesi, a cui hanno preso parte centinaia di persone. In un’interessante analisi pubblicata sul sito indipendente israeliano +972 Magazine, Amjad Iraqi spiega che Israele sta replicando a Jenin una strategia già usata nella Striscia di Gaza, quella del “bantustan definitivo”, che ha lo scopo di “controllare e indebolire la popolazione nativa in uno spazio assediato, usando armi e tecnologie moderne, con governanti locali a gestire le loro necessità di base, a un costo minimo per la società coloniale che li circonda”. Città come Jenin e Nablus, a lungo centri della vita sociale e della resistenza politica palestinese, proprio come la Striscia di Gaza, già da tempo subiscono varie forme di chiusura e di invasione. E ora “stanno avendo un assaggio di quello che le aspetta”, prosegue Iraqi: bombardamenti su zone densamente popolate che si sono dimostrate troppo difficili da invadere via terra e punizioni collettive messe in atto a cadenza regolare. Perché se l’espulsione dei palestinesi da questi luoghi non è possibile, la “Gazificazione” sarà il loro futuro.
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