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"Cos'ha Israele contro uno stadio palestinese?"
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Alla fine dell'anno, una partita amichevole tra una squadra di calcio araba e una palestinese avrebbe dovuto inaugurare il nuovo stadio che è stato costruito nella parte est di Al-Bireh, vicino a Ramallah. “Avrebbe dovuto” perchè l'Amministrazione civile, in mano al Ministero della Difesa di Israele, ha ordinato che i lavori venissero fermati minacciando la demolizione.
La FIFA, federazione calcistica internazionale, aveva finanziato lo stadio come parte di un progetto più ampio che mira a promuovere il calcio palestinese. Questo stadio copre 11 dunam (cioè 2.75 ettari) e potrà ospitare 8.000 persone. Un imprenditore israeliano, insieme ad una compagnia tedesca e ad un sub-appaltatore palestinese, hanno costruito il campo.
Nell'ottobre del 2008, quando il campo fu completato, il presidente della FIFA Joseph Blatter e il primo ministro dell'autorità Palestinese Salam Fayyad posero la pietra angolare dello stadio. I governi di Francia e Germania si sono impegnati a pagare per la costruzione delle tribune. Il muro esterno, l'illuminazione e il tabellone dei punteggi verranno finanziati dalla municipalità di Al-Bireh, che è proprietaria della terra e sotto la cui giurisdizione è situato lo stadio. Nel 1973, la municipalità aveva presentato alle Forze di Difesa Israeliane, per l'approvazione, un piano dettagliato indicante l'area dove lo stadio è situato attualmente. Nel 1981, aveva ricevuto l'approvazione finale dal Consiglio Nazionale Israeliano di Pianificazione e Costruzione e dal Consiglio Supremo di Pianificazione . Tuttavia, l'11 di ottobre di questo anno, soldati israeliani e rappresentanti dell'Amministrazione Civile vi hanno fatto un sopralluogo. Sono arrivati attraverso l'insediamento israeliano di Psagot, che si affaccia sul quartiere palestinese e fu costruito sulla terra di Al-Bireh. Il gruppo ha consegnato da parte dell'Amministrazione.
un ordine di interruzione dei lavori ad uno degli operai (il cui nome vi è stato scritto sopra a mano, in ebraico).
Il primo novembre, la municipalità ha ricevuto un ordine "definitivo" di interruzione dei lavori - indirizzato in modo anonimo al proprietario - da parte del Subcomitato di Ispezione del Consiglio Supremo della Pianificazione e Costruzione, ed emesso da “Assaf”.
Il documento sostiene che i lavori delle tribune dello stadio stanno venendo portati avanti “senza una licenza” e poi elenca altre osservazioni: “Vi era stata data l'opportunità di presentarvi prima dell'ispezione del subcomitato per portare alla conoscenza il vostro caso. Il subcomitato ha concluso che il lavoro menzionato precedentemente è stato portato avanti senza un permesso adeguato... Siete dunque obbligati, in accordo con la parte.... della Legge di Pianificazione e Costruzione di Città e Villaggi del 1966, a bloccare le attività relative e l'uso di tale terreno e di distruggere l'edificio... e di ripristinare il luogo come era in precedenza entro 7 giorni... se non verrà fatto ciò che è stato richiesto, verranno utilizzati tutti i mezzi legali, incluso la demolizione della struttura e qualsiasi azione che permetta di riportare la situazione al suo stato precedente, tutto a vostre spese”.
Fonti tedesche hanno dichiarato ad Haaretz: “Questa potrebbe diventare una questione diplomatica tra la Germania e Israele. Basta immaginare: un progetto tedesco finanziato che è stato distrutto. Sarebbe senza dubbio uno scandalo politico.”
Macchie sul territorio
Perchè l'amministrazione civile è preoccupata per uno stadio di calcio situato all'interno della municipalità di Al-Bireh che le stesse Forze di Difesa Israeliane avevano approvato circa 30 anni fa?
È risultato che alcune delle terre in questione, che la municipalità aveva destinato ad una scuola o ad altri edifici pubblici all'inizio degli anni settanta, abbiano avuto più tardi la sfortuna di essere incluse nell'area C. All'interno degli 11.000 dunam (2.750 ettari) che rientrano nei confini cittadini, ce ne sono molti definiti come Area C “a macchie” - per la gran parte situati in aree vicine agli insediamenti di Psagot e Beit El, così come le Basi dell'Amministrazione Civile e delle Forze di Difesa Israeliane, erano state costruite nel territorio di Al-Bireh e di Ramallah.
La direzione generale di Jawal (la compagnia telefonica palestinese) è situato nell'area C, così come la casa del Dr. Samih Al-Abed che è a capo del team palestinese nei territori e del comitato per la negoziazione delle frontiere. Persino una parte della residenza del Presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas è nell'area C.
