Invisiblearabs
12.03.2010
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“Tutto chiuso”
di Paola Caridi
Scontri ancora non ce ne sono, ma il ministero della difesa israeliana - con una misura eccezionale - ha chiuso la Cisgiordania, dalla scorsa mezzanotte. Misura molto preventiva, perché ci sono notizie di intelligence che potrebbero esserci scontri, visto quello che è successo negli scorsi giorni.
Dai 1600 appartamenti approvati a Gerusalemme est, e resi pubblici durante la visita di Joe Biden, all'approvazione di una marcia di estremisti israeliani di destra dentro il quartiere palestinese di Silwan, il prossimo 21 marzo.
La chiusura preventiva significa che quel pendolarismo comunque particolare, che fa comunicare a fatica Gerusalemme con la Cisgiordania attraverso i valichi nel Muro di separazione e i checkpoint, è interrotto sino a sabato sera.
E poi le limitazioni alla preghiera del venerdì: ammessi sulla Spianata delle Moschee solo gli uomini oltre i 50 anni e in possesso di un documento israeliano, dalla cittadinanza alla residenza a Gerusalemme.
Fa molto caldo, a Gerusalemme, perché c'è qamasin da giorni, il vento del deserto che dura cinquanta giorni e che quest'anno è arrivato in anticipo. L'elicottero volteggia. Tutto sembra normale. Ma in Medio Oriente nulla è normale.