A seguito delle pressioni delle lobbies filo israeliane Zoom, Facebook e Youtube si adeguano censurando eventi sulla Palestina
da: Nora Barrows-Friedman The Electronic Intifada 13 November 2020 https://electronicintifada.net/content/zoom-censors-events-about-zoom-censorship/31696
Settembre 2020, San Francisco Zoom censura un evento su web organizzato presso l’Università di San Francisco con la partecipazione di Leila Khaled ed altri attivisti anti-apartheid. Ciò avviene dopo che per settimane su Zoom hanno fatto pressioni l’ambasciata israeliana e gruppi anti-palestinesi quali Anti-Defamation League, StandWithUs e Lawfare Project perché l’evento fosse impedito. Anche Facebook fa la sua parte, impedendone la pubblicazione.L’evento va avanti su YouTube ma poco dopo l’inizio l’azienda lo blocca sostituendolo con la dizione “Questo video è stato rimosso per violazione dei Termini di Servizio”
Ottobre 2020, Hawai’i, New York, Leeds Il 23 di ottobre viene organizzata un altra giornata di iniziative su Zoom proprio per discutere della censura precedentemente subìta e gli organizzatori sono USACBI (US Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel). La giornata è organizzata come “giornata di azione contro la criminalizzazione e la censura del dibattito nelle università” e vi partecipano diverse università ciascuna con proprie iniziative.
L’evento si svolge in alcune università ma viene censurato da Zoom in alcune altre ed in particolare i webinar alle università di Hawai’i Manoa, New York University e Leeds in Gran Bretagna. In un’altra università, quella di Ontario in Canada, l’evento viene censurato da Facebook.
Palestine Legal, insieme ad altre dieci strutture legali ha denunciato Zoom per “attacco alla libertà di espressionee libertà accademica e violazione del contratto con le il sistema universitàrio pubblico” in quanto abuso “di un potere di veto sui contenuti di quanto si discute nelle aule universitarie e negli eventi pubblici”
Alla Università di Hawai’i Manoa (UHM), Zoom ha oscurato l’evento organizzato dalla facoltà di studi etnici, dal Gruppo antimilitarista KOA Futures, Hawai’i Peace and Justice, e Studenti e Facoltà per la Giustizia in Palestina.
StandWithUs, organizzazione filoisraeliana, aveva scatenato una campagna per indurre Zoom ad impedire il webinar.
Il pretesto delle organizzazioni filo-israeliane è stata la presenza o gli interventi registrati di Leila Khaled. Leila Khaled partecipò 50 anni fa a dirottamenti aerei quando il FPLP adottava tale forma di lotta, ma non uccise né ferì mai alcuno. Vive ad Amman, è sposata con due figli e partecipa alla vita politica palestinese. [Se sussistono tali divieti a Leila Khaled, che cosa si sarebbe dovuto dire allora di Sharon(strage di Sabra e Chatila) o di Begin (strage di Kybia)? NdR]
A seguito delle censure di Zoom i Dipartimento per gli Studi Etnici e Scienze Politiche hanno chiesto all’amministrazione universitaria di annullare il contratto con Zoom e di fornire un’altra piattaforma alternativa a Zoom, richiesta sostenuta anche da Palestine Legal e da altre 10 gruppi per i Diritti Umani. L’indignazione è stata forte tra gli studenti di UHM, molti dei quali sono di origine indigena hawayana e tra i quali è crescente la solidarietà verso i palestinesi.
Alla New York University studenti, esperti legali e tutta la facoltà erano pronti per il webinar quando Zoom ne ha annunciato la cancellazione. Diversamente da quanto successo nelle Haway, l’Università di New York ha provveduto a fornire una piattaforma alternativa su Meet. Tuttavia su Meet la trasmissione è risultata disturbata da rumori antipalestinesi e ronzii volontariamente prodotti. Traduzioni e sintesi da Associazione di Amicizia Italo-Palestinese
Novembre 2020, Università del Salento, a Lecce Presso l’ Università del Salento viene organizzato un incontro con Zoom su LA QUESTIONE DEI RIFUGIATI PALESTINESI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE e la presentazione del volume omologo di Francesca Albanese e Lex Takkenberg, con la partecipazione dell’autrice, di Luisa Morgantini e Lucia Goracci della RAI. Dopo una ventina di minuti di trasmissione ecco uno zoombombing, intervento di disturbo esterno fatto di urli e di insulti. Questa volta non è stata l’azienda Zoom ad intervenire, ma qualcun altro che non desidera che si parli di palestinesi. Un episodio sul quale il Rettore Fabio Pollice esprime la più ferma condanna. Chi sarà stato mai? (NdR)