Crisi energetica incombe su Gaza

Ma’an News Agency
28.01.2010
http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=257063

L’Autorità Palestinese consegna 110.000 litri
 di combustibile in più per scongiurare la crisi.”

Gaza – Ma’an - Giovedì, per l’interessamento di fonti anonime dell’Autorità Palestinese si vedranno 200.000 litri di combustibile pompati entro Gaza, più del doppio della quantità limitata fissata inizialmente per l’invio, onde evitare la minaccia di un’imminente interruzione.

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Funzionari dell’Energia Elettrica di Gaza durante la settimana avevano cominciato ad avvertire in anticipo sulla scarsità di combustibile, rilevando una riduzione nella disponibilità di combustibile fin da novembre, quando l’Unione Europea aveva passato le consegne all’Autorità Palestinese per ciò che riguarda la responsabilità per la consegna del combustibile.

Fin da allora, l’autorità per l’energia elettrica aveva sostenuto che un deficit di 3.000 metri cubici di combustibile al mese aveva eroso le riserve e i generatori erano stati gradualmente spenti. Giovedì, sosteneva il rapporto, se non fossero state consegnate scorte di combustibile, la centrale elettrica sarebbe stata costretta a fermarsi completamente.

A metà pomeriggio di mercoledì, tuttavia, fonti informative hanno fatto sapere che a Ramallah c’era stato l’intervento di funzionari dell’Autorità Palestinese.

Le quantità in più si è accertato abbia determinato un balzo delle importazioni da 99.000 litri di combustibile industriale a 200.000. La fonte ha rilevato inoltre che giovedì sarebbe stato introdotto con il pompaggio un supplemento di 500.000 litri di combustibile.

La stessa fonte ha aggiunto che giovedì più di mezzo milione di litri di combustibile industriale sarà pompato entro la centrale elettrica.

Crisi a piene mani.

La crisi era al massimo, aveva detto l’autorità per l’elettricità, due mesi e mezzo dopo che l’Unione Europea aveva interrotto la direzione del tentativo di assicurare che Gaza avesse abbastanza petrolio. All’inizio di novembre, aveva affermato il funzionario, l’Unione Europea e l’autorità Palestinese avevano trattato le priorità da dare ai finanziamenti per il 2010, ed avevano stabilito di convogliare i fondi europei nei salari dei dipendenti civili e nelle indennità per i servizi sociali per i palestinesi. Nei giorni recenti, i dipendenti civili avevano minacciato di scioperare se al salario mensile non fosse garantito un incrementato del 4%.

La dichiarazione dell’autorità per l’energia elettrica aveva sostenuto che a causa dell’Unione Europea 13 milioni di dollari erano stati utilizzati per coprire ogni mese il costo dei 9.500 metri cubici di combustibile. Tale quantità era sufficiente per far funzionare la centrale elettrica da 60 megawatt, poco al di sotto della sua capacità di 80 megawatt, nel corso dell’anno. La centrale elettrica a quel tempo produceva energia elettrica sufficiente per fornire 1/3 dell’energia a Gaza, aveva sostenuto il rapporto.

Dopo l’interruzione da parte dell’UE della fornitura di petrolio, continuava il rapporto, il Ministro delle Finanze dell’autorità Palestinese aveva coperto le spese per soli 6.500 metri cubici di combustibile – almeno per dicembre – rendendo necessario il fermo di un generatore. Il rapporto affermava che l’Autorità dell’energia elettrica si aspettava una ulteriore riduzione del combustibile di circa 5.500 metri cubici a gennaio, che producono meno di 30 megawatt.

Giovedì, il Ministro del Lavoro con il custode governativo dell’Autorità Palestinese, Ghassan Khatib ha affermato che l’Autorità Palestinese sarebbe stata in grado di far fronte al 80 - 90% delle richieste di combustibile. Un articolo sul giornale egiziano Al-Ayam aveva sostenuto che la cifra fosse piuttosto del 70%. Secondo l’autorità dell’energia elettrica stavano ricevendo solo il 57-68% del combustibile necessario.

Khatib aveva rilevato che l’Autorità Palestinese stava sforzandosi di coprire i costi delle importazioni del combustibile acquistato per Gaza, dicendo che i funzionari speravano di assicurare i fondi per colmare lo scarto in combustibile disponibile, con il chiedere all’autorità energetica di Gaza di usare le entrate raccolte dai residenti della Striscia per pagare il combustibile. Khatib aveva detto che al momento, non era chiaro dove andassero a finire queste entrate.

Nel suo rapporto, l’Autorità per l’Energia di Gaza aveva asserito che i sui registri mostrano un totale di 20 milioni di NIS (5,37 milioni di U.S. dollari) è stata raccolta con i pagamenti dei crediti dai cittadini, 16 milioni (4,3 milioni di U.S. dollari) dei quali viene inviato a Ramallah al Ministro delle Finanze, mentre il rimanente viene utilizzato per coprire le spese correnti della compagnia.

Il rapporto specifica ulteriormente che qualche tempo fa il Presidente Mahmoud Abbas e il suo Riyad Al Maliki, nominato Ministro degli Esteri avevano detto al personale civile nella Striscia di Gaza di interrompere il pagamento delle loro fatture energetiche, dicendo che l’Autorità Palestinese avrebbe scalato le fatture dai salari degli impiegati. Riducendo, perciò, i redditi dell’Autorità Enegetica e diminuendo il denaro disponibile per coprire i costi del combustibile. Il rapporto dell’autorità energetica ha dichiarato:

“In 48 ore, la Striscia costiera sotto assedio sarà immersa nel buio, con pericolo per tutti gli aspetti della vita, dal trattamento delle acque putride all’assistenza ospedaliera” .

(tradotto da mariano mingarelli)