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04.07.2011
http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/news/2990-dal-qcimitero-dei-numeriq-alla-cisgiordania-il-ritorno-di-84-combattenti-palestinesi-uccisi-nel-1967
Dal "cimitero dei numeri" alla Cisgiordania: il ritorno di 84 combattenti palestinesi uccisi nel 1967
Si tratta di 84 combattenti palestinesi uccisi nel 1967 e che Israele ha sepolto senza nome né funerale in quello che gli ebrei chiamano “il cimitero dei nemici”. Per il popolo palestinese è sempre stato il “cimitero dei numeri”, perché nessun nome è stato mai posto sulle lapidi.
Dopo anni di negoziati, sembra che i corpi verranno restituiti alle rispettive famiglie. La nuova speranza arriva oggi dalle parole di Hussein Ash-Sheikh, ministro degli Affari Civili dell’Autorità Palestinese. Il ministro ha annunciato alla radio che un accordo per la restituzione è stato finalmente raggiunto con le autorità israeliane “dopo lunghi e difficili negoziati”. Autorità che non confermano né smentiscono. Secondo l’agenzia di informazione israeliana Ynet, non sono infatti arrivati annunci ufficiali. Anzi, un funzionario di Tel Aviv avrebbe addirittura negato che il governo israeliano abbia firmato un simile accordo, volto a restituire dignità a quelli che Israele chiama “corpi di terroristi”.
Ma in Cisgiordania la speranza è viva. Il ministro Ash-Sheikh ha aggiunto che le 84 salme sono state già identificate, ma che una volta in territorio palestinese saranno di nuovo esaminate dai medici legali per confermare le identità prima di restituirli alle famiglie, attraverso il test del DNA. Seguiranno funerali di Stato alla presenza del presidente Mahmoud Abbas.
I corpi sepolti nei “cimiteri dei numeri” sono i cadaveri di combattenti uccisi durante scontri diretti, ma anche di prigionieri giustiziati in carcere dopo anni di prigionia o morti per malattia o vecchiaia in cella. Detenuti o uccisi in Israele, sono stati sepolti nei “cimiteri dei numeri”, luoghi segreti spesso nascosti all’interno di aree militari chiuse. Le bare, sotto terra, sono riconoscibili solo da una piccola pietra con un numero di identificazione, senza nome né data.
Da quanto si è riuscito a sapere in passato, i “cimiteri dei numeri” sarebbero quattro. Il primo vicino a Banat Yacoub Bridge, al confine con il Libano: qui sarebbero sepolti circa 500 palestinesi e libanesi uccisi nel 1982. Il secondo dovrebbero trovarsi in una base militare tra Gerico e Adam Bridge, sul fiume Giordano: circondato da un muro, l’ingresso del cimitero è indicato dall’insegna “Un cimitero per i morti del nemico”. Conterrebbe oltre cento tombe. Il terzo, di cui non si hanno informazioni, si troverebbe a Refedeem, nella Jordan Valley. Infine, il quarto è quello di Shuheitar, nel villaggio di Wadi Al Hamam, a Nord della Galilea. I corpi qui sepolti apparterrebbero per lo più alle vittime palestinesi uccise tra il 1965 e il 1975.
Ognuno di questi cimiteri offende la memoria dei morti e delle loro famiglie: tombe ricoperte di polvere e sabbia, soffocate dalle erbacce, senza un nome che dia dignità al corpo dell’ucciso.
