Israele crea un think tank fittizio per influenzare i chatbot basati sull'IA

Ndr: Un chatbot è un'applicazione software che comunica con le persone tramite testo o voce. Utilizza interfacce conversazionali per rispondere a domande, fornire informazioni e aiutare le persone a completare attività senza dover navigare tra menu o cercare pagine web.

18 agosto 2026 a cura della redazione di Palestine Chronicle https://www.palestinechronicle.com/israel-creates-fake-think-tank-to-influence-ai-chatbots-report/

Un'operazione sostenuta da Israele ha dato vita a un think tank statunitense fittizio che pubblica rapporti apparentemente neutrali, concepiti per influenzare le risposte dell'intelligenza artificiale in merito alla Palestina.   Punti chiave:

  • L'Hanover Institute si presenta come un think tank americano dedicato alle politiche pubbliche, ma risulta di essere stato creato per conto di un'agenzia governativa israeliana.
  • La società incaricata del progetto, Piro Inc., ha ricevuto 900.000 dollari per il lavoro svolto e promuove apertamente tecniche per la creazione di contenuti ottimizzati per i sistemi di intelligenza artificiale.
  • Dal 6 agosto sono stati pubblicati oltre 100 rapporti su Israele e Palestina, utilizzando citazioni, statistiche e un linguaggio apparentemente neutrale che, secondo gli esperti, risulta efficace nell'influenzare i chatbot basati sull'IA.

Un think tank che non è ciò che sembra   Un sito web che si presenta come un istituto americano di analisi delle politiche pubbliche ha pubblicato oltre 100 rapporti su Israele e Palestina in meno di due settimane, nell'ambito di un'operazione finanziata dal governo israeliano e visibilmente concepita per influenzare le informazioni utilizzate dai sistemi di intelligenza artificiale. L'Hanover Institute for Public Policy appare come un tipico think tank statunitense e pubblica rapporti di ricerca con titoli quali "L'AIPAC utilizza 'fondi occulti' nelle elezioni?", "Israele sta attuando una deliberata campagna di affamamento a Gaza?" e "Quali sono state le cause dello sfollamento dei palestinesi nel 1948?".

Tuttavia, secondo un'inchiesta pubblicata da Quincy Responsible Statecraft [RS] (1), l'Hanover Institute non è un think tank indipendente. Una nota in calce al sito web specifica che l'istituto è stato creato per conto dell'Agenzia governativa israeliana per la pubblicità (Government Advertising Agency) da parte di Piro Inc., una società co-fondata dal produttore cinematografico Daniel Rosenberg.  Secondo tale  rapporto, Piro ha ricevuto 900.000 dollari dal governo israeliano per tale attività. Il lavoro è stato affidato in subappalto tramite il gruppo francese di relazioni pubbliche Havas Media.

Nessuno dei rapporti dell'Hanover Institute riporta la firma dell' autore.   Il sito web dell'organizzazione afferma che essa "studia i fattori che alimentano l'antisemitismo negli Stati Uniti e pubblica ciò che emerge dalle documentazioni a riguardo".   Pertanto, da quando ha iniziato a pubblicare contenuti il ​​6 agosto, l'istituto ha prodotto oltre 100 rapporti, tutti incentrati su Israele e Palestina.

Contenuti "progettati" per l'IA  Secondo il rapporto di RS , la struttura dei Reports prodotti da Hannover risulta particolarmente adatta al modo in cui i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) raccolgono e valutano le informazioni online.  Tali Reports comprendono indici, note a piè di pagina, statistiche e numerose citazioni, adottando al contempo il linguaggio e la veste grafica tipici dei rapporti di geopolitica tradizionali.  Molti di essi esordiscono con domande dirette, simili a quelle che un utente potrebbe digitare in un chatbot basato sull'IA, come "Qual è la situazione attuale nella Striscia di Gaza?" e "Quali organizzazioni umanitarie hanno documentato crimini di guerra israeliani?".

Alice Lee, analista di NewsGuard (società che monitora la disinformazione), ha dichiarato a RS che i siti web sembrano concepiti per raggiungere gli americani in cerca di informazioni sulla guerra, sia tramite i tradizionali motori di ricerca che attraverso sistemi di IA. "Gli LLM privilegiano statistiche e dati concreti, oltre a citazioni e fonti autorevoli; elementi tutti presenti in questi articoli", ha affermato Lee. "Si tratta di una perfetta imitazione di un tipico e autorevole think tank americano, fin nei minimi dettagli: dal nome alla struttura del sito, fino alla combinazione di colori rosso, bianco e blu".

La stessa Piro promuove un servizio denominato "AI Story Optimization" (ottimizzazione dei contenuti per l'IA). Secondo il sito web dell'azienda, il servizio consente di "creare contenuti progettati in funzione dei criteri con cui gli LLM valutano la credibilità". 

Rosenberg ha inoltre pubblicizzato la capacità di Piro di influenzare le informazioni generate dai chatbot."Quando qualcuno chiede a chatbot tipo ChatGPT, Gemini o Perplexity informazioni sull'argomento che ti interessa, la risposta arriva sotto forma di una unica risposta data con tono sicuro", ha scritto su LinkedIn il mese scorso. "La maggior parte dei brand non ha idea di come venga costruita quella risposta Così abbiamo trascorso mesi a decostruirne il funzionamento", ha aggiunto, ponendosi la domanda:  "In Piro sapevamo già come costruire storie capaci di emozionare le persone. La questione era: come garantire che l'IA sappia raccontarle?" Questa tecnica viene talvolta descritta come un'attività volta a influenzare o "avvelenare" l'ecosistema informativo da cui i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) attingono o apprendono informazioni.

