20 anni di prigione per il lancio di pietre
Lunedì 25/7 nella notte il parlamento israeliano ha approvato il disegno di legge di Casa Ebraica: 69 sì e 17 no che prevede 20 anni di prigione per il lancio di pietre.
Ma la pietra non è solo utilizzata dai palestinesi. È anche arma per i coloni che, negli insediamenti più radicali e violenti, le usano spesso – accanto a armi da fuoco, spranghe e coltelli – per aggredire pastori, studenti, residenti palestinesi dei villaggi vicino: secondo l’Ocha, agenzia delle Nazioni Unite, solo nel 2014 sono stati 324 gli incidenti simili mai puniti dalle autorità israeliane.
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16 Palestinesi uccisi da inizio anno
Il 23/7 durante un raid notturno dei soldati israeliani, Falah Abu Mariam, di 50 anni, è stato colpito nella sua abitazione a Beit Ummar (Hebron). E’ il secondo palestinese ucciso dai militari in due giorni in Cisgiordania : nella mattina del giorno prima i soldati avevano ucciso un altro palestinese nel villaggio di Birqin (ovest di Jenin), Mohammed Ahmad Alawneh, 21 anni. Negli scontri scoppiati tra i residenti palestinesi e i militari di Tel Aviv, in seguito ad un raid effettuato da quest’ultimi nel villaggio, ad Alawneh è stato sparato un colpo al petto. Il ragazzo, trasportato d’urgenza in ospedale per essere operato, è morto poco dopo per le ferite riportate. Alawneh è il sedicesimo palestinese (il 28esimo secondo un altro conteggio) ad essere ucciso da Israele dall’inizio di quest’anno.
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