Nena News
02.04.2013
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=69734&typeb=0&Prigioniero-palestinese-muore-in-carcere
Prigioniero palestinese muore in carcere
Maysara Abu Hamdiya è deceduto oggi nel centro medico di Beer Sheva. Affetto da cancro, non ha mai ricevuto cure da Israele. Manifestazione ad Hebron: un ferito grave.
dalla redazione
Betlemme, 2 aprile 2013, Nena News - Il prigioniero politico palestinese Maysara Abu Hamdiya è morto oggi nel centro medico Soroka a Beersheba. Condannato all'ergastolo nel 2002 con l'accusa di tentato omicidio e possesso di armi, era da tempo malato di cancro.

Maysara Abu Hamdiya
La sua morte, che il movimento dei prigionieri imputa alle mancate cure ricevute da Abu Hamdiya, ha provocato scontri all'interno delle carceri israeliane a Sud del Paese, mentre ad Hebron è appena cominciata una manifestazione di protesta: i soldati stanno rispondendo con il lancio di gas lacrimogeni. Nostre fonti sul luogo riportano di un ferito grave: un palestinese è stato colpito alla testa.
Subito i prigionieri palestinesi detenuti in carceri israeliane hanno lanciato uno sciopero della fame di massa di tre giorni come forma di protesta per la morte di Abu Hamdiya.
Il detenuto palestinese - secondo alcune fonti membro di Hamas, informazione smentita però dalla famiglia - era stato trasferito sabato in ospedale dopo il grave peggioramento delle sue condizioni di salute. Nell'ultimo periodo si erano moltiplicati gli appelli alle autorità israeliane perché riconoscessero ad Abu Hamdiya, 64 anni, residente ad Hebron, cure mediche adeguate per il male che lo stava uccidendo. Tel Aviv ha però sempre rifiutato di intervenire, facendolo ricoverare a Beer Sheva solo sabato, due giorni prima del decesso. Secondo quanto riportato da Abbas Sayed, leader di Hamas, che le sue condizioni erano gravemente peggiorate ed era stato portato privo di coscienza in ospedale.
E' giunta anche la conferma dell'Israeli Prison Service che ha fatto sapere che era da poco stato aperto il procedimento per il rilascio di Abu Hamdiya. "Al prigioniero era stato diagnosticato un cancro dell'esofago a febbraio e era sotto supervisione medica - ha commentato un portavoce dell'IPS - Una settimana fa, dopo che la sua malattia è stata diagnosticata come terminale, l'IPS ha avviato le pratiche per il suo rilascio".
Da tempo organizzazioni per i diritti umani hanno sollevato la questione dei prigionieri palestinesi malati e detenuti in carceri israeliane, accusando spesso la Croce Rossa e le Nazioni Unite di non muoversi per garantire cure adeguate ai pazienti. "Una lenta esecuzione", l'ha definita la Wa'ed Society for Prisoners and Ex-prisoners.
Alle terribili condizioni vissute nelle carceri israeliane (isolamento prolungato, perquisizioni frequenti, obbligo ad acquistare cibo e vestiti, divieto a leggere libri e ascoltare la radio, lunghi interrogatori e forme di tortura) si aggiunge una severa politica di negligenza sanitaria, in particolare nei casi di malattie croniche, come cancro, problemi di cuore, insufficienza renale. Ai prigionieri non è possibile accedere a cure continuate e adeguatee sottoporsi ad operazioni chirurgiche.
