Haaretz 28/2/24 Israel News, mercoledì 28.02.2024
In un recente intervista su Haaretz, l’ex primo ministro Ehud Olmert ha accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu e i suoi ministri di estrema destra di aver consapevolmente portato Israele in una guerra totale. Durante un'ampia conversazione, Olmert ha detto alla conduttrice Allison Kaplan Sommer che per Ben-Gvir, Smotrich e Netanyahu Gaza siamo solo l'inizio: loro puntano all'"Armageddon", che renderà possibile l'espulsione di molti dei palestinesi dalla Cisgiordania."
Olmert cita il sostegno del ministro ai gruppi violenti di coloni, che picchiano i palestinesi e saccheggiano le loro case, e arriva addirittura a dire: "La grande maggioranza dei palestinesi uccisi in Cisgiordania [dal 7 ottobre] sono stati uccisi non necessariamente per buone ragioni, e non da forze di sicurezza israeliane qualificate, ma da volontari – come i giovani delle colline”. Olmert, che un anno e mezzo fa ha perso una causa per diffamazione intentata contro di lui dalla famiglia Netanyahu per aver affermato che erano malati di mente, non sembra timoroso di usare un linguaggio forte per descrivere il primo ministro. Da allora ritiene di aver "conquistato la convinzione della stragrande maggioranza del popolo israeliano" che il comportamento del Primo Ministro indica uno stato di " esaurimento nervoso". "Un esaurimento nervoso è l'unico modo per interpretare il modo in cui si comporta", dice. "Non so se abbia avuto un esaurimento nervoso, non ho prove mediche che lo dimostrino. Ma ho cervello, ho occhi, capisco quello che vedo, e quello che vedo è il comportamento di qualcuno che ha attraversato un drammatico esaurimento nervoso. E molto probabilmente non ne sia ancora guarito."
Secondo Olmert, l'attuale governo è interessato a continuare il conflitto ed evitare un cessate il fuoco a lungo termine e per questo motivo ritarda la trattativa sugli ostaggi. Olmert sostiene fermamente un accordo, anche a costo di dolorose concessioni. Alla domanda sul perché sostenga un accordo – dato che mentre era Primo Ministro si era rifiutato di scambiare i prigionieri di Hamas con il rilascio di Gilad Shalit, Olmert dice che gli ostaggi civili non sono la stessa cosa dei soldati. "Quando si tratta dei soldati delle forze di sicurezza, in determinate circostanze, quando se ne presenta la necessità, abbiamo il diritto di mandarli a combattere, anche a rischio che non ritornino", dice, "ma gli ostaggi che sono stati rapiti e aspettano ora da più di 142 giorni... non sono soldati. Sono cittadini israeliani... e noi, lo Stato di Israele, li abbiamo abbandonati. Non eravamo lì per difenderli e non abbiamo il diritto di abbandonarli adesso - di non fare ogni sforzo possibile ad ogni costo per riportarli indietro." "Non sarebbe successo nulla il 7 ottobre", dice Olmert, se fosse stato al potere un governo diverso con priorità diverse. "Il fallimento inizia con l'eccessiva fiducia diffusa dal primo ministro", secondo cui le sue "sofisticate manipolazioni" avrebbero scoraggiato Hamas.
"5.000 terroristi palestinesi hanno scosso le fondamenta dello Stato di Israele a causa della loro eccessiva sicurezza e arroganza", conclude.
Chi è Olmert(NdR)
Ehud Olmert, succeduto a Sharon e appartenente alla formazione centrista Kadima di cui era leader Sharon, fu primo ministro di Israele dal 2006 al febbraio 2009. Gli succede Netanyahu nel febbraio 2009. Nel corso del suo premierato:
- nel 2006 su Gaza : operazioni Piogge estive, Nubi d’autunno (200 morti palestinesi, sopratutto donne e minori)
- agosto 2008 negoziato Olmert-Abu Mazen: 7% della Cisgiordania a Israele contro 5% di deserto ai palestinesi, corridoio Gaza-West Bank, rimando su Gerusalemme. Sul fallimento del negoziato: insufficiente sul diritto al ritorno. Fu l’ultimo tentativo di un accordo per il quale Olmert fu assai criticato dalla destra. Successivamente ci sono state “trattative di pace” solo simboliche
- dicembre 2008-Gennaio 2009 su Gaza guerra Piombo Fuso (1400 morti palestinesi, 13 israeliani)
Trad a cura di Claudio Lombardi , Associazione di Amicizia Italo-Palestinese