Nena News.com
05-05.2010
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«FILISTIN AL GHAD», LA TV CHE SPACCA L’ANP
Ramallah 05 maggio 2010 , Nena-News - Tra lo scetticimo generale oggi l’inviato americano George Mitchell comincerà a fare la spola tra il governo israeliano e l’Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen nel quadro dei «proximity talks», i negoziati indiretti. Ma tra i dirigenti di Fatah, il partito che rappresenta la spina dorsale dell’Anp, qualcuno non ha tempo da dedicare alle trattative con Israele. L’ex uomo forte di Fatah a Gaza, Mohammad Dahlan, è impegnato a preparare il lancio, si dice entro la metà del mese, di «Filistin al Ghad», «Palestina del Domani», un nuovo canale televisivo satellitare.
Fonti autorevoli di Fatah hanno spiegato a Nena-News che si tratta di un progetto ambizioso, finanziato da misteriosi imprenditori palestinesi e arabi del Golfo, che a Dahlan servirà per promuoversi come futuro presidente o per appoggiare la candidatura alla guida dell’Anp di uno dei suoi alleati, come Maher Abu Ghanem, attuale “vice” leader di Fatah.
Il rais Abu Mazen pare destinato a farsi da parte, anche per ragioni di salute, e il dirigente di Fatah più popolare, Marwan Barghouti, difficilmente uscirà in tempi brevi dal carcere israeliano dove è rinchiuso dal 2002 perché condannato all’ergastolo. Dahlan perciò sente di poter puntare al vertice anche perché un avversario temibile nell’eventuale corsa alla presidenza come il premier Salam Fayyad non è un dirigente di Fatah e da indipendente difficilmente potrà conquistare la poltrona più importante dell’Anp.
Dopo l’isolamento politico in cui si era ritrovato per aver rovinosamente «perduto» Gaza nel giugno 2007 a favore del movimento islamico Hamas, Dahlan ha gradualmente ricostruito la sua base di consenso in Cisgiordania, grazie anche alle generose donazioni dei suoi sponsor arabi, come ha dimostrato lo scorso agosto la sua elezione al Comitato Centrale di Fatah (di cui è anche il portavoce).
A spingere il controverso esponente palestinese ad aprire un proprio canale satellitare, presentandolo come una «moderna televisione di Fatah», è stata anche la rivalità con Yasser Abed Rabbo, un consigliere di Abu Mazen nominato lo scorso anno presidente della PBC, la televisione pubblica palestinese. La PBC di fatto appartiene a Fatah ma Abed Rabbo, critico feroce dell’operato di Dahlan a Gaza, difficilmente darà spazio sufficiente all’ambizioso avversario prima e durante la futura campagna per le presidenziali.
Per realizzare i suoi piani Dahlan dovrà superare anche l’ostruzionismo di Israele, che non gli ha ancora perdonato la sconfitta di Fatah a Gaza che ha lasciato campo libero ad Hamas. Molte delle attrezzature di «Filistin al Ghad» sono ferme da settimane ai valichi di frontiera per ordine delle autorità doganali dello Stato ebraico.
La corrente di Dahlan intanto si stringe intorno al suo leader. Hassan Asfour, presidente del consiglio di amministrazione della nuova televisione, nonché personaggio politico molto noto ai tempi degli accordi di Oslo, si affanna a smentire che Dahlan sia dietro la nascita del canale televisivo. «Si tratta di voci infondate, (Dahlan) ha soltanto favorito qualche contatto tra i vari imprenditori interessati all’operazione», ha spiegato al quotidiano al Quds al Arabi di. Ma in Cisgiordania anche i bambini sanno che «Filistin al Ghad» è la televisione del domani non della Palestina ma di Mohammed Dahlan. (red) Nena-News