VITTORIA PER GLI ABITANTI DEL VILLAGGIO DI BIL'IN.

04 settembre 2007 ? Huwaida Arraf ? Media Advisory

A seguito della resistenza popolare non-violenta sostenuta dalla lotta unitaria di palestinesi, attivisti israeliani ed internazionali, è stata emessa dalla Corte una sentenza a favore della petizione fatta dal villaggio di Bil'in perché venga modificato l'attuale tracciato del ?muro dell'Apartheid?.

La sentenza della Corte ordina che l'esercito elabori ed esegua il progetto di un nuovo percorso per il ?muro?. E' stato ordinato che il nuovo tratto dovrà fare sì che tutte le terre agricole palestinesi siano sul lato ?palestinese?. La Corte ha ordinato, inoltre, che lo stato non deve tenere in alcuna considerazione l'area destinata allo stadio B del progetto di espansione della colonia di Matityahu Est.

Durante l'iter processuale, è risultato degno di nota il fatto che la Corte abbia dato raramente ascolto alle raccomandazioni dell'esercito, basate su considerazioni di sicurezza. La Corte ha stabilito che, in rapporto ai motivi di sicurezza, l'attuale tracciato del ?muro? si snoda su un percorso topograficamente più basso, mostrando in tal modo che il percorso originario era stato progettato in base alle considerazioni primarie che riguardavano più l'espansione della colonia che la sicurezza.

La decisione della Corte Suprema viene dopo anni di scontri continui e di resistenza alla confisca illegale delle terre del villaggio. Ciò può essere visto come una vittoria per la via della resistenza non-violenta e per le iniziative congiunte tra militanti palestinesi e israeliani.

Sebbene la vittoria di oggi può essere considerata come una vittoria nella lotta contro le opprimenti conseguenze dell'occupazione israeliana ed una vittoria per gli abitanti del villaggio di Bil'in, è importante riconoscere che il ?muro? è ancora lontano dalla linea armistiziale, internazionalmente riconosciuta, in totale violazione della legge internazionale, delle risoluzioni e delle opinioni consultive, espresse dalla Corte Internazionale di Giustizia, oltre che dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.