Nena News
01.11.2012
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=39597&typeb=0&Israele-ammette-uccidemmo-Abu-Jihad
Israele ammette: uccidemmo Abu Jihad
Il quotidiano Yediot Ahronot, dopo il via libera della censura, ha pubblicato oggi un articolo che 25 anni dopo conferma ciò che i palestinesi sapevano da sempre.

Non che non fosse noto da sempre. Nessuno aveva mai avuto dubbi sul diretto coinvolgimento di commando israeliani nell'uccisione dell'esponente palestinese nella sua abitazione nella capitale tunisina. Ma è importante che, sia pure a distanza di tanti anni, Israele abbia dichiarato apertamente la sua politica di eliminazione fisica dei leader palestinesi. Un'ammissione che forse un giorno, sostiene qualche palestinese, porterà anche a quella dell'avvelenamento del presidente Yasser Arafat di cui si parla dalla sua morte misteriosa, otto anni fa.

Comandante della unità speciale Sayaret Makdal che realizzò l'operazione di assassinio a Tunisi fu Nahum Lev (morto nel 2000). L'intelligence in terra tunisina fu svolta, ovviamente, dal Mossad, il servizio segreto israeliano, ha scritto Yediot Ahronot, aggiungendo che furono uccise a sangue freddo anche due guardie e un giardiniere del tutto innocente all'ingresso dell'abitazione di Abu Jihad. Quell'assassinio generò grande sdegno e gravi incidenti nei Territori occupati palestinesi. Abu Jihad, braccio destro di Arafat, era molto popolare. Israele lo eliminò poiché, dopo il divampare, in modo spontaneo, della prima Intifada nel dicembre 1987, il leader palestinese fu in grado di prendere quasi subito il volante della rivolta popolare contro l'occupazione militare e di organizzarla in modo capillare. Nena News