Nena News
02.07.2013
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Ex prigioniero si dà fuoco per protestare contro l'ANP
In gravi condizioni il 21enne Wissam Bilal Khalil Marouf: protestava a Ramallah contro i ritardi nel pagamento del sussidio. La crisi dell'ANP sempre più nera.
di Sonia GriecoRoma, 02 luglio 2013, Nena News - È in gravi condizioni il giovane palestinese che domenica scorsa si è dato fuoco davanti alla sede del Ministero delle Finanze dell'Autorità nazionale palestinese in Cisgiordania. Il 21enne Wissam Bilal Khalil Marouf ha scelto un gesto estremo per protestare contro i ritardi nel pagamento dei sussidi di cui è beneficiario, in quanto ex detenuto nelle carceri israeliane. Il giovane è disoccupato e inoltre, ha riportato l'agenzia di stampa palestinese Ma'an, soffre di una parziale disabilità difficoltà motorie e di linguaggio) in seguito a ferite inferte dalle forze di sicurezza israeliane. Marouf aveva portato con sé le sue cartelle cliniche per mostrarle al ministro delle Finanze, Shukri Bishara. Due settimane fa, un altro giovane disoccupato, Youssef Nassar, di trenta anni, era morto a Gaza dopo essersi dato fuoco.

Tra i giovani palestinesi il tasso di disoccupazione è alto, sono in 250.000 i disoccupati, e per gli ex detenuti il sussidio è spesso l'unica fonte di sostentamento.In Cisgiordania la crisi finanziaria peggiora e l'Anp ha un debito interno ed esterno pari a 4,2 miliardi di dollari; è in debito con le banche per seicento milioni di dollari e per un miliardo con le istituzioni finanziarie internazionali, ha di recente riferito Muhammad Mustafa, ministro dell'Economia.
Una situazione molto difficile che oltre a determinare un diffuso malcontento tra la popolazione dei Territori Occupati, sta influenzato fortemente la scena politica, con l'Anp stretto tra un'economia sull'orlo del collasso e le pressioni statunitensi per riaprire i negoziati con Israele.È anche sulle scelte in materia economica che si sono consumati gli ultimi avvicendamenti alla guida del governo. L'ex primo ministro, l'accademico Rami Hamdallah, che aveva sostituito Salam Fayyad, accusato di avere adottato interventi inefficaci a salvare l'economia, è rimasto in carica meno di un mese a causa dei forti contrasti con i suoi due vice: Mustafa, che è anche responsabile del fondo di investimento palestinese, e Ziad Amu Amr, ex ministro degli Esteri.
Entrambi avrebbero interferito con la linea economica che avrebbe voluto seguire l'ex premier, costringendolo a dimissioni tanto repentine. A quanto pare il casus belli è stato il via libera del presidente dell'Anp, Abbas, al ministro dell'economia Mustafa affinché sottoscrivesse accordi con la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale a nome dell'Anp.
Intanto, all'inizio di giugno il Kuwait ha reso noto che sosterrà l'Autorità Palestinese con cinquanta milioni di dollari. Una mossa che segue l'apertura ad aprile dell'ambasciata palestinese nella capitale dell'emirato con cui i rapporti sono stati tesi dal 1990, quando Arafat non condannò l'invasione irachena e ne seguì l'espulsione dei profughi palestinesi dallo Stato del Golfo. Nena News