L'UE: partner dell'occupazione sionista e del colonialismo di insediamento in Palestina. Intervista

L'iniziativa palestinese "Masar Badil" (Palestinian Alternative Revolutionary Path Movement) a Bruxelles : Manifestazione di protesta per la liberazione della Palestina.

Intervista a Mohammad Khatib

Intervistato da : David Maiwald

Maiwald: Questa settimana (23-29 di ottobre)state organizzando una settimana d'azione a Bruxelles e state organizzando una marcia di protesta davanti al Parlamento europeo sabato. Perché è necessario il vostro movimento "Masar Badil", il percorso rivoluzionario alternativo per la Palestina?

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Khatib: Questo percorso si è reso necessario dopo la cosiddetta Conferenza di pace di Madrid e gli Accordi di Oslo degli anni '90. Entrambe le conferenze hanno minato il movimento di liberazione palestinese perché orientate alla creazione di un'entità statale in Palestina. Tuttavia, il popolo palestinese all'interno e all'esterno della Palestina - storicamente e attualmente - non ha mai combattuto per la creazione di uno Stato nel senso odierno, ma per la liberazione della patria originaria, dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo. Così facendo, non combattiamo solo per noi stessi, ma per tutti gli internazionalisti, per tutti coloro che credono nella libertà, nella giustizia e nell'uguaglianza.

M:Perché state manifestando a Bruxelles, quali sono le vostre richieste?

K: Bruxelles è la capitale del Belgio, ma anche dell'Unione Europea. Veniamo con un messaggio chiaro: non smetteremo di lottare per la liberazione della Palestina. Non tolleriamo che l'UE contribuisca ogni giorno alla macchina coloniale in Palestina e tragga profitto dall'oppressione del popolo palestinese. L'UE è un partner dell'occupazione sionista e del colonialismo di insediamento in Palestina. Non accettiamo che i palestinesi vengano uccisi con i finanziamenti dell'UE, che l'UE testi armi e tattiche di guerra su di loro. I nemici dei palestinesi non sono necessariamente ad Haifa o nella cosiddetta Tel Aviv, Jaffa, ma a Parigi, Berlino o Bruxelles: è lì che si svolge la nostra lotta. Abbiamo il diritto di resistere con tutti i mezzi insieme alla popolazione di Gaza e della Cisgiordania.

M: Voi state anche manifestando contro l'Autorità Palestinese, ANP, che l'UE chiama governo palestinese.

K: I legittimi rappresentanti del popolo palestinese sono le forze della resistenza. L'ANP non rappresenta il popolo palestinese, ma è uno strumento per la sua oppressione. Significa interferire nel nostro movimento nazionale, corrompere parti del popolo palestinese per opprimere qualsiasi scintilla di resistenza. L'UE la sostiene per proteggere l'occupazione israeliana. Gli Stati imperialisti non solo vogliono trarre profitto dall'occupazione della Palestina, ma vogliono mantenere il controllo della regione.

M: Quale impatto può avere il vostro movimento nella diaspora?

K: Uno dei principali obiettivi della diaspora è quello di ricostruire le nostre istituzioni nazionali e un movimento di massa e di mobilitazione per la liberazione. A più di 70 anni dalla Nakba, lo  di centinaia di migliaia di persone nel 1948, oltre sette milioni di palestinesi vivono oggi nella diaspora. Proveniamo dai campi profughi in Giordania, in Libano, in Siria - siamo ora cittadini europei o statunitensi, conosciamo culture e background differenti. Essere palestinesi significa impegnarsi nella lotta per la liberazione della Palestina. Dobbiamo unirci sotto questa identità. Inoltre, non è solo in Palestina che sperimentiamo oppressione e repressione: a Berlino, i giovani tedesco-palestinesi che scendono in piazza contro il razzismo e per la liberazione della Palestina vengono picchiati e imprigionati dalla polizia. Nel giorno della Nakba di quest'anno, tutte le manifestazioni sono state vietate e impedite. Lo Stato tedesco esercita persino pressioni sugli ebrei israeliani che si esprimono contro l'occupazione in Palestina, etichettandoli come antisemiti.

Come il popolo palestinese, la classe operaia di tutto il mondo ha un interesse oggettivo alla liberazione e all'uguaglianza: il nostro principale nemico è il capitalismo imperialista e le sue istituzioni coloniali. Salutiamo quindi tutti i movimenti rivoluzionari che ci sostengono nella lotta di liberazione e che per questo subiscono anche oppressione e repressione.

https://www.jungewelt.de/artikel/437353.freiheit-f%C3%BCr-pal%C3%A4stina-die-eu-tr%C3%A4gt-zur-kolonialen-maschine-bei.html

Traduzione a cura dell’Associazione di Amicizia italo-palestinese

https://masarbadil.org/en/2022/10/3058/