Haaretz.com
09.12.2009
“L’Egitto costruisce un muro di ferro sul confine
di Gaza per bloccare il contrabbando”

L’Egitto ha dato inizio alla costruzione di un enorme muro di ferro lungo il suo confine con la Striscia di Gaza, nel tentativo di chiudere i tunnel del contrabbando nel suo territorio. Il muro sarà lungo dai nove ai dieci chilometri e scenderà in profondità dai 20 ai 30 metri. Così ha raccontato una fonte egiziana. Esso non potrà essere tagliato o fuso.
Quasi ogni settimana, le forze egiziane demoliscono le gallerie o le riempiono di gas, spesso con le persone ancora al loro interno, e le vittime palestinesi nei tunnel sono costantemente in aumento.
L’Egitto ha esaminato diverse altre possibilità di interrompere le gallerie e sono state viste a Rafah delle pattuglie congiunte egiziano-statunitensi, mentre cercavano di individuare i tunnel con l’uso di segnalatori di profondità.
La costruzione del muro è già iniziata. Essa sarà costituita da enormi lastre di acciaio che scendono in profondità nel terreno. Tuttavia, si prevede che non freni completamente il contrabbando.
Il blocco è stato messo in difficoltà dal sistema delle gallerie, che non fornisce solo munizioni, ma anche cibo, auto, motociclette, farmaci, medicamenti e carburante, e in quantità superiore a quella il cui ingresso Israele autorizza attraverso i valichi ufficiali.
Osservatori affermano che è l’accresciuta pressione americana responsabile in parte dell’aumento degli sforzi egiziani di combattere i contrabbandieri.