Nena News
26.02.2013
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Gli interessi prima degli slogan
Come il regime di Mubarak prima, il governo Fratelli Musulmani al Cairo basa la sua politica nei riguardi di Gaza sugli interessi non sui sentimenti, dice Hamada Fara'neh sul palestinese al-Ayyam
di Hamada Fara'neh - al-Ayyam
(Traduzione di Mideast Mirror Ltd)
Il fatto fondamentale che deve essere accettato, con cui dobbiamo fare i conti, e che dobbiamo rispettare, è che i Fratelli Musulmani oggi guidano lo stato egiziano - o, almeno, svolgono un ruolo importante nel governare insieme all'esercito e alle altre istituzioni. In ogni caso, tutte le parti coinvolte nella struttura di potere del paese, concordano sul fatto che in Egitto gli interessi vengono prima, ciascuno per le proprie ragioni. Al fine di garantire la posizione preminente che ha avuto la fortuna di ottenere, è nell'interesse dei Fratelli Musulmani dare sicurezza e stabilità, migliorare l'economia e combattere la povertà, al fine di dimostrare agli egiziani che sono in grado di risolvere l loro problemi e di assicurare loro un livello di vita dignitoso. Per raggiungere questo obiettivo, gli interessi dell'Egitto devono venire prima.

Anche l'esercito e le altre istituzioni sono di questo parere, il che spiega perché il governo egiziano non ha dato agli altri problemi arabi, musulmani, africani economici o politici l'attenzione richiesta da alcuni partiti pan-arabi, islamici e di sinistra – inclusi i gruppi della fratellanza musulmana non egiziani. I tre impegni fondamentali che guidano la politica egiziana nei confronti del conflitto israelo-palestinese sono i seguenti:
In primo luogo, il trattato di pace di Camp David del 1979. I Fratelli Musulmani hanno promesso agli americani e agli europei che avrebbero difeso Camp David contro altri eventuali accordi o impegni. La guida suprema del movimento e presidente Mohammad Mursi lo ha fatto capire a più riprese.
In secondo luogo, l'accordo tra Egitto e il Fondo monetario internazionale per un prestito di $ 4,8 miliardi, che ha una dimensione politica. Il FMI insiste sul fatto che il parlamento egiziano - e la Fratellanza Musulmana in particolare - accettino le sue condizioni, che includono la portata dalle sovvenzioni statali. In terzo luogo, l'accordo di cessate il fuoco tra Hamas e Israele firmato al Cairo il 21 novembre dello scorso anno da alti funzionari egiziani e israeliani e i capi di intelligence.
È stato a causa di queste priorità e di questi impegni che l'Egitto, senza alcun accordo o intesa pubblica con Hamas (ma forse con la tacita – anche se riluttante - approvazione del movimento palestinese), ha preso a distruggere i tunnel attraverso i quali venivano contrabbandate le merci a Gaza. E' stato anche grazie all’impegno egiziano che il responsabile israeliano dei valichi di frontiera ha annunciato che Tel Aviv ha deciso di alleggerire le restrizioni ai valichi di Gaza per compensare la distruzione egiziana dei tunnel.
Il capo del Politburo di Hamas Khalid Mish'al ha accettato di firmare il documento egiziano di riconciliazione palestinese solo sotto la pressione della guida suprema dei Fratelli musulmani Mohammad Badi'e', dopo che aveva respinto in passato un accordo con gli stessi termini. L'intesa tra gli Stati Uniti e la Fratellanza Musulmana copre tutta la regione tranne che per la questione palestinese e la posizione nei confronti di Hamas.
È per questo motivo che la guida suprema fa pressioni perché Hamas aderisca all'OLP, in quanto non vi è altro mezzo per il movimento islamista di guadagnare legittimità se non che entrando a far parte del movimento tradizionale palestinese. Mentre la leadership di Hamas con sede a Gaza era contrario a tale decisione, la leadership politica del movimento con base fuori dalla Palestina ha capito e ha deciso per di accettare. È un fatto che l'essenza della politica egiziana sotto i Fratelli Musulmani non è diversa da quella perseguita dal regime di Mubarak, semplicemente perché i fattori economici e sociali in Egitto sono gli stessi.
Sono questi i fattori che determinano la politica, non gli slogan emotivi, il che spiega perché Cairo ha deciso di distruggere i tunnel e mantenere il blocco di Gaza - e perché si insiste affinché l’Egitto rispetti gli impegni internazionali, tra cui Camp David.
(tradotto da barbara gagliardi
per l’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus)