L'Egitto costruisce un muro di ferro lungo il suo confine con la Striscia di Gaza.

Haaretz.com
09.12.2009

 http://www.haaretz.com/hasen/spages/1133749.html
 

“L’Egitto costruisce un muro di ferro sul confine
  di Gaza per bloccare il contrabbando”

  di Avi Issacharoff 
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L’Egitto ha dato inizio alla costruzione di un enorme muro di ferro lungo il suo confine con la Striscia di Gaza, nel tentativo di chiudere i tunnel del contrabbando nel suo territorio. Il muro sarà lungo dai nove ai dieci chilometri e scenderà in profondità dai 20 ai 30 metri. Così ha raccontato una fonte egiziana. Esso non potrà essere tagliato o fuso.

 Il nuovo progetto rappresenta la mossa più recente dell’Egitto  per accrescere il suo impegno contro il contrabbando. Sebbene ci sia stato un certo progresso, il mercato del contrabbando a Gaza è ancora florido.
Quasi ogni settimana, le forze egiziane demoliscono le gallerie o le riempiono di gas, spesso con le persone ancora al loro interno, e le vittime palestinesi nei tunnel sono costantemente in aumento.

L’Egitto ha esaminato diverse altre possibilità di interrompere le gallerie e sono state viste a Rafah delle pattuglie congiunte egiziano-statunitensi, mentre cercavano di individuare i tunnel  con l’uso di segnalatori di profondità.
 
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La costruzione del muro è già iniziata. Essa sarà costituita da enormi lastre di acciaio che scendono in profondità nel terreno. Tuttavia, si prevede che non freni completamente il contrabbando. 

Alcuni informatori della difesa hanno raccontato ad Haaretz che essi ritengono che una volta che sarà rilasciato il prigioniero Gilad Shalit, Israele riesaminerà i vantaggi di un isolamentio di Gaza.

Il blocco è stato messo in difficoltà dal sistema delle gallerie, che non fornisce solo munizioni, ma anche cibo, auto, motociclette, farmaci, medicamenti e carburante, e in quantità superiore a quella il cui ingresso Israele autorizza attraverso i valichi ufficiali.
 

Fonti di informazioni della difese hanno raccontato che i tunnel permettono anche alle persone di entrare e di uscire dalla Striscia, compresi i terroristi che a Gaza si sono collegati con i gruppi favorevoli ad Al-Qaida e hanno cercato di portare a termine degli attacchi in Egitto. 
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L’industria del contrabbando è così istituzionalizzata che coloro che operano nei tunnel acquistano le licenze dalla municipalità di Rafah, per potersi collegare alla rete elettrica e a quella idrica. Hamas ha avuto anche assicurazione che non è stato impiegato nei  tunnel nessun bambino e  sta imponendo tasse su tutti i beni di contrabbando. 

Spesso gli egiziani intercettano munizioni prima che esse possano entrare nella Striscia e hanno aumentato i controlli ai blocchi stradali interni e ai posti di controllo nel Sinai.

Osservatori affermano che è l’accresciuta pressione americana responsabile in parte dell’aumento degli sforzi egiziani di combattere i contrabbandieri.
 

(tradotto da mariano mingarelli)