Haaretz.com
21.07.2010
http://www.haaretz.com/print-edition/news/idf-destroys-west-bank-village-after-declaring-it-military-zone-1.303098
“L’IDF distrugge un villaggio della West Bank dopo averlo dichiarato zona militare”
Sin dal 1967, Israele ha impedito la crescita delle comunità palestinesi nella Valle del Giordano, tagliando loro i rifornimenti idrici o dichiarando vaste aree come zone di esercitazioni di fuoco.
di Amira Hass
Lunedì mattina, l’Amministrazione Civile dell’IDF [Israeli Defence Forces] ha distrutto un villaggio palestinese che poco prima era stato sgomberato dopo che gli erano stati interrotti i rifornimenti di acqua.

Nel villaggio della West Bank di Farasiya, l’IDF ha demolito all’incirca 55 strutture, comprese tende, baracche di lamiere, capanne di plastica e paglia, forni di argilla, recinti per le pecore e latrine. Queste strutture servivano ai 120 agricoltori, ai braccianti agricoli e alle loro famiglie che vivevano nel villaggio della Valle del Giordano.
L’Amministrazione Civile ha affermato di aver dichiarato l’area una zona per esercitazioni di fuoco e di aver inviato, il 27 di giugno, gli ordini di sfratto alle 10 famiglie che vivevano nelle tende.
“Dato che nelle tre settimane successive non era stato presentato alcun appello, mentre sussisteva il pericolo costituito dalla localizzazione delle tende, esse erano state rimosse.” Questo è ciò che hanno comunicato in risposta.
Gli abitanti del villaggio si erano guadagnati da vivere con l’allevamento delle pecore e lavorando la terra di proprietà di famiglie che risiedono nella città di Tubas. Alcuni di loro vivevano a Farasiya da decenni.
E’ stato abbattuto anche un magazzino di imballaggio che era stato costruito insieme all’Agrexco nei tardi anni 1970.
Atef Abu al-Rob, un fotografo che lavora per il gruppo per i diritti umani B’Tselem e che era giunto al villaggio ore dopo la demolizione, ha riferito dei materassi, delle tubature e dei mobili che erano sparsi come rottami sul terreno.
Sin dal 1967, Israele ha impedito la crescita delle comunità palestinesi nella Valle del Giordano, sia tagliando loro i rifornimenti idrici, che dichiarando vaste aree come zone di esercitazioni di fuoco, o proibendo tutte le costruzioni.
Circa un anno fa l’IDF aveva posto centinaia di segnali di pericolo nei pressi delle comunità agricole palestinesi, trasformandole in aree militari chiuse. Un segnale di questo tipo era stato posto anche all’ingresso di Farasiya.
Il coordinatore del Comitato Popolare nella Valle, Fathi Hadirat, ha raccontato che, le famiglie erano state costrette di recente ad abbandonare controvoglia il villaggio, nel momento in cui le loro risorse idriche erano state interrotte. Agli abitanti del villaggio era stato proibito l’utilizzo dei pozzi che erano stati scavati nell’area dalla Water Company Mekorot.
Hadirat ha dichiarato come alcuni anni fa l’Amministrrazione Civile avesse distrutto le tubature che i paesani avevano messo in opera a partire da un vicino ruscello che veniva utilizzato sia per l’acqua da bere che per l’irrigazione.
Sin d’allora avevano abbeverato le pecore e irrigato i campi con acqua non idonea al consumo umano, pompata da una sorgente di acqua salata. L’acqua da bere veniva fornita in taniche.
Circa quattro mesi fa, l’IDF ha confiscato le loro pompe. Domenica, 10 famiglie di Bandala, un villaggio a nord di Farasiya, hanno ricevuto ordini di demolizione.
A un proprietario di 300 pecore è stato detto che avrebbe dovuto andarsene entro 24 ore, altrimenti gli avrebbero confiscato il suo gregge.
(tradotto da mariano mingarelli)