
Hamas ha annunciato che il corpo senza vita di Vittorio Arrigoni è stato ritrovato in una casa abbandonata a Gaza. La notizia è stata diffusa poco fa dall'agenzia internazionale Reuters. L’attivista italiano, da anni impegnato a fianco del popolo palestinese, era stato rapito ieri da un'organizzazione salafita, denominatasi «Hisham as-Su’eidani» (ovvero «gli idoli dello sceicco Al Su'eidani»), un gruppo legato ad Al Qaeda che chiedeva a Hamas la liberazione del proprio capo carismatico dalle carceri palestinesi, nelle quali è da tempo recluso.
Arrigoni, 36 anni, era militante volontario del Free Gaza Movement e dell'International solidarity movement (Ism) e da anni viveva nella Striscia di Gaza. Col suo blog - http://guerrillaradio.iobloggo.com - aveva coraggiosamente raccontato in prima linea l’operazione militare «Piombo Fuso», che l’esercito israeliano condusse due anni fa contro il popolo palestinese. Proprio per quella sua attività di controinformazione Arrigoni era stato inserito nella lista delle persone sgradite, da eliminare fisicamente, dal sito israeliano http://www.stoptheism.com notoriamente vicino alle forze armate di Israele.
La morte di Vittorio Arrigoni lascia sgomenta tutta l’associazione di Amicizia Italo-Palestinese, per la perdita di un compagno di battaglie politiche, e per molti anche di un amico. Ma lascia anche pesantissimi dubbi sulla matrice di questo odioso e insensato delitto.
Presentando il suo libro «Restiamo umani», Vittorio Arrigoni una volta usò queste parole, che oggi facciamo nostre, per ricordarne il valore umano e l’esempio politico:
«Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l’indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza. In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all’ingiustizia. Per un domani poter restare umani».