Sionismo in USA: da AIPAC iniziative che mettono in pericolo le vite di parlamentari di colore

mail da Codepink, 13 agosto 2021

L'American-Israel Public Affairs Committee (AIPAC) è di nuovo in campo, incitando all'islamofobia e mettendo a rischio le donne parlamentari di colore.

La lobby filoisraeliana ha pubblicato una serie di annunci a pagamento su Facebook accusando le parlamentari Ilhan Omar, Alexandria Ocasio-Cortez(=AOC), Cori Bush e Rashida Tlaib di mentire su Israele per il fatto di usare i termini di apartheid, atti di terrorismo e pulizia etnica. L'annuncio che attacca in particolare Ilhan Omar attribuisce a lei, una musulmana-americana, relazioni con il terrorismo. È islamofobia da manuale!

Jeremy Slevin, della segreteria di Ilhan, ha twittato che il linguaggio usato dall'AIPAC negli annunci a pagamento per diffamare la parlamentare è praticamente identico al linguaggio usato nelle minacce di morte che essa già riceve. Rashida Tlaib ha twittato come l’AIPAC in questo modo stia letteralmente mettendo a rischio la vita di membri del Congresso.  

Tlaib, Omar, AOC e Bush non sono le uniche parlamentari ad esporsi per sostenere la libertà e la dignità dei palestinesi. Mark Pocan si stava occupando della questione ancor prima che le quattro donne (soprannominate “The Squad”, la squadra, NdR) venissero elette nel Congresso e Betty McCollum è quella che ha redatto la proposta per condizionare gli aiuti a Israele in modo che non sostengano gli abusi sui bambini palestinesi. Ma, come ha sottolineato Pocan, lui e McCollum non vengono attaccati così ferocemente perché sono bianchi mentre Tlaib, Omar, AOC (=Alexandra Ocasio Cortez)e Bush sono donne di colore.

La Redazione di Codepink, che ha denunciato il fatto, ha lanciato un appello per un mailbobming a Facebook perché cancelli gli annunci razzisti e di odio contro le parlamentari di colore.

Il timore espresso da Codepink su cose che riguardano Israele e che alle parole seguano i fatti, è fondato. Conviene ricordare che l’omicidio di Rabin, il primo ministro israeliano che tentò un accordo vero con i palestinesi, avvenne dopo una forsennata campagna di accuse di tradimento da parte di Netanyahu, campagna che di fatto armò la mano dell’omicida. Lea Rabin accusò esplicitamente Netanyahu di essere stato il mandante politico dell’omicidio del marito (NdR)