Nel 2013, il numero dei prigionieri palestinesi malati detenuti da Israele ha raggiunto le 1.400 unità. Spesso malattie precedenti sono aggravate da malnutrizione ed abusi fisici e psicologici da parte delle autorità carcerarie. Diciotto prigionieri si trovano oggi nell'ospedale di Ramla, dove però non ricevono cure adeguate. Nena News
Nena News
03.04.2013
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=69857&typeb=0&Tornano-a-piovere-bombe-su-Gaza
Tornano a piovere bombe su Gaza
Proteste per la morte del prigioniero Abu Hamdiya: Israele punisce i Territori. L'aviazione bombarda Gaza. Prigionieri in sciopero della fame collettivo: Israele ne trasferisce 86.
dalla redazione
Betlemme, 3 aprile 2013, Nena News - Torna ad infiammarsi la tensione nei Territori Palestinesi. Dopo una tregua lunga quasi cinque mesi, il cielo di Gaza è esploso di nuovo. La notte scorsa l'aviazione israeliana ha bombardato la Striscia di Gaza, in risposta al lancio di un missile verso il Sud di Israele, seguito alla notizia della morte in carcere del prigioniero politico Maysara Abu Hamdiya. "In risposta ai numerosi missili lanciati verso Israele, l'Israel Air Force ha colpito nella notte due siti terroristici", ha commentato l'esercito in una dichiarazione ufficiale.
Le bombe israeliane - che hanno ricordato a molti l'offensiva di novembre "Colonna di Difesa", quando in una settimana persero la vita quasi duecento palestinesi - non ha provocato né vittime né feriti. L'aviazione militare di Tel Aviv ha colpito una fabbrica nel quartiere di Shujaiyeh, a Est di Gaza City, e una fattoria a Beit Lahiya, a Nord della Striscia.
Ieri un missile lanciato da Gaza era caduto in uno spazio aperto a Sud di Israele, senza provocare né vittime né danni a infrastrutture. Il lancio - rivendicato da un gruppo salafita - era stata la reazione alla morte del prigioniero politico palestinese, Maysara Abu Hamdiya, 64 anni, di Hebron, morto ieri nel centro medico di Beer Sheva. Malato da tempo di cancro all'esofago, non aveva mai ricevuto alcuna cura medica dalle autorità israeliane, situazione in cui si trovano decine di detenuti palestinesi, impossibilitati ad accedere a trattamenti medici continuati e adeguati.
Ieri, subito dopo la notizia della sua morte, ad Hebron la gente è scesa in piazza per protestare contro le autorità israeliane. Sono scoppiati scontri che hanno provocato il ferimento di una trentina di manifestanti, contro i quali l'esercito israeliano ha lanciato gas lacrimogeni e bombe sonore. Nella Città Vecchia di Gerusalemme, la polizia israeliana ha arrestato per "manifestazione illegale" undici manifestanti, tra cui Nasser Qous, capo del Palestinian Prisoners Society di Gerusalemme, e il paramedico Fuad Ubeid.
E le proteste continuano anche oggi: ad Hebron chiusi tutti i negozi, i ristoranti, le scuole e le università per commemorare la morte di Abu Hamdiya. Fatah ha lanciato lo sciopero generale in tutto il distretto. Tutto chiuso anche a Gerusalemme Est e in Città Vecchia: le scuole hanno sospeso le lezioni alle 11, secondo quanto riportato dal Ministero per l'Educazione.
Associazioni per i diritti umani e la stessa Autorità Palestinese hanno apertamente accusato Tel Aviv di responsabilità diretta nella morte di Abu Hamdiya. "Una lenta esecuzione", l'ha definita l'OLP; "La prova della tirannia e dell'arroganza israeliana", ha commentato il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas.
Ma ieri a protestare sono stati anche i prigionieri palestinesi detenuti in Israele. Appresa la notizia della morte del detenuto a Beer Sheva, il movimento dei prigionieri ha lanciato uno sciopero della fame collettivo di tre giorni: questa mattina oltre 4.500 detenuti hanno rifiutato la colazione. In alcune prigioni a Sud (Ketziot, Eshel, Ramon, Nafha) i detenuti si sono scontrati con le forze di sicurezza carcerarie.
Immediata la reazione israeliana: oggi l'Israel Prison Service ha informato 86 detenuti del loro trasferimento in altri istituti carcerari, forma punitiva spesso usata da Israele per rompere i legami interni al movimento dei prigionieri. Nena News