Nena News
22.10.2012
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Palestina, alle elezioni Fatah riesce a perdere
Con Hamas assente, Abbas perde Ramallah, Nablus e Jenin. Vince a Betlemme e per un soffio a Hebron, tra lo scontento dei palestinesi e le tensioni interne al partito
di Emma Mancini
Roma, 22 ottobre 2012, Nena News - Fatah vince, ma non sfonda. Alle elezioni amministrative di sabato in Cisgiordania, nonostante la mancata partecipazione di Hamas, il partito del presidente Abu Mazen fallisce. Fatah vince in solo sei delle undici principali città della Cisgiordania, perdendo anche Ramallah, sede del governo e delle istituzioni palestinesi.

Bassa la percentuale di votanti: il 55% dei 505mila aventi diritto al voto (nei 92 Comuni su 353 chiamati alle urne), contro il 70% delle precedenti elezioni, nel 2005 quando a vincere fu il partito islamista.
Il voto - che si è tenuto solo in Cisgiordania, per il boicottaggio di Hamas che non ha permesso le elezioni a Gaza - ha fatto da megafono alle divisioni politiche interne ai Territori Palestinesi Occupati e alla disillusione del popolo palestinese, stanco delle politiche dell'Autorità Palestinese e sempre più lontano dalle fazioni politiche principali.
Secondo i primi dati non definitivi, Fatah ha ottenuto la maggioranza dei seggi a Hebron, Qalqiliya, Gerico, Betlemme, Salfit e Tulkarem. A Jenin, Ramallah (dove non correva nessuna lista ufficiale del partito di Abbas), Tubas e Nablus hanno prevalso gruppi rivali formati da ex membri di Fatah che hanno presentato liste indipendenti.
"Fatah ha combattuto contro se stesso", ha commentato il professore della Birzeit University, Nashat Aqtash, ex consulente di Hamas, secondo il quale i risultati del voto di sabato hanno rivelato l'insoddisfazione verso le politiche del partito di Abu Mazen: "Fatah ha fallito, non ha prevalso in città importanti come Jenin e Nablus, e se si vanno a vedere i villaggi Fatah ha ottenuto meno della metà dei seggi".
Se a Betlemme, la vittoria della lista di Fatah permetterà a Vera Baboun di diventare il primo sindaco donna, a Nablus e Jenin Abu Mazen è stato sconfitto da ex Fatah, costretti a lasciare il partito o transfughi volontari. A Nablus ha prevalso Ghassan Shakaa, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, uscito da Fatah lo scorso mese. Stesso risultato a Jenin, dove ha vinto una lista indipendente di ex membri di Fatah.
Ad Hebron (dove si è registrata l'affluenza più bassa, poco più del 33%, per l'ordine di Hamas di non presentarsi ai seggi) il partito di donne "Partecipando, possiamo" ha ottenuto 493 voti, insufficienti a garantirsi un seggio in Consiglio Comunale. Qui ha prevalso Fatah per una manciata di voti contro il blocco di sinistra PFLP-DFLP e PPI: nove seggi, contro i sei degli indipendenti.
Così, sembra crollare la speranza di Fatah di fare delle elezioni amministrative uno strumento di nuova legittimazione e di rafforzamento del partito nella società palestinese, impegnata a settembre in scioperi e proteste contro l'Autorità Palestinese, giudicata colpevole di affamare la popolazione con le politiche neoliberiste promosse dal premier Salam Fayyad.
Il presidente dell'AP, Abu Mazen, si è detto soddisfatto dalla tornata elettorale, intervenendo sabato al seggio di El Bireh, che ha registrato un'affluenza bassissima (circa il 27%): "Non c'è modo di governare il popolo se non attraverso la democrazia e le urne elettorali", ha detto Abbas aggiungendo che spera in un accordo con Hamas per organizzare al più presto le elezioni presidenziali e legislative in tutti i Territori.
Ma il voto di sabato non ha mostrato solo la palese rottura tra le principali fazioni palestinesi. Ha rivelato anche le fratture interne al partito di Fatah, l'incapacità di tenere insieme le diverse voci e di presentare liste uniche. Nena News