Nena News
10.09.2012
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Sa'adat: "Criminali sono i leader sionisti"
Le famiglie "delle vittime dei palestinesi" portano a processo l'OLP. Nell'udienza di ieri, il leader del PFLP dietro le sbarre dal 2002 disconosce la corte.
Roma, 10 settembre 2012, Nena News - "I leader sionisti e i leader dell'occupazione criminale sono quelli che dovrebbero essere perseguiti, e non i leader del popolo palestinese che difendono la loro terra". Con queste parole ieri Ahmad Sa'adat ha indirizzato la corte distrettuale israeliana di Gerusalemme.

Il segretario del PFLP Ahmad Sa'adat durante l'udienza di ieri (Foto: AFP/Gharabli)
Sa'adat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, è costretto dietro le sbarre di una prigione israeliana dal 2002, arrestato dalle stesse forze di sicurezza palestinesi e poi consegnato alle autorità di Tel Aviv con l'accusa di aver ucciso l'allora ministro del Turismo israeliano, Rehavam Zeevi.
Già condannato a 30 anni per omicidio, oggi Sa'adat è sotto processo per la petizione di un gruppo israeliano, "Shurat HaDin", contro l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Il gruppo chiede risarcimenti per le famiglie di israeliani "uccisi dai palestinesi". Il leader del PFLP ha rigettato la corte, ritenendola illegittima perché tribunale di un potere occupante, e ha rifiutato di rispondere alle domande che durante l'udienza di ieri gli sono state poste.
Ahmad Sa'adat ha parlato solo due volte. Alla domanda del giudice israeliano su quale fosse la sua opinione in merito allo scambio di prigionieri dell'ottobre 2011, il segretario del PFLP è stato chiaro: "La libertà della patria è molto più preziosa e più importante di quella personale; io otterrò la mia libertà prima o dopo". Poi, alla fine dell'udienza, Sa'adat si è rivolto al giudice accusando di terrorismo lo Stato sionista: il popolo palestinese sta difendendo i propri diritti e conducendo una lotta legittima contro un'occupazione illegale e criminale.
Ahmad Sa'adat è stato arrestato dalle forze di polizia dell'Autorità Palestinese nel 2002, a causa delle forti pressioni politiche di Israele, che accusava il leader del PFLP di aver assassinato l'anno precedente il ministro Zeevi (omicidio considerato da Tel Aviv reazione all'uccisione da parte israeliana del precedente segretario generale del partito palestinese, Abu Ali Mustafa).
Sa'adat ha trascorso i primi quattro anni di prigione nel carcere di Gerico, sotto il controllo di AP, Stati Uniti e Gran Bretagna. Nel marzo 2006, l'esercito israeliano ha compiuto un raid nella prigione e condotto Sa'adat nel carcere di Ofer, nei pressi di Ramallah, dove si sono tenute circa trenta udienze del processo per omicidio.
Il giorno di Natale del 2008, il segretario è stato condannato a 30 anni di prigione per l'omicidio di Zeevi. Da allora ha trascorso i successivi quattro anni in totale isolamento, dietro ordini militari rinnovati ogni sei mesi. Lo scorso 14 maggio, a seguito dell'accordo tra il movimento dei prigionieri e le autorità israeliane per porre fine allo sciopero della fame nelle carceri, Sa'adat è stato fatto uscire dalla cella di isolamento e trasferito nel carcere di Shatta, dove divide la cella con altri prigionieri palestinesi.