La municipalità di AL- Bireh non ha comunque ricevuto nessuna mappa da parte di Israele che indicasse esattamente le parti della città incluse nell'area C. Si deve supporre la loro localizzazione basandosi sui documenti tabu (Registro del Suolo) che vengono presentati alla municipalità, così come prevede l'accordo ad interim israelo-palestinese del 1995: i lotti per i quali l'amministrazione civile non trasmette documenti alla città devono essere considerati appartenenti all'area C. Ma l'area C non ha di per sé una pianificazione ben definita.
“E' una decisione politica, che si suppone sia temporanea - della durata di solo 18 mesi”, ha spiegato Al - Abed, un architetto e pianificatore urbano, nonché personalità importante ed ufficiale all'interno del Ministero di Pianificazione Palestinese.
“E' ingiusto, irragionevole e non leale dover richiedere e aspettare una licenza israeliana per poter costruire all'interno dell'area C , facente parte delle aree municipali riconosciute e approvate” ha detto questa settimana, sottolineando che, “é Al-Bireh che fornisce tutti I servizi alla cittadinanza, incluse quelle parti dell'area C che sono nell'area municipale: pulizia, raccolta dell'immondizia, mantenimento, ristrutturazione, costruzione”.
Musa Jwayyed, ingegnere cittadino di Al-Bireh, dice che nel corso degli anni, varie strutture sono state costruite nelle aree all'interno dei confini della municipalità che sono apparentemente interni all'area C e che la città ha inoltre svolto i lavori infrastrutturali necessari in queste aree, incluso la preparazione di una rete fognaria così come la pavimentazione delle strade e dei marciapiedi - senza richiedere nessun tipo di licenza all'Amministrazione Civile.
Jwayyed: “Al-Bireh possiede altri 18.000 dunam (4.500 ettari) al di fuori dei confini municipali. Gli insediamenti si trovano oggi ad occupare alcuni di essi e il resto sono terre private o terre di nostra proprietà. Lì so che devo avere l'approvazione e la coordinazione israeliana. Ad esempio per il restauro dei mattatoi, per il raggiungimento dei siti municipali messi a disposizione per la raccolta dell'immondizia, per la costruzione di un impianto di purificazione dell'acqua. Ma lo stadio è situato all'interno dei confini municipali approvati dalle forza di difesa israeliana.
La domanda è: perchè tutto d'un tratto, più di tre anni dopo l'inizio della costruzione dell'intero progetto e 10 mesi dopo l'inizio della costruzione delle tribune, l'Amministrazione civile ha deciso di bloccare i lavori?
Ziv Nishri, l'appaltatore israeliano che ha costruito il campo, in una conversazione telefonica ha affermato: “l'esercito sapeva del progetto perchè è impossibile fare qualcosa senza l'approvazione dell'Amministrazione Civile. La FIFA è l'interlocutrice che tratta con il Ministro degli Esteri. Senza l'ombrello del Minstro degli Esteri, dell'esercito e dell'Amministrazione Civile, qui non succederebbe niente.”
Quando Nasri sentì che era stato dato l'ordine di fermare I lavori questa settimana, ne rimase molto sorpreso. “I piani per le tribune hanno almeno due anni. Ancor prima che iniziassiomo a lavorare sul progetto, avevo il piano generale per le tribune perchè avevamo programmato il campo in modo che vi rientrassero”.
I funzionari del municipio di Al-Bireh vedono un collegamento tra l'ordine di interrompere I lavori e il rifiuto palestinese di ritornare al tavolo di negoziazione fino a che non venga congelata la costruzione degli insediamenti, così come con il recente annuncio del primo ministro Fayyad del consolidamento pianificato di varie istituzioni statali palestinesi.
I funzionari e gli attivisti locali sono d'accordo con Samih al- Abed quando afferma: “ questo è un caso tipico di pressione israeliana che significa:'se non ritornerete alle negoziazioni vi puniremo. Faremo qualsiasi cosa per rendere difficili le vostre vite.”
Il coordinatore delle attività governative nei territori ha risposto ad Haaretz: “recentemente ci sono stati incontri e discussioni tra rappresentanti dell'Amministrazione Civile e i palestinesi ai più alti livelli, con l'obbiettivo di risolvere la questione della costruzione dello stadio di Al-Bireh. Questo è stato sulla scia delle misure ufficiali prese contro la costruzione che fu portata avanti senza I permessi appropriati e in un luogo illegale. L'Amministrazione Civile sta lavorando con il Ministero degli Affari Civili dell'Autorità Palestinese per preparare e presentare un emendamento al piano esistente delle zone, e successivamente a questo, verrà considerata la possibilità di un permesso, principalmente per la continuazione della costruzione."
(tradotto da Irene Miracca)