Gaza, la carestia e la condotta militare israeliana   Le tematiche affrontate dall'Hanover Institute riflettono da vicino alcune delle questioni politicamente più controverse legate alla guerra di Israele a Gaza e al trattamento riservato ai palestinesi.  Un articolo esamina l'affermazione secondo cui l'esercito israeliano sarebbe "l'esercito più morale al mondo". Un altro mette in discussione una valutazione dell'UNICEF, secondo la quale il 90% delle infrastrutture idriche e istituzionali di Gaza sarebbe stato danneggiato o distrutto.  Un ulteriore rapporto analizza le accuse secondo cui Israele avrebbe deliberatamente affamato la popolazione palestinese di Gaza.

L'istituto sostiene che le ricerche citate sono di natura "accademica e sottoposte a revisione paritaria" (peer-review), sebbene RS abbia rilevato come i rapporti si basino spesso anche su fonti del governo israeliano, tra cui l'esercito e il Ministero degli Esteri.  Alcuni rapporti collegano, in ultima analisi, le controversie su Israele e Palestina all'antisemitismo negli Stati Uniti, basandosi spesso su studi e dati ricorrenti. In uno studio presentato come originale, l'Hanover Institute ha esaminato 36 video online molto diffusi che trattavano il tema di Israele e Gaza, sostenendo che 19 di essi contenevano affermazioni controverse, la maggior parte delle quali a sostegno della narrazione palestinese.

Non tutti i rapporti dell'Hanover Institute sostengono le posizioni del governo israeliano.   Una pubblicazione, ad esempio, ha definito "deboli e piene di eccezioni" le tesi secondo cui i finanziamenti esteri alle università americane alimenterebbero episodi di antisemitismo, nonostante il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu avesse pubblicamente sostenuto una tesi analoga.  La struttura generale del progetto Hanover, tuttavia, appare concepita per popolare l'ecosistema informativo online con materiali ben curati e ricchi di riferimenti, destinati a rispondere a quesiti che gli utenti potrebbero successivamente porre ai sistemi di intelligenza artificiale.

I sistemi di rilevamento dell'IA sollevano ulteriori interrogativi   Responsible Statecraft ha inoltre analizzato un campione di contenuti prodotti dall'Hanover Institute utilizzando GPTZero, un software progettato per identificare testi generati dall'IA.   Su 12 articoli selezionati casualmente e analizzati da RS, 11 sono stati classificati come generati dall'IA con un "alto grado di riservatezza".   L'articolo rimanente è stato valutato come generato dall'IA con un "grado di riservatezza moderato".  Sebbene tali strumenti di rilevamento non possano stabilire con certezza assoluta se un determinato testo sia stato generato dall'intelligenza artificiale, i risultati aggiungono un ulteriore elemento di riflessione su un progetto il cui promotore ammette apertamente la propria capacità di ottimizzare i contenuti per i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM).

La documentazione depositata da Piro presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA), non afferma esplicitamente che l'attività svolta per conto del governo israeliano sia finalizzata a influenzare l'intelligenza artificiale. In precedenza, Rosenberg aveva dichiarato all’agenzia di stampa Politico che l'obiettivo dell'azienda era "introdurre nel dibattito pubblico fatti accurati e documentati, contrastando la disinformazione su Israele con informazioni verificabili".  Tuttavia, nelle successive dichiarazioni volte ba promuovere l'attività di ottimizzazione dell'IA condotta da Piro, descriveva esplicitamente l'azienda come impegnata a individuare le modalità con cui i chatbot elaborano le proprie risposte.

Una più ampia campagna di influenza israeliana   Il progetto dell'Hanover Institute non è l'unica operazione sostenuta dal governo israeliano che, secondo quanto riferito, mira a influenzare il panorama informativo legato all'intelligenza artificiale.  Israele avrebbe inoltre ingaggiato Brad Parscale, ex responsabile della campagna elettorale di Trump, nell'ambito di un progetto da 46,5 milioni di dollari che prevede la creazione di siti web filo-israeliani progettati per influenzare le risposte dei chatbot.  Una precedente inchiesta di Drop Site News ha rivelato che diversi sistemi di IA, in particolare Copilot di Microsoft e Gemini di Google, avevano integrato nelle proprie risposte informazioni provenienti da tali siti web. Secondo tale indagine, alcuni chatbot hanno citato i siti web senza informare gli utenti che il materiale faceva parte di un'operazione di influenza israeliana.

Questi progetti si inseriscono nel quadro di una più ampia campagna di relazioni e di diplomazia pubblica israeliana negli Stati Uniti. Una recente ricerca del Quincy Institute for Responsible Statecraft ha rilevato che, dal 2023, Israele ha speso oltre un miliardo di dollari in diplomazia pubblica, compresi più di 100 milioni di dollari per operazioni di influenza negli Stati Uniti dichiarate ai sensi del Foreign Agents Registration Act.

(1) Il Quincy Institute for Responsible Statecraft è un think-tank statunitense di politica estera