Nena News
21.08.2012
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=32589&typeb=0&Turchia-insiste-su-zona-cuscinetto-in-Siria
Turchia insiste su zona cuscinetto in Siria
Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nega ogni responsabilità per la bomba esplosa a Gaziantep, al confine siriano. Ma Ankara auspica zona cuscinetto.
di Ika Dano
Roma, 21 Agosto 2012, Nena News - "I nostri combattenti non c'entrano nulla con questa esplosione" ha dichiarato il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) sul portale vicino al movimento Firat News a proposito della bomba che a Gaziantep ha fatto almeno nove morti lunedì sera. La città di Gaziantep si trova a 50 km dal confine siriano, e la dichiarazione arriva a dissipare i dubbi su un'eventuale implicazione dei ribelli curdi, principale preoccupazione del governo di Ankara. Proprio ieri il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu ha ripetuto al quotidiano Hurriyet la necessità di una zona cuscinetto ONU per affrontare su territorio siriano l'emergenza rifugiati.

La bomba fatta esplodere lunedì in un veicolo vicino alla stazione di polizia Karşıyaka a Gaziantep ha fatto 9 vittime, tra cui tre bambini, secondo quanto dichiarato dal ministro degli interni turco Beshir Atalay all'agenzia stampa Associated Press. L'attacco è stato subito attribuito da diversi media turchi ai ribelli del PKK. Che oggi prendono però le distanze dall'accaduto.
La Turchia accusa da mesi il regime siriano di Bashar Al Assad di lasciare mano libera al movimento separatista curdo nel nord della Siria, dove è rappresentato dall'Unione Democratica del Kurdistan (PYD). "Una zona di sicurezza o una zona cuscinetto nel nord della Siria sono tra le opzioni della Turchia" aveva risposto il premier Tayyip Erdogan riportato dall'agenzia Anadolu alcune settimane fa alla domanda sugli eventuali provvedimenti turchi contro il movimento - definito terrorista da Ankara e diversi altri Paesi tra cui Stati Uniti e Unione Europea, per mezzo della Politica europea di sicurezza e difesa comune (PESD). La Turchia non starà solo a guardare gli spostamenti del partito curdo siriano PYD. Le attivita' di organizzazione terroriste separatiste alle frontiere dovranno essere discusse, ha fatto sapere Erdogan.
Ieri, il ministro turco Davutoglu ha reiterato l'annuncio: la Turchia non puo' accogliere piu' di 100 000 rifugiati siriani, e auspica che le Nazioni Unite creino una zona cuscinetto nel nord della Siria. "Dobbiamo accoglierli sul territorio siriano", lo cita il maggiore quotidiano turco Hurriyet.
Con lo spiegamento di truppe al confine siriano dopo l'abbattimento di un aereo da combattimento turco lo scorso giugno, Ankara ha dimostrato che fa sul serio. Un avvertimento che per molti non era diretto solo a Assad, ma anche ai ribelli curdi attivi a nord.
Intanto, per domani è previsto il primo incontro ad Ankara per discutere dei "meccanismi operativi" sulla Siria, iniziativa proposta dal Segretario di Stato Americano Clinton durante la sua ultima visita. "La tensione crescerà, ed è possibile addirittura uno scontro armato", aveva gia' pronosticato mesi fa l'esperto anti-terrorismo Ihsan Bal della think thank turca International Strategic Research Organisation (Usak).