Israele: al via retate di immigrati

Nena News
11.06.2012

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=23057&typeb=0&Loid=200&Israele-al-via-retate-di-migranti

Israele, al via retate di migranti

Decine di africani arrestati a Eilat e in altre città, presi di mira in particolare i sudsudanesi che il governo Netanyahu vuole rispedire subito a casa 

adminSito  
                                    migranti africani proteste                            

Tel Aviv - Le proteste degli israeliani contro i migranti (AFP Photo / David Buimovitch)

Gerusalemme, 11 giugno 2012, Nena News - Sono scattati oggi a Eilat e ieri a Tel Aviv e in altre città i raid dell'unità anti-immigrazione "Oz" incaricata di scovare e arrestare i migranti clandestini destinati alla detenzione e alla deportazione.



Presi di mira i sudsudanesi
Il quotidiano Haaretz riferisce nella sua edizione online che stamani alle 5 (le 4 in Italia) un largo contingente di agenti della "Oz" hanno effettuato un rastrellamento in un quartiere di Eilat notoriamente abitato da «inflitrati», termine con il quale in Israele indicano i clandestini. Sono stati arrestati 55 africani, 45 dei quali sudsudanesi primo obiettivo delle recenti misure decise dal governo israeliano. Dopo la nascita del Sud Sudan, il premier Netanyahu ritiene che Israele non abbia più alcun obbligo verso i sud sudanesi giunti del paese negli anni passati per sfuggire al conflitto (con il Sudan). Netanyahu perciò ha dato ordine di rimandare a casa per primi i circa mille sudsudanesi presenti in Israele. Una ventina di migranti erano stati arrestati ieri nei quartieri periferici di Tel Aviv, città dove si sono registrati tensioni fortissime nei giorni con gli abitanti israeliani che in non pochi casi hanno attuato aggressioni e intimidazioni nei confronti degli africani.

Netanyahu ha dato ordine di espellere al più presto almeno 25 mila migranti e nel governo i rappresentanti della destra gareggiano nel proporre misure contro gli africani. Gli «inflitrati» inoltre saranno incarcerati sino a tre anni senza processo in un grande cento di detenzione nel Neghev.
                             migranti africani shamseddin20101129053658843
Arresti come deterrente contro nuovi arrivi Nelle intenzioni del governo le nuove misure anti-migranti dovranno fare da deterrente all'arrivo di altri africani illegali (sarebbero 60mila quelli già presenti nel paese, in maggioranza sudanesi ed eritrei). Il mese scorso, secondo dati ufficiali del ministero dell'interno, sarebbero entrati nel paese 2.000 africani, 8.644 dall'inizio dell'anno. Netanyahu inoltre programma di far completare entro il prossimo settembre il «muro» di 240 km che è stato alzato lungo la frontiera con l'Egitto, oltre alla costruzione anche di altri centri di detenzione, fatti di tende e destinati alle zone desertiche. «È un cambiamento (di politica) importante - ha commentato il primo ministro nei giorni scorsi - L'obiettivo prioritario dei nostri sforzi è quello di mantenere il carattere ebraico dello stato di Israele, anche in futuro». In linea perfetta con il premier è il ministro dell'interno Eli Yishai, che da anni usa il pugno di ferro contro i clandestini. Una settimana fa Yishai ha incontrato l'ambasciatore eritreo Tesfamariam Tekeste Debbas allo scopo di trovare un modo comune per rispedire indietro gli «infiltrati», non mancando di sottolineare che per Israele la prigione è l'unica soluzione alla mancata uscita dei clandestini. 
                          israelemigranti2
Vana la protesta dell'Onu

Inutili le proteste delle Nazioni Unite. «Un paese può approvare leggi contro l'immigrazione clandestina ma non può applicarle verso i profughi e coloro che richiedono asilo politico», ha commentato William Tall, il rappresentante dell'Unhrc in Israele, «se Israele comincerà ad attuare queste nuove leggi, avvieremo azioni legali contro il suo governo». Gli ha indirettamente risposto il deputato dell'estrema destra Aryeh Eldad: «Se l'esercito israeliano non riceverà l'ordine di sparare e uccidere i migranti e tutti coloro che proveranno a passare il confine, il problema persisterà e non avrà una soluzione». Nena News